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Ancora polemica

Leidaa ed Enpa sul cane in sfilata: «Non escludiamo di chiedere la squalifica di San Pietro dal prossimo Palio»

I presidenti delle due associazioni animaliste replicano anche alla presa di posizione del rettore Mario Raviola che ha spiegato come il cane in realtà stesse bene e non avesse manifestato alcuna conseguenza dalla sfilata

Leidaa ed Enpa sul cane in sfilata: «Non escludiamo di chiedere la squalifica di San Pietro dal prossimo Palio»

Sembra destinato a non esaurirsi la polemica sorta domenica pomeriggio sul cane da caccia portato in corteo storico del Palio dal Borgo San Pietro che portava un tema con la caccia sullo sfondo.

Foto e video del segugio portato al guinzaglio con la lingua di fuori ha sollevato un'ondata di sdegno sui social da parte di chi ha affermato che era assetato, che soffriva le alte temperature con le quali si è tenuta la sfilata e il selciato bollente sul quale ha camminato. Non è piaciuta affatto neppure la scena avvenuta già sulla pista in piazza Alfieri quando si è coricato ma è stato sollevato dal suo giovane padrone che lo ha rimesso in piedi per terminare la sfilata.

Il rettore di San Pietro, Mario Raviola, è già intervenuto con un comunicato in cui ha detto che il cane non era nè assetato nè è stato maltrattato. E' stato all'ombra vicino alla Cattedrale fino alla partenza della sfilata e lì è stato debitamente abbeverato, così come è accaduto al termine della sfilata che è durata in tutto 20 minuti. Ha anche rassicurato che ha fatto rientro a casa con il suo padrone senza alcuna sofferenza e senza manifestare alcuna conseguenza dalla sfilata. Sottolineando poi ancora un aspetto più prettamente burocratico, ovvero che la sua presenza in corteo era stata comunicata agli organizzatori e aveva passato i controlli veterinari previsti per gli animali in corteo.

Una risposta che non ha convinto i presidenti delle associazioni ambientaliste astigiane Leidaa ed Enpa, che scrivono: «Nel 2026 non è concepibile che per rievocare cortei storici si debba passare sopra al benessere degli animali. Oggi la legge tutela severamente qualsiasi forma di maltrattamento e sofferenza, anche durante le manifestazioni pubbliche o le rievocazioni storiche.  
Purtroppo le immagini del cane trascinato nel corso del Corteo Storico del Palio di Asti 2026, documentato e trasmesso su tutti i social, è parso agli occhi di tanti un’atroce imposizione che ha macchiato la manifestazione del Palio 2026 di sgomento anche agli occhi dei turisti.
Condurre al guinzaglio l’animale lungo tutto il percorso del corteo su asfalto rovente non può trovare giustificazione, anche se durato “poco più di 20 minuti” come sostenuto dal rettore di San Pietro ed il fatto che l’animale abbia superato i controlli veterinari prima della partenza non autorizzava privarlo poco dopo di una sosta o di un abbeveraggio se necessario.
Le associazioni vogliono ricordare che il rispetto delle procedure amministrative preventive non esclude la rilevanza penale di eventuali condotte poste in essere durante la manifestazione, come nel caso di specie si potrebbe ipotizzare il reato di cui all’art. 544 ter c.p., e che sarà senz’altro loro intenzione andare a fondo della questione, con l’interessamento anche delle guardie zoofile per la verifica attuale dell’animale.
In definitiva: vedere trascinare un cane in corteo allo stremo delle forze, rialzato con forza e costretto a proseguire per lunghi tempi su asfalto rovente e senza un goccio d’acqua si poteva evitare e situazioni di pari genere non dovranno più verificarsi in futuro poiché lesiva dei diritti dell’animale e non tutelante l’immagine del Palio».

E poi arriva l'affondo dei due presidenti.
«Maggiori controlli e punizioni per chi non rispetta la normativa vigente in materia di benessere animale: le associazioni sul punto si riserveranno anche di adire le competenti sedi per valutare una futura squalifica del Rione San Pietro dall’Edizione del Palio 2027».

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