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All'Angolo del Riciclone arrivano Rita e Piera, le "volontarie del riordino" [Video intervista]

Sempre più frequentata la tettoia vicino alla strada dove chiunque lascia cosa non usa più e prende quello che gli serve. Tutto gratis

All'Angolo del Riciclone arrivano Rita e Piera, le "volontarie del riordino"

La notizia su La Nuova Provincia dell’esistenza dell’Angolo del Riciclone a Monale, una piccola area privata con accesso diretto dalla strada in cui chiunque può lasciare o prendere, in modo del tutto gratuito, oggetti, piccoli mobili, indumenti, libri, giocattoli, complementi d’arredo, elettrodomestici, utensili per la cucina o il giardinaggio usati ma ancora funzionanti o in buono stato, ha fatto ulteriormente intensificare l’interesse intorno all’idea dell’impresario Luca Pelissetti.
«Nelle ultime settimane il “traffico” di gente che posa e prende sarà aumentato del 40% - dice Pelissetti – e non faccio altro che incontrare persone che mi ringraziano per l’idea. Devo dire che si tratta per la stragrande maggioranza di persone che seguono le poche regole dettate, ovvero lasciare cose in buono stato, non troppo ingombranti e non depositare immondizia. Ormai in quell’angolo passa di tutto e spesso la gente non fa in tempo a posarla che arriva qualcuno a prendersela. Spesso i passaggi avvengono direttamente da un baule dell’auto all’altro.


In una giornata quintali di roba passa di mano e non prende la via della discarica. Sono molto orgoglioso di questo».
Uno degli ultimi esempi è quello di un televisore ancora funzionante lasciato sotto la piccola tettoia e preso pochi minuti dopo da una persona cui si era “fuso” il proprio poche ore prima. E così, gratuitamente, ha risolto il problema.
Ma ci sono anche specchi, cassettiere, raccolte di riviste, dvd e musicassette d’epoca.
Sono soprattutto giocattoli e accessori per bambini ad andare via come il pane: seggioloni auto, passeggini, lettini, carrozzine, giocattoli, libri e tanti indumenti.


Come quelli portati la prima volta da Rita Bechis e Piera Pavan Vandero, due attivissime e scattanti pensionate di Villafranca e Cantarana.
«Siamo venute qui la prima volta dopo aver letto la notizia sul giornale – dicono – avevamo un po’ di abiti usati poco e ancora in buonissimo stato che ci spiaceva buttare. Li abbiamo portati e abbiamo visto che c’era un po’ di disordine. Da buone massaie ci siamo messe a dare una sistemata e la cosa ci è piaciuta. Così ora veniamo due mattine alla settimana, sul presto per non soffrire il caldo, e pieghiamo gli indumenti, cerchiamo di dividerli un po’, raduniamo gli altri oggetti per genere, diamo una ripulita alla pedana».
E la “squadra” del riordino ha anche coinvolto direttamente Luca Pelissetti: «Ogni volta facciamo una cassetta di oggetti ormai inutilizzabili che Luca la sera, al suo arrivo, si prende per portare in discarica. Gli abbiamo detto che molti abiti necessiterebbero di essere appesi e lui ci ha sistemato un bastone cui appendere gli attaccapanni con cappotti, vestiti, giacche che rimangono così esposti meglio. Inutile negarlo, ci divertiamo e ci piace essere utili agli altri».

«Può diventare anche un'occasione di lavoro»

Luca Pelissetti, il “Signor Riciclone” di Monale, lo aveva già detto alla prima intervista: «Sembra una cosa piccolina questo angolo in cui la gente può portare cose usate ma ancora funzionanti e prendere quello che è lasciato da altri, tutto completamente gratuito. Ma è diventato un luogo dove ogni giorno girano un sacco di persone e di oggetti che invece di essere mandati in discarica vanno a fare la felicità di qualcuno che ne ha bisogno. Ogni Comune dovrebbe averne uno: farebbe felice molte persone e limiteremmo la produzione di rifiuti».


E allora abbiamo provato a dare un seguito a questo invito.
Il primo a parlare è il sindaco di Monale, Sergio Magnetti, che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e ha appoggiato Pelissetti in questa sua idea controcorrente.


«L’Angolo del Riciclone piace e si sta facendo conoscere molto velocemente. Sono tanti i concittadini che mi hanno espresso la loro approvazione per questo piccolo progetto. Insieme a quelli un po’ preoccupati che il tutto degeneri in una discarica abusiva in più. Ma finora, grazie anche alla cura e all’attenzione di Luca, tutto è stato molto contenuto e alla fine qui si trovano solo cose che servono ancora. Ritengo – conclude Magnetti – che sia una strada da seguire in tutti i Comuni perché, se ben organizzati, possono anche dare occasioni di lavoro ad eventuali custodi o gestori degli scambi».

«Bella idea, ma Gaia non può "sposarla"»


Se non proprio tutti i Comuni, l’Angolo del Riciclone potrebbe affiancare quelli sede degli Ecocentri gestiti da Gaia spa, evitando così di gettare cose ancora utili che vanno inevitabilmente verso la distruzione o il riciclo della materia prima.
«Un’iniziativa lodevolissima – commenta il presidente di Gaia spa Vanzino – Che va sicuramente nella direzione dell’economia circolare dove si punta al riutilizzo e all’azzeramento dello spreco.
Ma, detto questo, i centri di riuso non possono essere ospitati nelle ecostazioni di Gaia – gela Vanzino – E’ una questione di regolamenti: tutto quello che entra nell’area dell’ecocentro diventa automaticamente rifiuto e deve essere smaltito o riciclato secondo i nostri protocolli stilati sulla normativa del 2006. Inoltre, anche se trovassimo il modo di piegare questi regolamenti, avremmo problemi con i consorzi di filiera che da noi aspettano la trasformazione di rifiuto in materia prima secondaria». Ma il presidente di Gaia apre uno spiraglio: «Sarebbe bello che fossero i Comuni a gestire questo tipo di centri del riuso, anche in aree prossime alle ecostazioni. Sicuramente Gaia non si opporrebbe».

Il consigliere delegato della Provincia: «Parlerò del progetto al presidente»

La palla passa ai Comuni e c’è una figura che li rappresenta tutti, almeno sotto questo particolare profilo: Anna Macchia, sindaca di Villafranca e consigliera delegata della Provincia per il settore Ambiente.
«E’ uno dei miei sogni nel cassetto da sindaca – confida – Ancora prima di ricevere la delega all’Ambiente, come sindaca ho attivato progetti nelle scuole di Villafranca per lo scambio e il riuso degli indumenti. L’idea di un centro in ogni sede di ecocentro in cui i cittadini possano posare oggetti di vario tipo, libri e indumenti ancora utili seppur usati mi piace molto e sarà mia cura parlarne al presidente Nosenzo al più presto. Vanno approfonditi i criteri e il perimetro in cui si può organizzare un’area di questo tipo che, essendo a gestione pubblica, deve rispettare tutti i crismi di sicurezza e amministrazione trasparente. Ma faremo di tutto per arrivare ad una soluzione, magari informandoci su come funzionano i centri di riuso già attivati in Piemonte. E come consigliera provinciale delegata mi impegno a fare da collettore con tutti i Sindaci che volessero aderire».

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