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05 Agosto 2026 11:37:43
Cinghiali scorrazzano a tutte le ore per le campagne
Le ultime notizie informano che la peste suina si sta espandendo. «Sono tutti allarmati – commenta il presidente dell’Unione Langa Astigiana Val Bormida, Marco Listello - Sono in pericolo gli allevamenti del cuneese? Qui abbiamo i cinghiali che scorrazzano liberamente per campagne e strada e nessuno fa nulla. Porto la mia esperienza personale: in famiglia abbiamo un campo di granoturco di tre ettari dove un branco di cinghiali sta facendo festa da giorni. Ho chiamato i guardiacaccia della Provincia e mi hanno detto che forse riescono ad organizzare una battuta tra una settimana. Nel frattempo distruggeranno tutto».
La situazione emergenziale è ormai diventata la normalità. «La peste suina è un problema e va affrontato con serietà – continua - Bisogna abbattere i cinghiali senza se e senza ma. Seriamente e non per diletto, per passatempo, quando una squadra ne ha voglia e tempo. La malattia è arrivata nel Cuneese perché qui ed in Liguria abbiamo fatto poco e male, buttando via milioni di euro in recinzioni e corsi inutili».
Marco Garino, sindaco di Vesime, porta l’esperienza del suo paese. «Il periodo di riproduzione ha portato ad una crescita enorme dei branchi che stanno facendo danni ingenti forse irreparabili. Già l’agricoltura soffre per la crisi economica e climatica, ora è messa in ginocchio dagli animali selvatici che fanno man bassa nei campi coltivati e compromettono la produttività di quelli di nocciole spezzando i rami delle piante».
C’è poi la questione allevamenti. «Un tempo nelle nostre zone c’erano diversi allevamenti. Non parlo solo di quelli familiari, ma anche di aziende di medie dimensioni che proponevano l’attività accanto a quella agricola offrendo al mercato un prodotto non di quantità ma di qualità – continua - Sono stati costretti ad eliminare tutti i capi per la paura del contagio. Credo che, dopo tre anni di emergenza, il tessuto economico e della tradizione sia stato compromesso e gli investimenti indirizzati verso altre zone ed altri settori».
Cosa andrebbe cambiato? «Gli abbattimenti devono essere sistematici e più efficaci – conclude Garino - L’informazione andrebbe adeguata alle persone che la ricevono. Gli allevatori del nostro territorio sono persone anziane poco avvezzi al mezzo informatico, alle videoconferenze, alle “call”. Si poteva pensare ad un’istruzione in presenza magari utilizzando la sede dell’Unione a Roccaverano».
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