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Il caso

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero si dimette dalla presidenza della Banca di Asti

Ha annunciato le sue intenzioni durante il CdA della banca convocato per decidere come rispondere a Bankitalia. Miravalle (Pd): «È l’ultima tappa di un grande pasticcio, che ha fatto fare una figuraccia sia alla banca sia al Comune»

Maurizio Rasero

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, ha deciso di lasciare la presidenza della Banca di Asti. L'annuncio delle dimissioni è arrivato questo pomeriggio nel corso del Consiglio di Amministrazione convocato per affrontare la questione del suo doppio incarico. Questione sollevata, tra gli altri, da una lettera di Bankitalia alla quale il CdA dovrà rispondere entro pochi giorni.

Contrariamente alle aspettative dei più — che scommettevano sulle dimissioni da primo cittadino, il cui mandato scadrà comunque la prossima primavera senza possibilità di ricandidatura — Rasero ha scelto di fare un passo indietro dall'istituto di credito. La sua nomina alla guida della banca risaliva allo scorso 27 aprile, su proposta della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, e fin da subito aveva sollevato un duro scontro politico con l'opposizione consiliare. La minoranza contestava non solo il cumulo delle cariche, ma anche l'opportunità e le modalità dell'elezione, avvenuta dopo che lo stesso Rasero aveva nominato buona parte dei componenti del CdA della Fondazione che indicano il presidente della Banca.

Con questa decisione, Rasero rimarrà alla guida del Comune fino al termine del mandato. La scelta azzera ogni potenziale conflitto di interessi — che il sindaco aveva già cercato di evitare astenendosi dalla votazione sull'assestamento di bilancio — ed evita sia il rischio di un commissariamento dell’Ente, sia un passaggio di consegne anticipato alla vicesindaca Stefania Morra in caso di sfiducia in Consiglio comunale.

«È l’ultima tappa di un grande pasticcio, che ha fatto fare una figuraccia sia alla banca sia al Comune - è il primo commento a caldo del consigliere comunale del Pd e futuro candidato a sindaco, Michele Miravalle - Alla fine ha deciso Banca d’Italia che ha costretto il sindaco-banchiere a dimettersi. Che i due ruoli fossero incompatibili era chiaro dal primo giorno: chi sosteneva il contrario o era ingenuo o in malafede. Le conseguenze sulla città sono state pesanti, c’è stato un sindaco dimezzato per sei mesi e l’amministrazione è rimasta “congelata”, nessun problema della città è stato risolto. Serve aprire una nuova stagione politica e amministrativa».

Con le dimissioni di Rasero, la reggenza del CdA della banca passa al vicepresidente Gabriele Mello Rella, commercialista entrato nel nuovo Consiglio in primavera su indicazione della componente legata alla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, mentre crescono le quotazioni di Maria Teresa Armosino, ex parlamentare ed ex presidente della Provincia di Asti, per la successione a Rasero ai vertici dell'istituto di credito.

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