Politica
11 Settembre 2026 17:33:00
Marco Scassa, consigliere comunale della Lista Rasero
Sul caso del sindaco/banchiere, che da settimane anima la politica astigiana, c’è chi attacca Maurizio Rasero senza mezzi termini, come avvenuto da parte dell’opposizione negli ultimi due Consigli comunali, chi lo difende a spada tratta, ma c’è anche chi va oltre la logica degli schieramenti, ben consapevole che la questione del doppio incarico esiste e sarebbe necessario affrontarla intorno a un tavolo.
«Mi piacerebbe che tutti quanti ragionassimo sul ruolo istituzionale che abbiamo e che ci confrontassimo su temi così importanti in modo più maturo. Non mi piace sottrarmi al confronto, ma la provocazione chiama provocazione e io mi sento un pesce fuor d'acqua». Così il consigliere comunale di maggioranza Marco Scassa (Lista Rasero Sindaco) commenta gli ultimi accadimenti successi in aula con l’opposizione che ha cercato di mettere con le spalle al muro Rasero, a colpi di ordini del giorno “last minute”, una pregiudiziale e un’interrogazione urgente, per costringerlo a rivelare, una volta per tutte, se darà le dimissioni prima della scadenza del mandato, restando presidente della Banca di Asti, e quando.
Un “blitz”, come l’ha definito lo stesso Rasero, che a oggi non ha sortito gli effetti sperati, provocando però un’accesa querelle con la maggioranza. «Vogliamo veramente questo? - si domanda Scassa - Perché è inutile criticare certi comportamenti che si vedono nelle aule parlamentari quando poi ci comportiamo allo stesso modo. Non sono un politico di professione e so che il 90% dei miei colleghi è in campagna elettorale, ma si può comunque mantenere l'asticella un po' più alta e non cadere in situazioni grottesche. So bene che oggi la politica è anche quella dei like facili sui social, dei video di 30 secondi che pretendono di spiegare tutto subito, ma dobbiamo imparare, nel nostro piccolo, ad alzare il livello del dibattito - aggiunge Scassa - Adesso che è arrivata la lettera di Bankitalia, ci possiamo sedere al tavolo e confrontarci in modo sereno, se veramente vogliamo il bene del nostro Comune, come si fa tra persone civili, senza fare giochini che servono solo per i post o gli articoli sui giornali».
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