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Ricordo

Enzo Bianchi: l’ultimo saluto a Castel Boglione e chiesa gremita per le esequie

Lutto cittadino nel paese natale del fondatore della Comunità di Bose, durante la cerimonia il ricordo della sua fede

Enzo Bianchi, l’ultimo saluto a Castel Boglione e chiesa gremita per le esequie

Chiesa gremita e numerose persone rimaste all’esterno per le esequie di Enzo Bianchi, celebrate oggi, giovedì 3 settembre, alle 16.30 nel cimitero cittadino di Castel Boglione, paese dove il fondatore della Comunità ecumenica di Bose era nato ed era stato battezzato. Per la giornata delle esequie il sindaco Graziella Zanchetta ha proclamato il lutto cittadino.

La cerimonia si è svolta in forma solenne, onorando la figura del saggista e conferenziere che per oltre cinquant’anni ha portato avanti la propria attività di riflessione e divulgazione mantenendo un forte legame con il Monferrato e con il paese d’origine.

Nel corso dell’omelia è stata ricordata la sua fede, definita una "fede di roccia", accompagnata però dalla capacità di interrogarsi. Nella vita di Bianchi hanno avuto un ruolo centrale la vocazione monastica e il rapporto con la Parola di Dio e con il Vangelo. «All’inizio di ogni lezione dicevi di essere servo», è stato aggiunto, sottolineando come Bianchi considerasse il proprio compito quello di diffondere la Parola. Una scelta che, è stato detto, gli ha procurato anche un prezzo da pagare, senza però portarlo a tacere o a tirarsi indietro.

Anche il rapporto con Castel Boglione ha avuto un importante peso nella sua vita, dove Bianchi tornava e che considerava come un ritorno "al grembo della madre". Tra gli aneddoti più personali della sua vita è stato citato anche il piacere di cucinare per gli altri. «La cosa che sapevo fare meglio», diceva Bianchi.

La Comunità di Bose poi, è stata definita come l’opera della sua vita. Attorno alla centralità della Parola di Dio, Bianchi aveva costruito una comunità monastica fondata sull’accoglienza e sull’apertura, con l’obiettivo di mostrare come la tradizione monastica potesse continuare a parlare alla contemporaneità. Bose, è stato aggiunto, ha contribuito a formare una generazione di credenti e a proporre una diversa interpretazione del cristianesimo.

Ma proprio la comunità è stata anche al centro degli anni più difficili della sua vita. Durante la cerimonia sono stati ricordati l’allontanamento da Bose, il dolore per la separazione e il senso di ingiustizia vissuto in quella vicenda. «La più grande gioia e il più grande tragedia», è stato detto riferendosi al rapporto con la comunità, definita il suo "corpo spirituale".

Nel corso dell’omelia è stato ricordato anche il colloquio con Papa Francesco del 16 dicembre 2023, durante il quale, secondo quanto riferito, il Pontefice avrebbe detto a Bianchi: «Enzo, ti chiedo perdono. Quello che ti hanno fatto è stata una carognata». Quelle parole, è stato sottolineato, segnarono per Bianchi un momento di rinascita.

Durante la lettura è stato ricordato anche il periodo immediatamente precedente alla morte. Dopo il ricovero del 9 agosto, Bianchi avrebbe detto: «Sento che è giunta la mia fine. Ma con pace e serenità». La sua morte, avvenuta nei giorni della vendemmia, è stata collegata nell’omelia al tema del raccolto: «La morte non è una privazione, ma un raccolto», è stato detto, sottolineando come ciò che conta sia la qualità del frutto lasciato in eredità.

La dimensione ecumenica del suo percorso è stata ricordata anche attraverso i messaggi arrivati per le esequie. Letta una lettera del cardinale di Bologna. Il metropolita d’Italia e d’Austria ha inoltre letto il messaggio inviato da Porfirije, patriarca della Chiesa ortodossa serba, che ha ricordato Bianchi come un «visionario dell’unità cristiana» e un sincero amico della Chiesa ortodossa e di quella serba.

A chiudere il ricordo, le parole pronunciate da Bianchi nei suoi ultimi giorni: "non un congedo improvviso, ma il compimento di un’attesa". Un messaggio legato anche alla sua ultima opera, La vita si fa in tanti, biografia conclusa prima del ricovero e che sarà pubblicata prossimamente da Einaudi.

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