Palio di Asti
12 Settembre 2026 17:36:50
È stata una sorpresa anche per loro. Il Borgo Don Bosco, che quest’anno ha conquistato la Pergamena d’Autore del Soroptimist International d’Italia – Club di Asti per la migliore presenza nel Corteo Storico del Palio di Asti. A premiare è stato proprio il tema scelto: "Il Trionfo dell’Unione" partiva proprio dalla vittoria del Borgo nel Palio.
La rappresentazione è stata trasformata in una visione capace di mettere insieme passato e presente, storia e appartenenza, attraverso un corteo costruito con una minuziosa attenzione ai particolari. Lo racconta Marina Brondolo, responsabile della commissione artistica del Borgo Don Bosco.
La vittoria della Pergamena d’Autore è stata una sorpresa?
«Inaspettato, molto inaspettato. Noi eravamo convinti tutti quanti che, dato che mai nessuno aveva vinto con il carro della vittoria, con il tema della vittoria, fosse un tema quasi fuori concorso. Quindi ci siamo impegnati al massimo perché comunque volevamo rappresentare degnamente la nostra vittoria. Per cui, quando è stato detto “Borgo Don Bosco”, siamo cascati dalle nuvole, anche se non c'erano».
Da dove nasce invece l’idea de «Il Trionfo dell’Unione»?
«Volevamo fare un tema che rappresentasse comunque tutto il borgo, nel senso che tutto il borgo che ha partecipato ha vinto questa corsa. Per cui abbiamo preso qua e là gli spunti da tutti per rappresentare al meglio la vittoria, dando voce a ogni componente del nostro Borgo.
All'inizio avevamo un tema forse un po' più complicato, perché volevamo rappresentare proprio tutte le commissioni del nostro borgo, però era impossibile. Abbiamo però trovato queste sette virtù, che comunque rappresentano tutta la storia di un comitato, di un borgo, di un popolo che si impegna per vincere la corsa. Allora era una battaglia, adesso è una corsa, comunque è sempre un popolo unito che si batte per vincere».
L’"Unione", quindi, non è soltanto quella tra le diverse componenti della commissione artistica, ma è la rappresentazione dell’intero Borgo. «Tutte le voci di tutte le categorie – spiega Brondolo – dagli sbandieratori, dal direttivo, da chi stava in cucina: del nostro borgo proprio rappresentava tutto. L'Unione rappresentava tutto il borgo».

Uno degli elementi che ha colpito la giuria è stata proprio la capacità di interpretare la tematica storica. La sfilata parte infatti dal Palio vinto nel 1275 e arriva fino alla vittoria più recente, creando un parallelismo tra le due affermazioni.
«Abbiamo puntato sul fatto di avere vinto il Palio del 1275 e anche quello del 750º anno. Abbiamo fatto una sfilata in cui ritornano da questo Palio vinto, da questa battaglia, la ragazza che rappresentava la città di Asti, scortata dagli armati, e poi queste sette virtù che tenevano in mano il Palio vinto e che rappresentano la vittoria: la Fede, la Speranza, la Carità, la Prudenza, la Giustizia, la Forza, la Temperanza. Rappresentano tutte queste cose che hanno fatto sì che l'unione ci abbia portato alla vittoria».

