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Il commento

Disagio giovanile e atti vandalici: «I Servizi sociali non sono equiparabili alle forze dell'ordine»

L'assessora Zollo, interpellata sui recenti episodi segnalati al giornale, spiega il ruolo degli operatori sociali: «Se tuo figlio minorenne sta in giro fino alle 4 del mattino, come genitore devi chiederti dove va, ma soprattutto con chi va»

Eleonora Zollo

L'assessora ai Servizi Sociali Eleonora Zollo

Sul tema dei recenti casi con protagonisti minorenni, che bivaccano, creano disturbo alla quiete pubblica, fino a compiere azioni punite dal Codice penale, abbiamo interpellato l'assessora ai Servizi Sociali Eleonora Zollo anche in qualità di psicologa. Per rispondere alla presenza di gruppi di giovani che si radunano nelle piazze, l'amministrazione comunale sta potenziando i servizi di prossimità. «Stiamo implementando l'educativa di strada a Praia e in altri quartieri, - spiega - Andiamo anche nelle piazze dove si radunano i gruppi avvicinando i giovani».

Tuttavia, l'assessora tiene a precisare i limiti strutturali e operativi del servizio, che ha finalità puramente preventive e non di controllo dell'ordine pubblico: «L'educativa di strada fa prevenzione sui gruppi che avvicina, ma non va ovviamente in giro di notte perché non è un servizio d'ordine. Non possiamo chiedere una carta d'identità, non siamo titolati, né siamo equiparabili a poliziotti o i carabinieri». Oltre ai limiti giuridici, c'è una fondamentale questione di sicurezza per gli stessi operatori sociali. Davanti a situazioni di tensione, la linea è chiara: «Diciamo ai nostri educatori di essere molto cauti. Se c'è un problema, un possibile reato, o se ci sono movimenti aggressivi, bisogna chiamare le forze dell'ordine». Un errore comune, secondo l'assessora, è quello di associare questi comportamenti esclusivamente a contesti di povertà o marginalità economica. Il disagio e la noia attraversano in modo trasversale tutte le classi sociali.

«Non è detto che questi ragazzi siano tutti di famiglie disagiate: - puntualizza Zollo - possono essere anche di famiglie molto agiate che semplicemente non sanno come passare il tempo». Quando i minorenni vengono identificati dalle forze pubbliche e segnalati ai Servizi Sociali, l'obiettivo primario non è punitivo, ma rieducativo. Zollo rassicura sul fatto che la segnalazione è un'occasione di recupero: «Se viene fatta non succede niente di grave, non si rovina subito la fedina penale del minore. Noi gli parliamo, redigiamo una relazione, sensibilizziamo i genitori e spesso la situazione si risolve lì, lasciando pulito il profilo del ragazzo».

L'assessora lancia quindi un appello alla responsabilità diretta delle famiglie: «Se tuo figlio minorenne sta in giro fino alle 4 del mattino, come genitore devi chiederti dove va, ma soprattutto con chi va». Per Zollo, pur senza voler delegare tutto alle forze dell'ordine, l'attività di pattugliamento stradale resta indispensabile per restituire il controllo sul territorio, che deve camminare di pari passo con la creazione di nuovi spazi di incontro per i giovani come nel caso di DesTEENazione in via Goltieri 3.

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