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Settembre Astigiano

Festival delle Sagre, tutto pronto per il week end con i piatti della tradizione

Sabato pomeriggio alle 18,30 l'inaugurazione del Villaggio gastronomico in piazza del Palio e poi apertura delle casette con la distribuzione dei piatti

Festival delle Sagre, tutto pronto per il week end con i piatti della tradizione

La macchina del Festival delle Sagre si è messa in moto per offrire uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Sabato sera e domenica tutto il giorno 29 casette con altrettante Pro Loco distribuiranno i piatti della tradizione (con la novità di Portacomaro Stazione che offrirà piatti gluten free e vegetariani). Per il vino aprirà a centro piazza del Palio la Cantina delle Sagre gestita dal Consorzio Barbera (5 euro bicchiere, taschina e prima degustazione e poi 2,50 ogni degustazione successiva). Torna la pedonalizzazione dell’anello intorno alla piazza e le tavole saranno allestite sotto il viale alberato verso piazza Alfieri per sfruttare l’ombra. Domenica mattina la spettacolare sfilata della storia contadina delle nostre terre.
«Il Festival è il testimonial del patrimonio agroalimentare astigiano di qualità» ha detto l’assessore Riccardo Origlia mentre Filippo Mobrici, presidente Consorzio Barbera, ha ricordato che dietro i vini serviti ci sono 4 mila famiglie di produttori astigiani.
Per Claudio Bruno, della Camera di Commercio Asti Alessandria, è importante che il Festival si rivolga ai giovani per un passaggio del testimone mentre per Mariano Rabino, presidente Atl, può diventare una straordinaria leva di attrazione turistica di tutto il Monferrato che, ancora in crescita, deve sfruttare la sua freschezza, il suo dinamismo, la novità sui mercati turistici internazionali.
Una manifestazione che si poggia su un fulcro granitico, quello delle Pro loco.
«Possiamo ben parlare di volontari eroi - dice Luisella Braghero, presidente Unpli - che con i loro eventi aggregano comunità e tramandano storia e tradizioni alle nuove generazioni».

Si pensa al futuro delle Sagre: venerdì sera, edizione primaverile ed espansione della prevendita on line

E se l’edizione 2026 del Festival delle Sagre segue sostanzialmente il copione degli ultimi quattro anni con la sola aggiunta della Pro loco di Portacomaro Stazione con il suo menù gluten free, all’orizzonte ci sono pensieri e riflessioni importanti per il futuro della manifestazione.
Futuro di cui tanto si è detto nella presentazione ai giornalisti e che ha, per ora, fatto un passo in avanti grazie al Consorzio. Parlando il linguaggio dei giovani, cosa su cui ha insistito molto il presidente Mobrici, ha messo in piedi già per quest’anno una sperimentazione di prevendita on line di bicchiere, tasca e prima degustazione. In modo da sveltire distribuzione e somministrazione alla Cantina delle Sagre.
Esplicitamente di futuro ha parlato Livio Negro, presidente della Fondazione Crasti che dice: «Oltre un certo livello di crescita bisogna cambiare completamente modo di pensare. Bisogna avere una prospettiva dell’evento a 5 e 10 anni perseguendo una strategia che raggiunga l’obiettivo». Parole in cui è facile leggere la necessità di creare finalmente un ente specifico per l’organizzazione delle manifestazioni astigiane.
Il futuro del Festival delle Sagre ha già bussato alla porta delle Pro loco sotto forma di questionario ai presidenti su due progetti che potrebbero prendere il via già il prossimo anno.
Uno è l’ipotesi di anticipare l’apertura delle casette già al venerdì sera, dando così una serata in più di servizio. Un’idea rivolta soprattutto agli astigiani per mantenere o riconquistare l’affetto alla manifestazione di chi l’ha abbandonata per troppe code e troppa confusione.
L’altro progetto è ancora più ambizioso e prevede la possibilità di raddoppiare l’evento. Oltre al tradizionale evento della seconda domenica di settembre, un altro Festival delle Sagre in primavera ma senza corteo contadino.
«Ne parleremo in modo più approfondito appena archivieremo l’edizione di domenica prossima» è il commento dell’assessore Origlia.
In questo fervore di novità chissà se entrerà anche l’estensione della prevendita on line dei piatti così come sperimentata dal Consorzio per i bicchieri di vino?

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