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Palio di Asti

Santa Maria Nuova e il “Mara Sillano Sabatini” 2026: «Abbiamo fatto giocare davvero i bambini»

Ludovica Ponzone racconta la preparazione del corteo e il lavoro dei giovani accompagnatori che ha portato il Borgo ad aggiudicarsi il riconoscimento per la migliore sfilata dei bambini

sfilata bimbi

Credit photo: Claudio Varaldi (Da destra Elena Borgo, Cristina Termini, Matteo Campisciano, Ludovica Ponzone e Matilde Cerrano)

Non soltanto una sfilata sui giochi medievali, ma una sfilata nella quale i bambini potessero davvero giocare. Proprio l'aspetto umano ha premiato il Borgo Santa Maria Nuova, vincitore quest’anno del Premio “Mara Sillano Sabatini”, riconoscimento assegnato alla migliore sfilata dei bambini del Palio di Asti.

Il tema indicato per il corteo di quest'anno era quello dei giochi infantili nel Medioevo e il Borgo ha scelto di studiarlo cercando soprattutto la spontaneità dei suoi piccoli protagonisti. Circa cinquanta bambini, tra musici, sbandieratori e sfilanti, dai 5 ai 15 anni, sono stati coinvolti in una serie di scene nelle quali non dovevano soltanto rappresentare un gioco, ma viverlo.

A raccontare la nascita e la preparazione della sfilata è Ludovica Ponzone, co-responsabile della commissione bambini insieme a Matteo Campisciano.

Come è nata l’idea della sfilata dopo aver conosciuto il tema dei giochi medievali?

«Siamo partiti dal concetto di non voler sviluppare soltanto una sfilata “sui” giochi, portando semplicemente il gioco, ma volevamo far divertire e giocare davvero i bambini. La commissione ci ha proposto una lista di 30-40 giochi e abbiamo subito scelto quei 4-6 giochi che, a nostro parere, potevano far davvero divertire i bambini. Non volevamo soltanto dire: “Portiamo il gioco delle bambole”, ma l’idea era di mostrare anche come ci giocano i bambini».

Da qui la scelta di costruire scene nelle quali fossero proprio i piccoli sfilanti a determinare quello che accadeva. Un esempio lampante è stato quello della mosca cieca.

«Avevamo un grande rettangolo dove l’attenzione era concentrata sul gioco della mosca cieca. Abbiamo detto ai bimbi di giocare ad acchiapparella e così è stato, si sono divertiti ed è risultata una scena molto bella e naturale, senza che fossimo noi a impostare i loro movimenti».

Un "piccolo" gruppo

Il gruppo di Santa Maria Nuova era particolarmente giovane. L’età dei partecipanti andava dai 5 ai 15 anni, ma i ragazzi più grandi erano soltanto quattro.

«A Santa Maria Nuova eravamo veramente molto piccoli: nella fascia tra i 12 e i 15 anni ne avevamo soltanto quattro, mentre tutto il resto dei bimbi, tra musici, sbandieratori e sfilanti, era attorno ai 10 anni».

Un gruppo che, secondo Ludovica, ha risposto molto bene fin dall'inizio anche grazie a una conoscenza già consolidata con i giovani accompagnatori.

«Abbiamo creato un bel gruppo di bimbi che ci conoscevano già tramite i centri estivi o perché del Borgo da tanti anni, e ci hanno dato fiducia. Quando noi accompagnatrici abbiamo spiegato cosa dovessero fare, ci hanno stupiti perché sono entrati subito nella parte. Giustamente, dovendo giocare, per loro era molto più facile».

Un lavoro iniziato da tempo

Dietro alla spontaneità vista durante la sfilata ci sono però mesi di preparazione. Il tema era stato comunicato a gennaio e già dal mese successivo la commissione aveva cominciato a lavorare.

«Richiede mesi. Quest’anno il tema unico dei giochi medievali è stato comunicato a gennaio, quindi da febbraio abbiamo iniziato a ragionare su quali giochi fare e su come strutturare il corteo. Volevamo fin dall’inizio dei bimbi che giocassero a mosca cieca e che prendessero le farfalle, e da febbraio è iniziato il lavoro concreto».

