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Settembre Astigiano

Sfila la storia contadina di un'intera provincia: uno spettacolo della memoria e del cuore

Tutti i temi che saranno portati in corteo domenica mattina dalle Pro Loco del Festival delle Sagre

Sfila la storia contadina di un'intera provincia: uno spettacolo della memoria e del cuore

Ad aprire la sfilata del 13 mattina saranno, come da tradizione, i frustatori di Rocchetta Tanaro accompagnati dal Gruppo I Controcorrente. A seguire le storiche bandiere delle Società di Mutuo Soccorso e i cuochi che impersonano i celebri bozzetti di Guarene con i loro inconfondibili forchettoni.
Poi la banda di Costigliole che introduce il tema dell’estate e la prima Pro loco.

VARIGLIE
Pesca limonina: coltivazione, raccolta e conservazione
C’è tutto il ciclo del particolare frutto di pesca al gusto di limone, De.Co. della Città di Asti. Su vari carri sfilano, in ordine, le operazioni di innesto delle piantine, gli alberi con i frutti pronti da cogliere, la raccolta, la loro vendita e la tradizionale e paziente trasformazione in fettine sottili che le donne infilavano una per una nelle bottiglie scure da vino per essere conservate.

CALLIANO
L’acqua di Calliano: la Pirenta
La famosa fontana, situata nella valle fra Calliano e Moncalvo, torna in sfilata nella sua fedele riproduzione su un carro, animata dalla presenza di contadini e viandanti che vi trovavano ristoro per sé e per i propri animali. Frequentata anche dai bambini e da tutti coloro che avevano problemi digestivi e dagli adolescenti che si applicavano il fango impastato nell’acqua solforosa per curare la pelle.

CASTELNUOVO CALCEA
Il ritmo della spiga: dalla mietitura alla tavola
Sfila uno dei pezzi di storia contadina più iconica: la trebbiatura del grano, che rappresentava una festa per tutta la famiglia e i vicini di casa. I chicchi più preziosi venivano poi macinati e la farina utilizzata per impastare le forme di pane che venivano cotte nei forni di casa o in quelli di borgata.

CASTELL’ALFERO
Castell’Alfero in festa per la nuova chiesetta
Si porta in piazza un evento storico: una grande raccolta di fondi cui aveva partecipato tutto il paese per erigere, in borgata Stazione, la chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria. Inaugurazione negli Anni Quaranta con l’urlatore che chiedeva ancora offerte per finire di pagare i conti e le varie fasi di costruzione fino al carro finale con la riproduzione della chiesa.

SAN DAMIANO
La festa ‘d San Roc, la festa di San Rocco
Festa centrale delle estati contadine dedicate ad uno dei santi più diffusi. San Rocco è una delle chiese sandamianesi dove ogni anno si avvicendava un nuovo rettore che organizzava la messa, il pic-nic sul prato, la gara di bocce al “libero”. Partecipavano tutti: contadini, bambini, giovanotti e ragazze per i primi scambi amorosi, i notabili. Tutti richiamati dal ragazzo che distribuisce i sonetti.

MONGARDINO
‘L martinet (il maglio) ‘d Mungardin e l’antica fabbricazione degli attrezzi agricoli
Arriva il carro che pesa 130 quintali sul quale viene messo in azione il potente maglio con le sue cinghie di trasmissione e pulegge. E’ l’enorme martello meccanico che serve a “battere” le lastre di ferro che si trasformeranno in attrezzi da lavoro per campagna come zappe, vanghe, badili. Dietro il venditore a domicilio con il suo carretto con tanto di contrattazioni. Completano il corteo figuranti che ripropongono il mondo rurale e quello del mercato.

VILLANOVA
Immagini del mercato della Piana
Sotto l’Ala riprodotta sul carro, si presentano tutti gli ambulanti con le mercanzie degli Anni Cinquanta, dagli abiti agli alimentari. Spiccano i contadini che anche senza bancarelle portano i loro prodotti sulle spalle e li presentano dentro le ceste. Compresi gli animali da cortile che sono rappresentati dalla gallina bionda, una razza tutta villanovese un tempo trattata da Miroglio, principale mercante della Piana. E poi si fa pausa alla piola “Da Vigia” per un caffè e un vermouth.


AUTUNNO


VILLAFRANCA
La festa di leva
Si torna indietro di oltre un secolo, ai tempi che hanno preceduto la prima guerra mondiale, con la festa di leva. Una delle più attese, quelle che segnavano il passaggio all’età adulta con due momenti clou: la visita medica per il servizio militare e una visita alle signorine di “Villa Favorita”. La festa in piazza era caratterizzata dai lanci dei caratteristici mazzi multicolore e dal “brando” ballato sulle note della banda.

