Il caso
04 Settembre 2026 17:38:00
Via Spandre e Collina Volta, il caso degli espropri è ancora aperto [foto di repertorio]
Sono passati cinque mesi dal Consiglio comunale aperto sul caso dei conguagli di "Collina Volta" e via Spandre, ma la situazione non si è ancora risolta. Anzi, dai banchi della minoranza le liste civiche Uniti si può e Ambiente Asti tornano a chiedere chiarezza all'amministrazione Rasero rispetto alle cifre che i residenti dovranno pagare al Comune per chiudere definitivamente la lunghissima vicenda legale sulla rivalutazione degli espropri del Peep.
I calcoli effettuati dagli uffici comunali per metro quadro sono stati analizzati dai consiglieri di minoranza che hanno sollevato parecchie perplessità e richiesto ulteriori accertamenti. La sentenza della Corte d'Appello del 2024 ha infatti sancito il pagamento di 3.036.167,87 euro, calcolati per una superficie di 49.106,93 metri quadri. La cifra comprende 1.694.107 euro per l'indennità di esproprio, 74.258,36 euro per l'indennità di occupazione, 1.018.460,36 euro per gli interessi sull'esproprio, 67.535,22 euro per gli interessi sull'occupazione e 181.806,93 euro per le spese legali. In totale sono stati stimati 61,83 euro al metro quadro.
«Dopo le richieste di pagamento inviate dal Comune di Asti, con importi che per numerosi proprietari raggiungono diverse decine di migliaia di euro, cresce la necessità di fare piena chiarezza non soltanto sull’origine del debito, ma soprattutto sui criteri e sui conteggi utilizzati per determinare quanto ogni singolo proprietario dovrebbe versare - spiegano dalle due liste civiche di minoranza - La sentenza che ha definito il contenzioso sull’indennità di esproprio è un dato di fatto. Il Comune ha riconosciuto il relativo debito e ha proceduto al pagamento delle somme dovute agli aventi diritto. Successivamente l’amministrazione ha avviato il recupero nei confronti dei soggetti interessati. Ma una cosa è la sentenza sull’indennità dovuta ai proprietari originari dei terreni, altra cosa è stabilire quanto e quale parte della somma debba essere richiesta oggi a ciascun proprietario».
Secondo quanto rimarcato da Uniti si può e Ambiente Asti, «legalmente, ai cittadini, spetterebbe di pagare solo le maggiorazioni per degli oneri di espropriazione, e non anche interessi e spese legali, come indica una delibera del 2017 dello stesso comune di Asti. Bisogna intervenire anche sugli oneri di espropriazione, compresa la possibilità di verificare il calcolo della quota capitale e l’eventuale esclusione delle metrature relative a servizi pubblici e opere urbanistiche. Questo significa che nemmeno la questione dei conteggi può essere considerata definitivamente chiusa».
Per questi motivi i consiglieri comunali chiedono al Comune di mettere a disposizione di ogni proprietario il calcolo analitico e verificabile della somma richiesta; di indicare con precisione la superficie utilizzata per il calcolo e il criterio con cui è stata determinata; di verificare nuovamente tutte le detrazioni già effettuate; di accertare che non siano state conteggiate superfici destinate a servizi pubblici, opere urbanistiche o aree che non devono concorrere alla determinazione della quota individuale; di verificare eventuali errori materiali, duplicazioni o incongruenze nei conteggi; di valutare la sospensione delle procedure di riscossione relative alle somme contestate fino alla conclusione delle verifiche tecniche e di fornire ai cittadini una rendicontazione completa delle somme effettivamente pagate dal Comune e di quelle effettivamente recuperabili dai singoli beneficiari.
«Si chiede semplicemente che ogni cittadino paghi, eventualmente, soltanto ciò che è effettivamente dovuto e correttamente calcolato - concludono dai banchi dell'opposizione - Servono i numeri, voce per voce. I cittadini di Collina Volta hanno diritto di sapere come si è arrivati alla cifra indicata nella loro richiesta, quali superfici sono state considerate, quali somme sono state detratte e quali criteri sono stati applicati. Se dai controlli emergeranno errori nei conteggi, questi dovranno essere corretti prima di procedere con qualsiasi ulteriore richiesta».
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