Servizi educativi
04 Settembre 2026 15:50:00
Dalla Regione 231.357 euro per estendere i servizi di dieci asili nido comunali [foto di repertorio]
Ci sono anche dieci asili nido comunali astigiani tra quelli che riceveranno un finanziamento della Regione Piemonte per altrettanti progetti che che consentiranno di offrire alle famiglie un servizio più flessibile e più vicino alle esigenze della quotidianità. Questo senza incidere ulteriormente sul budget delle famiglie o sulle casse comunali, ma dividendo tra i beneficiari 1,48 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo.
All'Astigiano andranno 231.357 euro e gli enti locali che riceveranno i soldi potranno scegliere, sulla base delle necessità del proprio territorio, se prolungare l’orario settimanale, aggiungere l’apertura del sabato mattina oppure garantire il servizio durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche, nei limiti previsti dal bando.
In particolare nell'Astigiano riceveranno il finanziamento i Comuni di Tigliole (41.860 euro), Monastero Bormida (12.880 euro), Castelnuovo Don Bosco (8.694 euro), Montegrosso d’Asti (12.880 euro), Celle Enomondo (7.245 euro), Monale (20.930 euro), Cocconato (12.558 euro), Castell’Alfero (17.388 euro), San Damiano (13.202 euro) e Castagnole delle Lanze (83.720 euro).
La misura, avviata per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022, punta a rendere più semplice la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e, allo stesso tempo, a rafforzare la presenza dei servizi per l’infanzia sul territorio. Un sostegno che assume un valore particolare nei centri più piccoli, dove mantenere e potenziare un servizio come il nido contribuisce anche all’attrattività del territorio per le giovani famiglie e al contrasto dello spopolamento.
«Chi ha figli piccoli sa bene quanto sia importante poter contare su un nido con orari capaci di adattarsi alle esigenze di ogni giorno - commenta l’assessore regionale all’Istruzione Daniela Cameroni - Per questo abbiamo scelto di investire 1,48 milioni di euro per permettere ai Comuni di tenere aperti i nidi più a lungo, senza chiedere alle famiglie di pagare di più. Dietro questa misura ci sono esigenze molto concrete: un genitore che esce più tardi dal lavoro, una famiglia che ha bisogno del servizio durante le vacanze o, semplicemente, la necessità di conciliare meglio lavoro e figli. È qui che vogliamo dare una mano. Allo stesso tempo sosteniamo i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, perché mantenere un nido e offrire servizi di qualità aiuta le famiglie a scegliere di restare e costruire lì il proprio futuro. È una misura semplice, ma che può incidere davvero sulla vita di tutti i giorni».
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