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Montegrosso
31 Agosto 2026 13:53:00
L'impronta che la vita di Matilde Baldi ha lasciato in questa vita, nonostante i suoi soli 20 anni di età, è stata più profonda di quanto forse lei stessa avrebbe creduto.
La dimostrazione tangibile è arrivata sabato e domenica scorsi, quando il Memorial di pallavolo over 14 a lei dedicato e intitolato "Giochiamo questa favola" si è trasformato in un momento collettivo di ricordo, di stima e di profondo affetto per la ragazza che ha perso la vita a dicembre in seguito al tragico incidente in tangenziale provocato dall'alta velocità di una Porsche.
Matilde era stata una bella promessa della pallavolo femminile: aveva giocato ad Asti, ad Alba e poi a Chieri; il Covid e lo studio l'avevano poi fatta desistere dall'agonismo per pensare alla costruzione del suo futuro.
Ma la passione per battute, muri e schiacciate sotto rete, quella era sempre rimasta nel cuore così come il legame fortissimo con le sue compagne di squadra "Le Rosse Play Asti" con le quali ha macinato molte vittorie.

Le stesse compagne di squadra che, sabato e domenica, hanno rimesso su la divisa speciale per l'occasione, con la scritta "Giochiamo questa favola" e sono tornate sotto rete, con il cuore gonfio ricordando Matilde. Un dolore per la sua scomparsa che hanno esorcizzato cambiando nome della squadra: essendo passati sei anni da quando hanno giocato insieme l'ultima volta, si sono volute goliardicamente chiamare "Le Rosse invecchiate". Anche se, a 20 anni, di vecchio non c'è proprio nulla.
Insieme alle altre squadre che si sono affontate nel torneo amichevole hanno giocato come se Matilde fosse ancora lì con loro, sotto lo sguardo di Piermatteo Ponzone che fu a lungo allenatore della ragazza e che è stato il motore organizzatore del Memorial. Lui, che ha retto con gli occhi lucidi per due giorni e poi si è commosso durante la premiazione.

Tutti sentivano la presenza di Matilde al palazzetto delle scuole medie di Montegrosso perché era stata troppo importante non solo per la sua famiglia, ma per gli amici e le compagne di squadra che l'hanno conosciuta e hanno condiviso un pezzo di vita con lei.
In mezzo a tutta la splendida gioventù che ha voluto rendere onore alla ragazza, c'erano loro, Elvia e Gianluca, madre e padre di Matilde insieme all'altro figlio, Lorenzo. Per due giorni sono stati accolti da un abbraccio collettivo che li ha riempiti di emozioni e di quei sorrisi che solo i giovani sanno fare nonostante la sofferenza nel cuore.
«A nome della mia famiglia ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo splendido evento - dice Elvia, la madre - Il memorial ci ha riportato a quegli anni splendidi in cui Matilde giocava ad Asti, in una società sportiva meravigliosa che ha sempre messo al primo posto il valore della persona e non ha mai considerato le ragazze come giocatrici da sfruttare. Sono stati anni magici e fantastici in cui la pallavolo è stata al centro della vita di Matilde e della nostra famiglia. Non pensavo sarebbe stato possibile riviverli, invece è successo e non troverò mai le parole giuste per ringraziare per questo miracolo».

Il memorial ha avuto anche momenti diversi da quelli strettamente sportivi. Come la cena e l'intervento della dottoressa Valeria Bonato del Reparto Rianimazione dell'ospedale di Alessandria dove Matilde, per cinque giorni, ha lottato per la vita prima di arrendersi e di lasciare che una parte di sè sopravvivesse nel corpo di aveva bisogno dei suoi organi. La dottoressa ha spiegato quanto sia importante la donazione di organi e che il progresso della medicina ha reso ancora utili organi di persone anche molto anziane. Un gesto d'amore e profonda responsabilità civica nei confronti degli 8 mila pazienti in lista d'attesa in Italia. Anche il referente Aido Asti è intervenuto ribadendo i tanti modi possibili per esprimere il proprio consenso alla donazione. Al Reparto di Rianimazione e all'Aido saranno devoluti i fondi raccolti durante la due giorni di evento.

Alla premiazione finale mamma Elvia ha visto un segnale preciso della presenza di Matilde.
«Lei era appassionata del mondo di Hello Kitty e del film Lilo e Stitch - racconta - al mio compleanno mi hanno regalato un grande peluche di Stitch, il personaggio preferito da Matilde e l'ho portato con me al torneo. Quando c'è stata la premiazione con il lancio dei palloncini, non sono saliti in alto, ma si sono radunati intorno a Stitch e uno è volato verso mio marito, il papà. Sono sicura che fosse una carezza di Matilde».
(Fotoservizio Giovanni Bianco)

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