A coordinare il gruppo sono stati Ludovica Ponzone e Matteo Campisciano. «Come diciamo sempre, io sono la mente e lui è il braccio», racconta Ludovica. «Matteo si è laureato in moda, quindi è molto pratico con orli, tagli e manutenzione dei vestiti. Io ho gestito la parte organizzativa con i genitori e il Comune, ma le idee della sfilata sono sempre state condivise».

A loro si sono affiancati Elena Borgo, Cristina Termini e Matilde Cerrano. In totale erano dunque in cinque ad accompagnare il corteo. Un gruppo giovane, composto da ragazzi tra i 20 e i 25 anni, che ha lavorato a stretto contatto per diversi mesi. «Il team ha lavorato in perfetta sintonia», sottolinea Ludovica.

Importante anche il sostegno del maestro Franco Chierici, responsabile della commissione artistica adulti, che insieme a Francesca Arduino e Mario Boero hanno collaborato per la realizzazione dell’oggettistica.

Dai tatà alle bambole, fino alla caccia alle farfalle

I giochi scelti sono stati diversi e ciascuno ha avuto una propria rappresentazione all’interno del corteo: i tatà, le bambole di pezza, la mosca cieca, nastri e tamburelli e la caccia alle farfalle.

Non si è trattato però soltanto di recuprare oggetti già pronti. Molti degli elementi utilizzati sono stati realizzati direttamente dal Borgo. «Alcune cose le abbiamo preparate prima, come le bambole cucite interamente da Matteo con tessuti di recupero della sartoria».

Per i cavallucci, invece, sono stati utilizzati tre tatà, uno dei quali aveva una storia particolare. «Avevamo tre cavallucci o tatà, di cui uno era un arredo della nostra cena propiziatrice a cui abbiamo applicato delle ruote».

Anche nastri e tamburelli sono stati preparati nella sede del Borgo. «Li abbiamo fatti noi in sede legando nastri rosa e azzurri». Le marionette, invece, hanno richiesto un lavoro più complesso e sono state realizzate insiemealla  commissione artistica degli adulti.

La curiosa storia dell’albero di alloro raccolto la sera prima

Tra le immagini più naturali della sfilata c’era poi quella della caccia alle farfalle, costruita intorno a un vero albero di alloro e a foglie naturali.

«A conclusione del corteo c’era un albero di alloro vero con foglie naturali per ricreare la caccia alle farfalle. Le foglie venivano dal giardino di mio nonno: il giovedì dopo la presentazione dei Fantini, siamo andati a raccoglierle in campagna e la notte stessa siamo rimasti in sede a montare l’albero».

La scelta dei materiali naturali non è stata casuale. «Volevamo evitare la plastica per dare un senso di freschezza e naturalezza, anche se farlo all’ultimo era l’unica possibilità affinché durassero».

A precedere il gruppo delle farfalle c'erano inoltre due bambine con uccellini di argilla. «Immersi nell’acqua, riproducevano il verso del richiamo delle farfalle».

La sfilata: emozioni e soddisfazione

Se la preparazione ha richiesto mesi, il momento della sfilata portava con sé anche una preoccupazione precisa: quella che i bambini, una volta davanti alla folla di corso Alfieri, potessero bloccarsi.

A tranquillizzare il gruppo è stata la prova del venerdì pomeriggio, svolta nelle vie del Borgo. «Fortunatamente la prova del venerdì pomeriggio nelle vie del nostro Borgo è andata bene e ci ha fatto arrivare al sabato più tranquilli».

Poi, al momento della sfilata vera e propria, i bambini hanno fatto quello che la commissione aveva chiesto loro fin dall'inizio: hanno giocato.

Qual è stata invece la parte più bella di tutta questa esperienza?

«La parte più bella è stata condividere la preparazione con la squadra e vedere l’entusiasmo dei bambini che vivevano la sede del Borgo».

È forse proprio questo l'aspetto che  racconta il lavoro fatto a Santa Maria Nuova: un gruppo di giovani accompagnatori che ha costruito il progetto insieme ai bambini, cercando di non imporre loro movimenti e comportamenti, ma lasciandoli liberi di giocare. 

«La parte più bella è stata vedere il loro entusiasmo» ha concluso Ludovicaa.

E alla fine è arrivato anche il riconoscimento del Premio “Mara Sillano Sabatini” per la migliore sfilata dei bambini.

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