AZZANO D’ASTI
Quando ad emigrare eravamo noi… Sogni, speranze, disperazione verso “la Merica”
Uno dei carri più maestosi in sfilata, con la riproduzione della “Virginia” una delle navi che salpava dal porto di Genova per portare i migranti italiani negli Stati Uniti. A spingerli al grande viaggio era sempre la miseria delle campagne in cui bastava una grandinata (riprodotta nel primo carro) a far perdere il raccolto di un anno.

CASTELLERO
La nocciola, principale risorsa economica della vita contadina di un tempo
Due carri per una delle città della nocciola più piccola d’Italia. Sul primo carro viene riprodotto un noccioleto con la preparazione del terreno, la messa a dimora, la cura delle piante e la raccolta delle nocciole. Nel secondo carro si va in cucina dove le donne tritano e impastano le nocciole per farne l’olio oppure la farina da usare per la preparazione dei dolci. Compresi “i biscotti del parroco”.


CUNICO
La vinificazione
Quando passano i carri di Cunico lasciano dietro l’inconfondibile profumo di mosto appena pigiato. E alla moda di una volta, dentro un tino con i piedi scalzi. E’ una delle scene iconiche della vinificazione antica e i figuranti ripropongono tutta la catena di lavorazione dei grappoli dall’arrivo dalle vigne fino alla fermentazione nelle botti e poi alla filtratura che precedeva il riposo invernale prima dell’imbottigliamento.

MOMBERCELLI
La vecchia fabbrica del torrone
Si rievoca la nascita del torrone friabile, dolce che affonda le radici nella prima metà dell’Ottocento per intuizione del maestro confetturiere Filippo Barbero. Sul carro la riproduzione della prima bottega con la porta vetrina originale che porta l’insegna Barbero-Bianchi e i macchinari dell’epoca per impastare. Il resto del corteo rende omaggio agli ingredienti del torrone: nocciole, uova, miele.

NIZZA MONFERRATO
Le celebrazioni del centenario della nascita di Francesco Cirio a Nizza Monferrato nell’anno 1936
Un marchio che oggi è conosciuto in tutto il mondo e che è nato dall’intraprendenza di Francesco Cirio, classe 1836, nicese. La sua città di origine, cento anni dopo, gli dedicò una grande festa per ricordare quanta strada fece il pioniere dell’industria conserviera italiana.

CORTAZZONE
L’ultimo viaggio
La Pro Loco di Cortazzone torna con un suo tema molto caro, quello del funerale, portando in piazza la rarissima e monumentale carrozza funebre trainata dai cavalli. Mistero, fino all’ultimo, su chi sia il defunto.

VALENZANI
San Martin, il trasloco del mezzadro
I contratti dei mezzadri per convenzione, scadevano ogni anno nel giorno di San Martino, data di fine dell’annata agraria. In quel giorno, se il mezzadro veniva riconfermato per l’anno successivo, non si spostava, altrimenti insieme alla sua famiglia caricava le poche cose sul carro e andava a cercare un’altra cascina per la quale lavorare.


INVERNO
Banda di Villafranca


CALLIANETTO
Il ciclo della canapa
Un tema sviluppato su cinque carri: dalla raccolta in campo a fasci alla pratica della macerazione dentro il rio (con spettacolare “benedizione” al pubblico assiepato). E poi l’asciugatura nei cortili, la rottura, la gramolatura e poi la pettinatura per arrivare a fibre sempre più fini.

CANTARANA
Dai magnin alla ciapeta
Dall’antico mestiere di stagnino al Carnevale Cantaranese
Il Carnevale arriva in piazza con la vitalità e l’entusiasmo dei ragazzi di Cantarana che si presentano con costumi fatti in casa, i visi truccati con carboncini di legna per passare di casa in casa a raccogliere uova e ogni altra leccornia per il pranzo di carnevale in compagnia. Annunciandosi con la ciapeta, un disco di metallo fissato su un paletto. Ricordando il lavoro degli stagnini.

MONTECHIARO
Le donne al voto per la prima volta: 17 marzo 1946
Un corteo quasi tutto al femminile per ricordare la data storica della concessione del voto alle donne. Si vedono le donne ricevere la cartella elettorale e gli uomini di casa fare propaganda per tentare di influenzare il loro voto. Poi la ricostruzione di un seggio elettorale.

