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Ambiente

Emergenza caldo: «Palazzo Mazzetti sia un primo rifugio climatico per chi ha più di 60 anni»

La proposta di Uniti si può per offrire un po' di refrigerio agli anziani

La proposta di Uniti si può per offrire un po' di refrigerio agli anziani. Ad Asti si pensa a nuovi rifugi climatici, ma mancano i fondi, che si spera di recuperare tramite appositi bandi

La proposta di Uniti si può per offrire un po' di refrigerio agli anziani. Ad Asti si pensa a nuovi rifugi climatici, ma mancano i fondi, che si spera di recuperare tramite appositi bandi

Immagine generata con AI

Il cambiamento climatico, che è più corretto chiamare emergenza climatica, sta mettendo a dura prova anche la salute di molti astigiani, soprattutto dei più anziani o di coloro che soffrono di patologie croniche invalidanti. Ripararsi dall'afa e dalle ondate di calore, che durano giorni se non settimane, diventa una priorità e la creazione di rifugi climatici può essere una prima soluzione per iniziare a dare una risposta alla richiesta di refrigerio.

I rifugi climatici possono essere costruiti appositamente, oppure ricavati in strutture già dotate di climatizzatori, acqua, bagni e posti a sedere. Per questo il gruppo consiliare di Uniti si può ha lanciato una proposta all'amministrazione Rasero e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti per ricavare, in maniera rapida e fattibile, un primo rifugio climatico per gli over 60 da sfruttare già nel mese di agosto.

«Proponiamo che il Comune, in collaborazione con la Fondazione CrAsti, renda gratuito per tutto agosto l'accesso a Palazzo Mazzetti per tutti i cittadini over 60 trasformandolo, a tutti gli effetti, in un rifugio climatico - spiegano dalla lista civica di minoranza - Palazzo Mazzetti offre ambienti climatizzati, sicuri e accoglienti, nei quali i visitatori possono trovare sollievo dal caldo estremo e, al tempo stesso, vivere un'esperienza culturale di qualità».

L'idea di Uniti si può non necessita di un particolare investimento e sarebbe il primo passo verso una visione più ampia: riconoscere i luoghi della cultura (musei, palazzi storici e spazi espositivi) come autentici rifugi climatici capaci di offrire protezione durante le ondate di calore e, nello stesso tempo, promuovere la partecipazione culturale e il benessere della comunità.

Nei giorni scorsi i consiglieri di minoranza hanno anche depositato un'interpellanza urgente chiedendo se l'amministrazione avesse già individuato luoghi e spazi deputati a essere rifugi climatici. Gli assessori Morra, Giacomini, Galvagno e Amasio, rispondendo a un'interpellanza dell'opposizione sulla forestazione urbana e strategie comunali di adattamento alla crisi climatica, hanno rimarcato che «l'individuazione di possibili rifugi climatici deve tenere in considerazione dei criteri, in funzione delle diverse tipologie per ognuna delle quali occorrono interventi mirati al fine di renderli effettivamente accessibili ed efficaci per la loro funzione di refrigerio e sosta prolungata».

Il Comune, attraverso l'adozione del Paesc - Piano d'azione per l'energia sostenibile e il clima, avrebbe già in programma di creare, quando avrà trovato i soldi necessari, tramite bandi, rifugi climatici sia all'aperto (in alcuni aree come il Parco della Resistenza, il Rio Crosio, il Parco Biberach, il Parco Lungo Tanaro, il parco del Borbore e piazza Alfieri) sia all'interno di palazzi di sua proprietà o di terzi. In questo caso le linee guida nazionali e le esperienze di altre città includono biblioteche, musei, centri civici e spazi climatizzati «che, tuttavia - precisano gli amministratori - necessitano di essere regolati da accordi/convenzioni al fine di garantire la sicurezza dei luoghi e dei fruitori, nonché la concomitanza con le funzioni originarie dei luoghi designati».

Secondo quanto riportato nella riposta all'interpellanza, ad Asti potrebbero diventare rifugi climatici Palazzo Mandela, la Biblioteca Astense (che, però, non è climatizzata), Palazzo Mazzetti, il Museo del Risorgimento e Complesso di San Pietro, il Centro Giovani/Fuoriluogo, il Polo universitario di Astiss, ma si citano anche la piscina comunale e il Palazzetto dello Sport, senza dimenticare la possibilità di creare accordi con centri commerciali e supermercati al fine di aprire «rifugi climatici informali, se climatizzati e accessibili».

Ad oggi si tratta solo di ipotesi, che difficilmente avranno una loro realizzazione, anche se parziale, entro il mese di agosto. Questo perché il progetto, viene scritto nella risposta all'interpellanza, «richiede un notevole investimento sia in termini di risorse umane per la redazione degli atti necessari all'individuazione, adeguamento e gestione dei rifugi, nonché in campagne di comunicazione, sia in termini di investimento per l'adeguamento dei siti evidenziati al soddisfacimento dei criteri citati, nonché l'acquisto di software di allerta, attivazione e mappatura».

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