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Condotte dell'acqua che si rompono: è "battaglia dei Musso"

Dopo lo sfogo del sindaco di Castelnuovo Don Bosco arriva la replica del neopresidente dell'Acquedotto del Monferrato

Condotte dell'acqua che si rompono: è "battaglia dei Musso"

Portano lo stesso cognome ma si sono trovati su due fronti opposti. E, in mezzo, un fossato pieno d’acqua. Non proprio da Medioevo ma da contemporaneo disagio provocato da una rete idrica ormai fortemente datata che mostra tutti i suoi limiti.
A far partire la polemica è stata una dura presa di posizione di Umberto Musso, sindaco di Castelnuovo Don Bosco all’ennesima rottura di una tubazione sul territorio del suo Comune, soggetto spesso alle interruzioni di fornitura di acqua corrente per la vetustà delle tubature.
«E’ vero che l’acqua che beviamo è una delle migliori d’Italia, però la struttura della rete idrica e fognaria è marcia fino al midollo – aveva scritto il Musso sindaco – Noi sindaci ormai siamo impotenti di fronte ad una gestione dell’Acquedotto che va avanti a botte di riparazioni che non sono altro che cerotti su una ferita da granata».
Critiche che hanno anticipato alcune richieste, sia di comunicazione più efficace fra acquedotto e amministrazioni coinvolte dai guasti, sia di investimenti urgenti di rifacimento delle linee più vetuste.
A stretto giro di posta risponde l’altro Musso, Paolo, da poco presidente dell’Acquedotto del Monferrato.
«Negli anni passati si è attuato un moderno programma di ricerca ed eliminazione delle perdite occulte (che persiste tuttora) che ha portato ad un valore percentuale di dispersione di acqua all’attuale 23% a fronte di oltre il 45% di anni fa. E questo è un ottimo risultato, come confermato anche da Arera».
Poi passa a rispondere direttamente alle critiche del sindaco: «Nel piano investimenti dei prossimi anni sono previsti ulteriori lavori di potenziamento e sostituzione di reti, compatibilmente con la capacità di spesa dell’azienda - e prosegue - Capisco lo sfogo di alcuni sindaci del territorio sollecitati dai cittadini ma affermare che la struttura è marcia fino al modello non è corretto. Non accetto - sottolinea il presidente Musso - che certe dichiarazioni vengano date in pasto alla stampa soprattutto da parte di amministratori che in questa azienda hanno avuto anche, nel tempo, incarichi di sorveglianza».
E poi va sul tecnico: le fognature e gli impianti di depurazione sono stati costruiti dai Comuni e passati in gestione a CCAM una ventina di anni fa. Quindi prima di fare certe dichiarazioni e considerazioni sarebbe dunque opportuno riflettere».
Ricorda che questa nuova amministrazione è in carica solo dal novembre scorso e sta cercando di trovare soluzioni per un ritorno alla normalità dell’azienda dopo anni molto travagliati. Sul fronte strettamente delle riparazioni il presidente Musso prosegue: «Vengono eseguite con la logica di intervenire con la massima celerità dove viene a mancare il servizio o dove la dispersione potrebbe creare notevoli danni, rimandando nel tempo quelle meno problematiche. Nel caso specifico lamentato a Castelnuovo Don Bosco, in meno di cinque ore è stata eseguita la riparazione e ridato il servizio».

(Foto di repertorio)

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