Il caso
08 Agosto 2026 08:44:30
La Sala Pastrone sotto il Teatro Alfieri
«Da molti mesi l’ascensore che conduce alla Sala Pastrone del Teatro Alfieri è fuori servizio. Il risultato è semplice: spettacoli teatrali, eventi culturali e proiezioni cinematografiche sono, di fatto, preclusi alle persone con disabilità e a chiunque abbia difficoltà di deambulazione». A denunciare “la curiosa storia dell’ascensore fuori scena” è Marco Castaldo, responsabile dell’ufficio H - Disabilità e Fragilità della Uil Asti Cuneo. La storia è semplice, quanto spiacevole perché si tratta di un luogo pubblico, di proprietà del Comune, che non solo ha al suo interno la Sala Pastrone, ma anche altri spazi, ai piani superiori, a loro volta “preclusi” a chiunque si trovi su una sedia a rotelle.
Si salva la platea del teatro, questa agibile, ma il problema sembra esserci da un bel po’ di tempo e non perché l’ascensore non funzioni: funziona benissimo, ma non è più a norma rispetto agli standard di sicurezza in caso di incendi e interruzione della corrente. «Secondo le informazioni raccolte - spiega Castaldo - il fermo sarebbe stato disposto dai vigili del fuoco perché, in caso di interruzione dell’energia elettrica, l’impianto non dispone di una linea di emergenza che consenta l’evacuazione in sicurezza». Quindi gli utenti disabili in sedia a rotelle, nel caso fossero in Sala Pastrone in un momento di emergenza, non avrebbero modo di andarsene se non dalle scale, rischiando di rimanere intrappolati.
A spiegare meglio perché l’ascensore non sia fruibile da chi è costretto, anche solo temporaneamente, a muoversi in carrozzina è l’assessora ai Lavori Pubblici Stefania Morra. «Le informazioni circolate sui giornali hanno indicato il fermo ascensore del Teatro Alfieri come un “fuori servizio”; in realtà il problema è diverso e più complesso di una semplice interruzione per manutenzione - replica Morra - Il problema è dovuto ai riscontri ottenuti in occasione delle verifiche, costanti e continue sulle strutture pubbliche comunali, ai fini della sicurezza sia per i fruitori sia per il personale. L’impianto installato, nel rispetto delle normative vigenti all’epoca della ristrutturazione del teatro, è stato ed è tuttora funzionante, ma purtroppo, secondo le normative antincendi recenti e più stringenti, non risulta a norma ai fini della evacuazione dei disabili in condizioni di sicurezza in quanto non adeguatamente protetto dal fuoco e dal fumo, oltre che per i sistemi di continuità elettrica necessari in caso di sgancio della alimentazione elettrica dell’edificio. L’amministrazione sta valutando le opere necessarie per l’adeguamento dell’impianto, - continua l’assessora - in modo che sia adeguato all’utilizzo dei disabili in ogni condizione possibile, anche in casi di evacuazione per emergenza».
Mentre si attende che il Comune predisponga i lavori necessari all’adeguamento dell’impianto, Castaldo lamenta l’impossibilità, per chi si muove sulla carrozzina, di poter accedere alle visioni del Cinema Cinema, attualmente ospitate, di pomeriggio, in Sala Pastrone. Sul caso specifico, l’assessora Morra risponde che le proiezioni accessibili a chiunque sono ospitate nel cortile di Palazzo Ottolenghi, ma Castaldo evidenzia che la Sala Pastrone è climatizzata e comunque ideale per chi non può uscire la sera.
Intanto è stata già depositata un’interpellanza in Consiglio comunale da parte di tutta l’opposizione che chiede, tra le altre cose, «quali misure temporanee siano state adottate per garantire comunque l'accessibilità della struttura alle persone con disabilità o a mobilità ridotta durante il periodo di inattività dell'ascensore».
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