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Fauna selvatica

Il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione di sospendere la caccia

Dopo un'estate con condizioni climatiche anomale, siccità e incendi hanno messo a dura prova gli ecosistemi piemontesi: chiesto lo stop dell'attività venatoria fino al 20 settembre

Il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione di sospendere la caccia

Giunti al termine del mese di agosto, stiamo facendo i conti con un’estate particolarmente difficile per la fauna selvatica piemontese. Una stagione segnata da temperature eccezionalmente elevate, siccità prolungata e numerosi incendi che hanno interessato migliaia di ettari di boschi di diverse aree. Un quadro che, secondo il Tavolo Animali e Ambiente, ha aggravato ulteriormente la situazione di una biodiversità già sottoposta a numerose pressioni e che rende necessario intervenire anche sulla prossima stagione venatoria.

Le associazioni ambientaliste e animaliste, hanno infatti chiesto alla Regione Piemonte la sospensione dell’attività venatoria, la cui apertura generale è prevista per il prossimo 20 settembre. Una richiesta motivata dalle condizioni ambientali eccezionali che hanno caratterizzato gli ultimi mesi e dalle conseguenze che queste hanno avuto sulla fauna selvatica.

«Molti animali sono morti per l’impossibilità di reperire acqua oppure tra le fiamme – spiegano da Tavolo Animali e Ambiente – altri si sono dispersi e spesso i processi riproduttivi non hanno avuto successo». Il risultato, secondo le associazioni, sarebbe un "drammatico impoverimento della biodiversità" regionale, in un territorio già sottoposto a numerosi altri fattori di pressione.

A pesare è soprattutto la combinazione tra caldo e siccità, che ha ridotto la disponibilità di acqua e risorse alimentari, mentre gli incendi hanno provocato la distruzione di ampie porzioni di habitat. In Piemonte, sottolineano le associazioni, sono andate distrutte diverse migliaia di ettari di superficie boscata. A fronte di questi danni, il recupero della funzionalità degli ecosistemi, laddove possibile, potrebbe richiedere decenni.

Nella richiesta si fa luce inoltre su una possibilità prevista dalla stessa normativa regionale. La legge che disciplina l'attività venatoria stabilisce infatti che la Giunta regionale possa vietare o ridurre, per periodi prestabiliti, la caccia a determinate specie in presenza di "importanti e motivate ragioni" legate alla consistenza della fauna oppure a particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche, oltre che in caso di malattie o calamità.

«Di fronte a una situazione assolutamente eccezionale, riteniamo doveroso che la Regione Piemonte applichi tale opportunità» affermano, chiedendo la sospensione della prossima stagione venatoria o, l'introduzione di sostanziali limitazioni.

La questione della caccia è inoltre già al centro di un ricorso al Tar presentato da Federazione Nazionale Pro Natura, Enpa, Oipa e Pan-Pro Natura Animali. Le associazioni contestano la presenza di diverse irregolarità nella predisposizione del calendario venatorio regionale e ne hanno chiesto l'annullamento.

Un primo provvedimento è già arrivato: la preapertura al colombaccio, inizialmente prevista per otto giornate nella prima metà di settembre, è stata cancellata. Ora il Tavolo Animali e Ambiente chiede un intervento più ampio, alla luce delle condizioni climatiche e ambientali che hanno caratterizzato l'estate piemontese.

Poche settimane fa anche WWF Italia aveva richiesto alle Regioni l'applicazione della legge 157 del 1992 e del principio di precauzione, dichiarando: «La fauna selvatica è sempre più colpita dalla crisi climatica».

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