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Intervista
04 Agosto 2026 08:49:03
Il via libera del Senato al “Decreto Sport" segna una svolta normativa per la sicurezza degli impianti natatori. La ratio della legge è chiara: prevenire incidenti legati all'intrappolamento, stabilendo standard rigorosi per i sistemi di ricircolo dell'acqua. Griglie di fondo, bocchettoni e prese di aspirazione devono ora garantire l'assenza di vortici o “effetti ventosa" capaci di trattenere i bagnanti, pena la chiusura immediata dell'impianto. Abbiamo interpellato Luca Albonico, presidente regionale della Federazione italiana nuoto e del Centro Sportivo Roero, che gestisce le piscine comunali di Asti, per capire l'impatto reale di queste misure e lo stato di salute degli impianti di via Gerbi.
Il Decreto Sport introduce novità davvero rivoluzionarie per i gestori?
Dal punto di vista tecnico, il decreto non inventa nulla di nuovo, ma agisce come un importante “recall" di norme di buon senso che esistono da tempo. Le norme UNI (come la 13.451 e la 10.637) regolano la costruzione delle piscine già da tempo e sono state aggiornate nel 2016. Esse prevedono già che la velocità dell'acqua nelle grate non superi gli 0,5 metri al secondo e che i dispositivi di aspirazione siano molteplici. Il decreto ha però il merito di richiamare tutti all'ordine, specialmente le strutture minori che non sono sempre soggette ai rigidi controlli delle commissioni di vigilanza tipici degli impianti pubblici.
Qual è la situazione specifica delle piscine comunali di Asti rispetto a questi standard?
Gli utenti possono stare tranquilli: i nostri impianti sono a norma. Sia la piscina coperta sia quella scoperta utilizzano un sistema a “tracimazione" o sfioro. Questo significa che l'acqua defluisce nelle canaline a bordo vasca per semplice forza di gravità; non c'è un'aspirazione forzata che possa “tirare" il bagnante. Le prese di fondo, in via Gerbi, sono tenute chiuse durante l'attività e servono esclusivamente per lo svuotamento della vasca a fine stagione.

Cosa causa il pericoloso “effetto ventosa" di cui parla la legge e come si previene?
Il rischio nasce quando una pompa potente aspira acqua da un unico punto. Se quel punto viene ostruito da un corpo, si crea il vuoto nella tubazione e il risucchio diventa inarrestabile. Per evitarlo, la normativa prevede almeno due o più punti di aspirazione per ogni pompa oppure idonee griglie antirisucchio. Ad esempio, nell'impianto che gestisco ad Alba, per gli idromassaggi - che hanno aspirazioni potenti - abbiamo installato ben sette prese di fondo. Se un bagnante si siede su una, le altre sei continuano ad aspirare, impedendo la formazione del vuoto.
Si è parlato molto della cuffia come presidio di sicurezza contro l'aspirazione dei capelli.
In realtà la cuffia nasce come presidio igienico, non come dispositivo di sicurezza contro l'aspirazione. Inoltre, non esiste una legge nazionale che imponga l'obbligo di indossarla; ad Asti, per la piscina scoperta, non è obbligatoria per regolamento, mentre lo è in quella coperta. È l'impianto, nel suo manuale di autocontrollo, a valutarne la necessità. Se i sistemi di filtraggio e aspirazione sono moderni e ben manutenuti, il rischio legato ai capelli non deve esistere.

Qual è il vero “elefante nella stanza" quando si parla di sicurezza?
Pur essendo un Paese con 8.000 chilometri di coste, quindi più soggetti anche a problematiche di natura incidentale, solo tre Paesi europei hanno una percentuale di morti per sommersione e annegamento, nella misura di ogni 100.000 abitanti, più bassa dell'Italia: Austria, Liechtenstein e Lussemburgo. Certo l'obiettivo è arrivare a zero. Spesso gli incidenti, anche i più tragici per annegamento quando questi riguardano i bimbi, avvengono per una drammatica disattenzione dei genitori, magari distratti dallo smartphone o non presenti in quel momento. Molti pensano che l'assistente bagnanti debba fare da babysitter, ma non è così: il bagnino deve sorvegliare l'intera vasca e potenzialmente centinaia di persone. Un bambino può scappare e finire sott'acqua in pochi secondi. Ad Asti siamo molto severi: per i centri estivi pretendiamo un rapporto di un maggiorenne ogni dieci bambini come previsto da normativa regionale e invitiamo sempre i genitori ad essere presenti in acqua con i figli più piccoli.
In conclusione, cosa si sente di consigliare ai bagnanti?
Proprio il 25 luglio è stata la Giornata Mondiale contro l'Annegamento. Il consiglio è di non perdere mai di vista i propri figli e di rispettare i regolamenti degli impianti. La sicurezza è un gioco di squadra tra gestori, che devono garantire impianti tecnicamente perfetti e sorveglianza qualificata, e utenti che devono mantenere una vigilanza costante.
In Consiglio comunale la capogruppo del Pd, Maria Ferlisi, con i colleghi Miravalle, Sutera e Pafundi, ha presentato un'interpellanza per conoscere quali iniziative il Comune intenda assumere a seguito delle nuove disposizioni nazionali in materia di sicurezza delle piscine. «Le recenti tragedie che hanno coinvolto alcuni bambini hanno profondamente colpito l'opinione pubblica e richiamano tutti a un'assunzione di responsabilità - commentano i Dem - La sicurezza, soprattutto quando riguarda i più piccoli, deve sempre venire prima di tutto».
L'interpellanza «non nasce da dubbi sulla situazione degli impianti cittadini, ma dalla volontà di verificare che tutte le strutture aperte al pubblico, a partire dalla piscina comunale e, nell'ambito delle rispettive competenze, anche delle altre presenti sul territorio siano pienamente conformi alle nuove prescrizioni e che siano state avviate tutte le verifiche necessarie». Il Pd chiede inoltre se il Comune abbia avviato un confronto con l'Asl e con i gestori degli impianti, se siano previsti controlli o interventi di adeguamento e se l'amministrazione intenda promuovere iniziative di informazione rivolte a famiglie e utenti.
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