Il caso
26 Agosto 2026 13:39:00
La frana che ha coinvolto strada Cricca
L'inizio è noto, ma il finale resta del tutto da scrivere. Il 17 aprile 2025 una frana ha travolto un tratto di strada Cricca (all'altezza del civico 96), arteria fondamentale che collega la provinciale 26 con le abitazioni di Portacomaro paese e da località Angelo porta a San Fantino. Cinque mesi dopo, il 19 settembre, il Comune di Asti — competente sulla via — ha disposto la chiusura al transito per consentire la totale messa in sicurezza dell'area. Un intervento addebitato anche a un privato, a cui già il 14 maggio precedente l'Ente aveva intimato il ripristino dei luoghi per quanto di competenza. A giugno 2026, a quattordici mesi dal crollo e a nove dall'ordinanza di chiusura, la situazione è rimasta bloccata, continuando a creare pesanti disagi alla viabilità dei residenti e non solo.

A quel punto la misura si è colmata: a giugno i cittadini, costituitisi in un comitato dopo una raccolta firme, hanno presentato un esposto-denuncia alla Procura di Asti e al Prefetto. Nel mirino, quella che definiscono «un'inerzia dell'amministrazione, un grave pregiudizio alla viabilità intercomunale e sussistenza di grave pericolo per la pubblica incolumità».
«Siamo esasperati - lamentano dal comitato strada Cricca - perché per molti di noi, almeno trenta famiglie, questa interruzione fa sì che dobbiamo fare ogni volta otto chilometri in più di quanto facevamo prima». I cittadini, stremati, ricordano inoltre che «la tratta è percorsa regolarmente dagli abitanti dei Comuni limitrofi di Portacomaro e Scurzolengo per i quali rappresenta un collegamento diretto e insostituibile che permette di risparmiare diversi chilometri per raggiungere le proprie abitazioni e le rispettive sedi lavorative situate nel territorio di Asti».

Il quadro tecnico è stato chiarito dal dirigente dei Lavori Pubblici del Comune in una nota inviata al Comitato il 10 marzo scorso: «In strada Cricca si sono verificate due criticità: il crollo di un muro di contenimento di proprietà privata in un tratto più a valle della strada e lo sfondamento della carreggiata di un tratto più a monte». L'amministrazione sostiene di aver già «provveduto al ripristino dello sfondamento stradale con la procedura della somma urgenza» per la quota di sua competenza. Quanto al tratto a valle, il privato ha impugnato al Tar l'ordinanza del Comune «e nel frattempo ha anche instaurato un procedimento di accertamento tecnico preventivo davanti al Tribunale di Asti».

Lo stallo giudiziario ha fatto lievitare i tempi, spingendo la comunità a passare alle vie legali. Nell'esposto, evidenziando i possibili profili di rilievo penale, i cittadini chiedono al Prefetto «un'ispezione tecnica immediata e l'attivazione dei fondi di somma urgenza per la messa in sicurezza e la parziale, o totale, riapertura della strada anche tramite senso unico alternato». Contestualmente, ritenendosi parte lesa, i firmatari dell'esposto sollecitano la Procura ad accertare eventuali responsabilità per i ritardi che si sono accumulati nell'esecuzione dei lavori.
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