Eccellenze
13 Agosto 2026 09:45:45
In vista della vendemmia, il direttivo dell’Associazione Comuni del Moscato d’Asti si è riunito a Santo Stefano Belbo per fare il punto sulla situazione della filiera, partendo dagli ultimi dati di mercato forniti dal Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti e arrivando al nuovo progetto di valorizzazione che coinvolgerà Alba Accademia Alberghiera, il settore di APRO Formazione dedicato alla gastronomia e al turismo.
Un aggiornamento che restituisce un quadro complessivamente incoraggiante. Nei primi sette mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2025, l’Asti, comprendendo anche il nuovo Asti Rosè, registra infatti una crescita del 4,43%. Il Moscato d’Asti segna invece una flessione del 3,17%, mentre il Canelli cresce del 9,02%. Ma considerando complessivamente le denominazioni, le fascette distribuite sono state 48.608.322, contro le 46.538.535 dello scorso anno nello stesso periodo, con un incremento del 4,45%.
Numeri che fanno ben sperare la filiera in vista della vendemmia e che potrebbero contribuire a ridurre lo stoccaggio di prodotto, allontanando anche l’ipotesi di un eventuale ritocco al ribasso delle rese per il prossimo anno negli accordi con la parte industriale.
Resta però centrale il tema del prezzo delle uve, per la prossima vendemmia non esistono ancora valori ufficiali e l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti auspica che il prezzo non scenda al di sotto della media dello scorso anno, una richiesta già avanzata nei mesi scorsi. Un eventuale ribasso, infatti, rischierebbe di mettere ulteriormente in difficoltà la filiera, soprattutto quei viticoltori che già devono fare i conti con costi elevati per affrontare la campagna.
È proprio su questo aspetto che insiste il presidente dell’Associazione, Luca Luigi Tosa, sottolineando la necessità di mantenere prezzi adeguati alle fatiche e ai costi sostenuti dagli operatori. «L’obiettivo deve essere quello di costruire una filiera capace di essere protagonista e non di subire il mercato, individuando un equilibrio che consenta di difendere la qualità delle produzioni e garantire sostenibilità a chi lavora quotidianamente sulle colline del territorio».
In questo scenario, il nuovo Asti Rosè e il cocktail Asti Vibe, accompagnati da una specifica attività di comunicazione, stanno offrendo nuovi stimoli e primi segnali incoraggianti per il futuro delle denominazioni.
Parallelamente ai dati di mercato, il direttivo ha approfondito i dettagli del progetto sviluppato insieme ad Alba Accademia Alberghiera di APRO Formazione. L’iniziativa, che prenderà il via nei primi mesi del 2027, punta a trasformare Asti e Moscato d’Asti non soltanto in vini da degustare o da abbinare, ma in vere e proprie materie di studio e di lavoro all’interno dei percorsi dedicati alla gastronomia e alla miscelazione.
Il progetto prevede una full immersion dedicata ai due vini, con attività legate alla preparazione e all’elaborazione di cocktail, allo studio di tecniche innovative e degli abbinamenti, ma anche alla storia delle denominazioni, alla degustazione e all’utilizzo in cucina. L’idea è quella di andare oltre il tradizionale concetto di vino da accompagnamento, studiandone le caratteristiche e le potenzialità come ingrediente capace di entrare direttamente nelle preparazioni gastronomiche.
Si tratta di un progetto articolato che rappresenta un primo passo verso una nuova modalità di promozione e conoscenza dei vini del territorio, rivolta in particolare a chi sarà chiamato a lavorare nei ristoranti, nei locali e nel mondo dell’accoglienza.
Per la realizzazione dell’iniziativa l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti ha previsto un impegno finanziario di 12.500 euro, reso possibile anche dall’incremento del 50 per cento delle quote versate dai Comuni aderenti, stabilito con apposita delibera. È inoltre prevista l’adesione formale del Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti, che contribuirà alla copertura dei costi delle numerose attività previste.
Il direttivo ha infine rivolto un augurio di buona vendemmia a tutti i vitivinicoltori che lavorano sulle colline dei 51 Comuni del territorio. L’andamento complessivamente positivo del mercato e il nuovo progetto di valorizzazione rappresentano due elementi sui quali costruire la ripartenza di una filiera che sta attraversando una fase complessa, ma che guarda ai prossimi mesi con la volontà di affrontare le difficoltà puntando sulla qualità, sull’innovazione e sulla capacità di fare squadra.
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