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Lutto

Anche nell'Astigiano profondo cordoglio per la morte di Emma Bonino

Nata 78 anni fa nella vicina Bra, aveva anche ricevuto nel 2016, dalla città di Canelli, il "Premio Classico"

Emma Bonino

La consegna del Premio Classico a Emma Bonino

La notizia della morte di Emma Bonino, più volte deputata, senatrice e ministro della Repubblica, avvenuta oggi a Roma all'età di 78 anni, è stata accolta con profondo cordoglio anche ad Asti. Non solo perché Emma Bonino era legata all'Astigiano per motivi anagrafici (era nata nel 1948 a Bra, nel vicino Roero), ma perché nell'Astigiano aveva sempre avuto parecchi sostenitori della sua attività politica, in particolare durante la sua militanza nei Partito Radicale e nei Radicali Italiani.

Ma non solo. Alle elezioni regionali del Piemonte, nel 1985, fu candidata tra le fila della Lista Verde Civica nei collegi di Asti, Alessandria e Cuneo. In quell'occasione non venne però eletta. Nel 2016 a Canelli la indicarono come vincitrice del "Premio Classico" «perché attraverso il suo impegno politico e culturale ha costruito ponti con altri popoli, portando in Italia e 'traducendo' per noi culture e tradizioni lontane'». Furono alcuni organizzatori di "Classico" (il direttore artistico Marco Drago, Massimo Branda, Gianmarco Cavagnino, Alessandro Troncino e Filippo Larganà) a raggiungere Roma per consegnare a Emma Bonino il prestigioso riconoscimento, non potendo lei stessa essere a Canelli per la cerimonia ufficiale.

In queste ore diversi politici astigiani, ma non solo, le stanno rendendo omaggio postando un suo ricorso sui social. «L’Italia perde una donna che ha segnato profondamente la nostra storia politica e civile - scrive il consigliere regionale della Lega Fabio Carosso - Una voce libera, spesso scomoda, ma sempre coraggiosa. Una vita dedicata alle battaglie per i diritti, la libertà, la dignità delle persone e per un’Europa più forte e unita».

«Emma Bonino ha attraversato per decenni la storia politica italiana con una voce libera e spesso controcorrente - ricorda l'assessore alla Cultura del Comune di Asti, Paride Candelaresi - Nel 2006, da giovanissimo, sostenni La Rosa nel Pugno. È un ricordo che conservo con affetto, perché appartiene a una stagione in cui Emma Bonino riuscì a parlare anche a molti ragazzi con la forza delle sue idee e della sua libertà».

«Se ne va Emma Bonino, “donna libera, che ha fatto della difesa dello Stato di diritto una scelta di vita - si legge sulla pagina Facebook della Camera penale di Asti - Il modo più autentico per ricordarla sarà continuare a battersi perché nessun essere umano sia mai ridotto al proprio reato, alla propria condizione, alla propria appartenenza o alla propria fragilità, e perché la giustizia rimanga sempre limite al potere, garanzia della libertà e tutela della dignità della persona».
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