Sociale
27 Agosto 2026 10:16:18
L'apertura del corteo di Asti Pride 2026
Anche ad Asti si sono alzate numerose prese di posizione, indignate e molto preoccupate, su alcuni passaggi inseriti nel programma politico di Futuro Nazionale e del suo leader Roberto Vannacci. Da mettere in discussione il diritto all'aborto, al duro attacco contro la comunità Lgbtqi (come voler cancellare le Unioni Civili), ma anche la proposta di introdurre una sorta di "educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale" tra i banchi di scuola, c'è abbastanza materiale contro cui si stanno muovendo associazioni, liste civiche e partiti politici in netta contrapposizione con le idee del partito di destra.
«Asti Pride ritiene arrivato il momento che anche le forze politiche progressiste e liberali escano dall’ambiguità - fanno sapere dall'omonima associazione - A chi in questi giorni preferisce disquisire, spesso in modo vuoto e pretestuoso, di cultura woke, di eccessi del politicamente corretto o di presunte derive identitarie, chiediamo una cosa molto semplice: quando vengono messi concretamente in discussione diritti e libertà fondamentali, da che parte state? Perché non si può parlare genericamente di libertà e contemporaneamente tacere davanti a programmi che propongono di cancellare le unioni civili, restringere i diritti delle donne, comprimere la libertà delle persone Lgbtq+ e rendere reato universale la transizione di genere dei minori. Chiediamo ai partiti progressisti e liberali di dire con chiarezza quali diritti intendono difendere, quali proposte intendono contrastare e quale idea di società vogliono consegnare al Paese».
Tra i primi a rispondere all'appello di Asti Pride c'è la lista civica Ambiente Asti, oggi tra i banchi di minoranza del Consiglio comunale. «I diritti riconosciuti a tutte e a tutti non indeboliscono una comunità: la rafforzano - commentano dalla lista - Una società nella quale ogni persona può vivere con pari dignità, libertà e tutele è una società più forte, più coesa e più democratica. Per questo riteniamo importante non considerare i diritti civili come una questione di appartenenza politica o ideologica. Sono conquiste che riguardano l'intera comunità e che, una volta riconosciute, devono essere difese e, quando necessario, ulteriormente ampliate. Il nostro Paese dovrebbe andare nella direzione di più diritti, più uguaglianza, più libertà e più dignità per tutte le persone, non nella direzione opposta. Mettere in discussione diritti già riconosciuti significa infatti correre il rischio di arretrare non soltanto sul piano sociale, ma anche su quello democratico. Difendere i diritti significa rafforzare la comunità. Difendere l'uguaglianza significa rafforzare la democrazia. Ampliare le libertà significa far crescere il Paese».
Anche da parte delle forze di centrosinistra, che nei prossimi giorni ufficializzeranno il loro candidato a sindaco, arriva un impegno chiaro e preciso: «Asti resterà una città aperta, plurale e libera. Vogliamo costruire una comunità di persone che, ad Asti, si sentano sicure e “a casa”. Questo ci pare l’impegno più concreto che possiamo assumerci, di fronte a chi ha invece in mente città chiuse, impaurite e divise. È questa la premessa del programma di coalizione su cui stiamo lavorando e ciò che legherà le proposte nel percorso verso le elezioni amministrative del 2027. Diritti sociali e diritti civili non sono mai stati in contrapposizione e trovano la loro sintesi migliore nella Costituzione democratica».
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