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Randagismo
01 Settembre 2026 11:19:54
Scurzolengo - foto C.L.
A Scurzolengo il problema del randagismo felino è stato affrontato prima che diventasse un'emergenza. Due anni fa, nel concentrico, i gatti continuavano a moltiplicarsi e con loro il rischio di trovarsi in poco tempo con una popolazione difficile da controllare. Da qui la scelta dell'amministrazione comunale di intervenire con una campagna di sterilizzazione, costruita insieme alle volontarie, alla Leidaa, ai veterinari della zona e alla cittadinanza. In due anni, le nuove nascite indesiderate sono state praticamente azzerate. Un risultato ottenuto anche grazie a un sistema di autofinanziamento nato dalla creatività delle volontarie. Ne abbiamo parlato con il sindaco Gianni Maiocco.
Quando avete capito che era necessario intervenire?
«Due anni fa avevamo praticamente tutte le vie del paese con gatti che circolavano e nascevano continuamente nuovi cuccioli. Insieme alle impiegate comunali e alle persone che si sono aggregate a noi abbiamo pensato che bisognava trovare una soluzione, perché altrimenti nell'arco di un paio d'anni ci saremmo potuti ritrovare con 150 gatti. E non c'era soltanto il problema del numero: aumentando gli animali potevano nascere anche problemi sanitari, malattie ed epidemie. Abbiamo quindi deciso di intervenire per tempo».
Come avete trovato le risorse per sostenere le sterilizzazioni?
«Abbiamo unito, tra virgolette, l'utile al dilettevole. Abbiamo allestito delle bancarelle con manufatti artigianali e abbiamo destinato tutto il ricavato alla sterilizzazione dei gatti. Abbiamo due gruppi di volontarie e una scuola di uncinetto: queste persone hanno messo a disposizione materiali e oggettistica, realizzando anche manufatti con i tappi di sughero usati. Abbiamo venduto questi prodotti e utilizzato il ricavato per pagare gli interventi».
Quante sterilizzazioni avete effettuato?
«Abbiamo già sterilizzato 52 esemplari e stiamo completando gli interventi su altri quattro proprio in questi giorni. Quest'anno abbiamo avuto soltanto due cucciolate, che abbiamo già affidato a delle famiglie, alle quali abbiamo proposto la sterilizzazione quando gli animali raggiungeranno l'età prevista. Il nostro obiettivo è continuare a monitorare le situazioni critiche, perché bisogna giocare d'anticipo: altrimenti le popolazioni si moltiplicano e diventano difficili da gestire».
Il monitoraggio, quindi, continua.
«Sì. Proprio poche sere fa abbiamo monitorato un cortile dove ci sono quattro animali un po' rinselvatichiti. Abbiamo montato le gabbie-trappola e siamo intervenuti anche grazie all'aiuto di una volontaria, la signora Anna Sobrino, che ci dà sempre una grande mano. È importante controllare queste situazioni e intervenire subito, anche perché può succedere che questi animali finiscano sotto le macchine».
Quanto è stata importante la collaborazione dei veterinari e della Leidaa?
«Abbiamo raggiunto degli accordi con diversi veterinari liberi professionisti della zona. Ci hanno aiutato anche calmierando i prezzi e questo ci ha permesso di contenere i costi degli interventi. Con Leidaa, invece, collaboriamo molto. Abbiamo concesso all'associazione la sede provinciale all'interno del palazzo comunale. Ci forniscono il cibo per gli animali: ogni mese organizzano la raccolta di alimenti nei supermercati e una parte viene destinata a quelli che seguiamo. È una collaborazione importante».
Come ha risposto la cittadinanza?
«Devo dire che ha apprezzato e collaborato. È stato un po' un gioco di squadra: ci sono state le volontarie che hanno realizzato i manufatti, l'impiegata comunale che si occupa di allestire la bancarella, Leidaa, i veterinari e le persone che ci hanno dato una mano. La risposta è stata molto positiva».
C'è anche un aspetto umano molto delicato: dietro a una colonia felina può esserci una persona che viene a mancare o che non riesce più a occuparsene. Come intervenite in questi casi?
«A volte le persone non riescono più a controllare le nascite, oppure vengono a mancare. Proprio in questi giorni stiamo intervenendo in una situazione di questo tipo, dopo la morte di un concittadino in un incendio. Sono rimasti sei gatti, di cui quattro cuccioli. Anche in questi casi bisogna intervenire subito, perché altrimenti la situazione si moltiplica rapidamente».
Scurzolengo viene indicato come un Comune virtuoso per questo impegno. Quale consiglio darebbe agli altri amministratori?
«Il consiglio che mi sento di dare è la collaborazione con le persone e l'amore per l'animale, perché è quello che fa scaturire tutto. Dopodiché bisogna percorrere le strade necessarie per trovare le somme idonee a realizzare questi interventi. Non serve necessariamente avere grandi risorse: bisogna avere la volontà di intervenire e trovare insieme le soluzioni».

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