REVIGNANO
A viè nelle sere d’inverno
Ha tutto il sapore dell’inverno il tema di Revignano che riporta al tepore delle stalle dove si consumava il riposo della natura e dei contadini al caldo degli animali. Gli uomini ne approfittano per aggiustare gli attrezzi usati, le donne per ricamare il corredo. I bambini attendono il momento delle “storie” prima della nanna.

SERRAVALLE
I vecchi mestieri invernali
Cascine d’inverno riprodotte in tre carri: il primo è quello della cucina dove le donne ricamavano, lavoravano ai ferri e all’uncinetto. Il secondo mostra i lavori in cortile e sotto il portico dove gli uomini aggiustavano gli attrezzi o impagliavano le sedie sfondate. E poi la stalla che accoglieva la famiglia nelle fredde serate invernali.


PRIMAVERA


CASABIANCA
La storia del 1945 a Casabianca dal diario del partigiano Yanez
Con un grande impegno degli ultimi mesi, i volontari hanno allestito il ricordo della Resistenza nella frazione astigiana tratta dal diario di Alfredo Vespa, partigiano con il nome di battaglia Yanez. Le scene che vengono portate in sfilata vogliono riportare fedelmente come vennero vissuti quei drammatici anni che portarono alla Liberazione.

ANTIGNANO
Antignan el dì d’la fera ed San Sgund
Antignano il giorno della fiera Carolingia
Siamo alla fine degli Anni Cinquanta e da Antignano tutto il paese scendeva ad Asti per la Fiera Carolingia di maggio. Chi veniva per vendere e chi per acquistare. Si veniva a piedi, in bicicletta, in moto o sull’autobus d’epoca, uno dei più bei “pezzi” della sfilata.

MONTIGLIO MONFERRATO
L’acqua elemento essenziale di vita e di lavoro nel Monferrato agli inizi del ‘900
A cavallo fra le due guerre, nel 1933, arrivano le condotte dell’Acquedotto del Monferrato e finalmente si può avere l’acqua potabile in casa, senza doverla più tirare su dal pozzo.
Inaugurazione della nuova fontana pubblica e poi la fiera di San Giuseppe.
Fra i personaggi anche il rappresentante della Società dell’Acquedotto del Monferrato per vendere contratti e tutti i contenitori di allora per prendere l’acqua alla fontana. Immancabile il carretto del venditore di ghiaccio.

QUARTO
La Pentecusta: il lunedì di Pentecoste
Sacro e profano, come da tradizione, nella rievocazione religiosa della Pro loco di Quarto che porta in piazza uno da delle feste più attese dell’anno, ancora oggi, quella della Pentecoste. Con una grande cura nella ricerca dei paramenti sacri e nei vestiti “delle feste” indossati dai figuranti.

SAN MARZANOTTO
La fabbrica di balun
Tema nuovo e molto affascinante che propone un pezzo di storia economica della frazione astigiana. Si ricorda infatti la ditta MAGA, fondata dalla famiglia Saracco che dal 1922 (prima nella sede di Asti e poi in quella di San Marzanotto) e fino al 1999 realizzava i palloni da tambass e per tutti gli sport sferistici. In piazza, per concessione della famiglia (prevista anche la presenza di eredi) sfilerà il monumentale miscelatore di gomma del peso di 8 tonnellate di ferro e ghisa.

TONCO
Il gioco della Pallatamburello
Sempre in tema di tambass è il tema della sfilata di Tonco che porta per le vie di Asti uno dei giochi più appassionanti e antichi dell’Astigiano. Due squadre da 5 giocatori, con le loro divise d’epoca, si affronteranno lungo il percorso in più partite di tamburello con tanto di tifosi al seguito.

SESSANT
Le pulisie ‘d primavera
Le pulizie di primavera
Altro nuovo tema che ricorda a tutti la tradizione delle pulizie profonde della casa in vista della Pasqua. Sulle aie arriva il materassaio per cardare la lana dei materassi e dei cuscini mentre in casa si setaccia la cenere di legna conservata durante l’inverno per pulire vetri ed argenteria. I calderoni bollenti annunciano l’alsia, il lavaggio con la lisciva, sempre a base di cenere.

VIARIGI
Al maseng: il maggengo, la fienagione di una volta
Ci si sposta nei prati dove a maggio si fa il primo taglio della nuova stagione dopo aver dato fondo alle scorte di fieno in cascina. Falciatura a mano (solo le famiglie agiate avevano la falciatrice meccanica) e poi si voltava il fieno con i “bastoni” e i tridenti. Una volta seccata, l’erba diventata fieno veniva rastrellata in lunghe file per essere caricato e portato in cascina.

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