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Piovà Massaia

"Lupus in fabula": riapre la mostra con tutte le "storie del lupo"

Ospitata nei locali dell'ex castello mette insieme la visione del più conosciuto predatore dei boschi lupo dall'immaginario collettivo alla realtà. Insieme a tante altre "chicche" che riempiono anima, cuore e memoria

"Lupus in fabula": riapre la mostra con tutte le "storie del lupo"

Ci sono luoghi che in un'ora di visita ti riempiono il cuore, la mente e l'anima di stimoli, ricordi, suggestioni. I luoghi che parlano, che raccolgono la loro storia e quella di chi li ha vissuti prima di noi e la trattengono per chi abbia gli occhi di ripercorrerla. Luoghi che sono così perché chi se ne occupa ci mette impegno e dedizione. Luoghi che nascondono storie da film. Nel vero senso della parola.

Cucina, scuola: le mostre permanenti

E uno di questi luoghi è la sede dell'Associazione fra Guglielmo Massaia, a Piovà, ospitata in una porzione del vecchio castello ora di proprietà della parrocchia. Negli anni è diventata uno scrigno di memorie del passato con allestimenti museali permanenti. Lo è il locale in cui è stata ricostruita una cucina di inizio Novecento, con profluvio di rami e di rudimentali attrezzi per facilitare la vita delle "cusinere", le cuoche. Lo è la stanza della scuola, con i suoi banchi in legno in un pezzo unico, la lavagna con i saluti di Bruno Barbieri (visitata e filmata un anno fa in occasione della registrazione di una puntata di 4 Hotel) con una assoluta rarità: un armadietto con il Museo Scolastico Vallardi che contiene decine di campioni di ogni materiale più comune.

L'ex Cinema Piemonte

Al piano di sopra il grande salone che fu a lungo il cinema parrocchiale, con il recupero del vecchio proiettore e delle file di sedie in legno. Una di quelle storie che un film lo è diventato davvero, grazie alla testimonianza di Gianmaria Ricca raccolta  Chiara Gianusso e Leonardo Medesani di Roundwood in "Ex Cinema Piemonte" vincitore dell'Asti International Film Festival dello scorso anno. 

Una porticina al primo piano porta in un angolo di paradiso che è il piccolo giardino fiorito in bianco e curatissimo chiuso dalle mura in mattoni, realizzato negli anni grazie all'impegno dei volontari e al sostegno del generale Maggio, dedicato alla moglie Illeana con il pozzo realizzato sulla cisterna del castello da Carlo Massaia.

Il murales e la scaletta impossibile

Da lì, alzando lo sguardo verso l'ex castello, l'occhio cade su un curiosissimo abbinamento: un murales dedicato a Giuseppe Vianelli, il messo comunale che la serasi trasformava in operatore del cinema accanto ad una scaletta che solo i più coraggiosi potevano percorrere. Un tempo era quella che Vianelli e  Ricca, che allora aveva appena 10 anni, facevano su e giù con disinvoltura per accedere dal muro perimetrale ad una piccola porta che portava al gabbiotto in cui era installato il proiettore. Vianelli che ad ogni cambio di pellicola andava in Vespa a Gallareto per aspettare la corriera con la quale arrivava la "pizza" delnuovo film da montare. Più che ex Cinema Piemonte sembra la storia (vera) del Nuovo Cinema Paradiso.

Basterebbe questo per non farsi mancare una visita nell'ex castello dirimpettaio della splendida chiesa parrocchiale disegnata da Benedetto Alfieri. 

La mostra sul lupo

Ma fino al 4 ottobre c'è un motivo forte per arrivare nella piazza salvata dall'asfalto, sotto l'ombra di un viale alberato. E' la mostra "Lupus in fabula et in natura", allestita dai soci e dalle socie dell'associazione Fra Guglielmo Massaia con qualche prestito importante.

Il benvenuto lo dà uno splendido esemplare di lupo imbalsamato e rinvenuto nell'Alessandrino nel 2012. Fa parte della collezione Teriologica del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ed è stato affidato a Piovà per la durata della mostra. Accanto c'è la sua impronta riprodotta in calco di gesso. Tutto il primo piano della mostra è dedicato all'aspetto scientifico e naturalistico del mondo del lupo, con tabelloni esplicativi realizzati dall'associazione Uomini e Lupi di Entracque.

«L'idea era quella di esplorare il mondo di un animale cui nei secoli sono state fatte tante attribuzioni - spiega la presdente dell'associazione Fra Guglielmo, Daniela Bongiovanni - Abbiamo scelto di non prendere posizione nei confronti di un animale che sappiamo essere anche un predatore. Volevamo solo presentarlo in tutti i suoi aspetti». A corredo dei tabelloni, nella sala accanto, un video che, in pochi minuti, consente di immergersi nell'habitat naturale di questo fiero animale. Si può guardare seduti su un divanetto d'epoca vicino ad una parete che raccoglie le originalissime creazioni fatte con pizzi, ricami, ritagli di stoffa e lana su stimolo di Barbara Mugnai, docente di design della moda al Politecnico di Milano. Ne è uscito un tableau di rara eleganza.

Al piano di sopra, la mostra sul lupo nell'immaginario con il suo impiego nella letteratura, nelle favole dei bambini, nei proverbi piemontesi, nei modi di dire, nei cartoni animati, nella musica, nelle credenze popolari nella mitologia medievale. Impossibile descrivere tutti gli oggetti e le pubblicazioni in mostra: dal grande lupo in cartapesta colorata realizzato da Paola Parendella allo stendardo e alle maschere prestate dal Borgo Santa Maria Nuova di Asti quando rievocò la storia della famiglia Lupi. Dai lupetti in cartapesta di Elsa Marletti ai  volumi antichi illustrati da Gustave Dorè e da quello in preziosa veste grafica sugli 800 anni della morte di San Francesco, il santo del lupo di Gubbio. Per alleggerire, un angolo in cui i bambini possono realizzare i loro disegni sui lupi e poi farsi fare la foto in una cornice a tema. E, prima di andare via, la sfida ai visitatori per risolvere il famosissimo indovinello sul lupo, la capra e la pecora che un povero contadino doveva trasbordare da una riva all'altra del fiume (con soluzione per chi proprio non riesce a trovarla).

«Siamo molto soddisfatti del riscontro che la mostra ha avuto nel suo primo periodo di apertura, in estate - spiega ancora la presidente - Ora abbiamo riaperto e accogliamo sempre con grande piacere tutti coloro che vorranno venire ad immergersi nel mondo del lupo e delle nostre collezioni permanenti».

Apertura fino al 4 ottobre nei giorni di sabato e domenica dalle 15 alle 18 in piazza don Borio 1 (meglio conosciuta come piazza della chiesa). Ingresso libero e gratuito.

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