Un percorso che, come sottolinea la responsabile artistica, parte dunque dal 1275 per arrivare "ad oggi", creando quel collegamento tra la storia del Borgo e la sua vittoria più recente. «Ci hanno detto che siamo stati molto attenti alla storicità ed è stato ben interpretato il tema che abbiamo scritto – racconta Brondolo – quindi diciamo che è stato tutto un insieme che ci ha portato a fare questa rappresentazione».
Per arrivare al risultato finale, però, c’è stato un importante lavoro anche dietro le quinte. Molti dei costumi utilizzati erano stati realizzati anni fa e hanno avuto bisogno di essere ripresi, sistemati e adattati.
«Abbiamo lavorato parecchio perché sono costumi molto datati, che li aveva fatti ancora la nostra Maddalena. Molti costumi erano da rivedere: perline da attaccare, passamaneria da aggiustare, da rimettere nuova. Sotto purtroppo ci vanno i nylon o comunque una stoffa specifica per non far rovinare i mantelli».
Un lavoro fatto cercando di rispettare il periodo storico rappresentato. «Sono stati rivisti molti abiti perché la nostra sartoria purtroppo si è fermata, abbiamo dovuto riprendere molti abiti cercando di stare nell'epoca. Anche perché abbiamo molti abiti eleganti, ma purtroppo l'epoca del 1275 non ci permetteva di metterli. Erano troppo ricchi, troppo elaborati. Qualcuno abbiamo per forza dovuto metterlo perché comunque volevamo anche mettere qualcosa di imponente, di bello per rappresentare le nobili, le ragazze e le dame che sfilavano».

Accanto agli abiti, un ruolo importante nella scena lo ha avuto il carro allegorico. «Come lavoro dell'artistica devo fare i complimenti a chi si è occupato del carro, perché quello è stato un impegno molto importante: cercarlo, cercare i cavalli e poi addobbarlo».
Una scelta che, alla fine, sembra aver premiato il Borgo: «È andata bene così, abbiamo centrato» conclude Marina.
A sfilare sono stati circa 37 figuranti, dietro quei figuranti c’è una commissione artistica tutt’altro che composta da una sola persona. Marina Brondolo ne è la responsabile, ma il lavoro è condiviso con molte altre ragazze. Quest’anno, inoltre, il Borgo ha scelto di aprire la commissione anche a giovani volontarie desiderose di imparare.
«Quest'anno abbiamo aperto anche a una commissione esterna di ragazzine che hanno voglia di imparare e quindi abbiamo dato anche parecchi compiti: ad esempio hanno fatto i ventagli che avevano le dame in sfilata, hanno aiutato ad allestire il carro, ci hanno aiutato anche nella sfilata dei bambini».
La commissione, infatti, segue sia la sfilata degli adulti sia quella dei bambini. «È una commissione unica che si occupa sia della sfilata dei bambini che di quella storica».

La commissione artistica durante la vittoria del Borgo Don Bosco al Palio 2025
Dopo la vittoria del Palio 2025 e quella del Palio degli Sbandieratori, il riconoscimento del Soroptimist aggiunge un altro tassello a un anno particolarmente ricco. E, soprattutto, arriva dopo la delusione per la mancata finale dell’edizione di quest'anno.
«È stato molto bello, moltissimo, anche perché ci ha dato una boccata d'aria fresca dopo che purtroppo non siamo andati in finale ed eravamo amareggiati per questo motivo. Il fatto di aver vinto la Pergamena ci ha tirato su di morale e ci ha dato di nuovo la consapevolezza che il Don Bosco c'è ancora».
Una presenza che non si esaurisce nella corsa di Piazza Alfieri. «Non c'è solo la corsa, ma ci sono anche altre cose come gli sbandieratori, la sfilata, la bancarella. Noi cerchiamo di essere competitivi in tutte le cose, per cui qualunque attività la prendiamo sul serio. Puntiamo a fare bella figura, poi se arriva la vittoria ben venga».
Anche il rettore del Borgo Don Bosco Massimiliano Stella riassume così il valore di questo premio:
«La soddisfazione è inevitabilmente enorme. Vedere che il nostro comitato Palio ha avuto la capacità, grazie al lavoro di moltissime persone, di conquistare 3 prestigiosi riconoscimenti nell'arco di un solo anno è non solo motivo di orgoglio ma anche di consapevolezza del fatto che il lavoro, la passione e la dedizione, se condivise con le persone a cui vuoi bene, non sono solo sforzi e fatica ma anche gratificazione e gioia per il raggiungimento di quegli obiettivi comuni che per lungo tempo sono stati inseguiti. Il tema della nostra sfilata era "Il trionfo dell'unione" e niente oggi descrive meglio il periodo storico che sta vivendo il nostro Borgo».
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