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Matteo Fiasco, in arte Ninetynine, si racconta e parla della sua città Nizza Monferrato

Matteo Fiasco racconta "Nizza M.to" tra autofinanziamento, autenticità e la lotta di un giovane emergente che vuole farsi ascoltare

Matteo Fiasco, in arte Ninetynine, si racconta e parla della sua città Nizza Monferrato

Matteo Fiasco, 26 anni, alias Ninetynine, è un emergente artista musicale. Cresciuto a Nizza Monferrato fin da bambino, il suo ultimo progetto s'intitola proprio "Nizza M.to"

Chi è Matteo Fiasco? E chi è Ninetynine?

«Sono un ragazzo come tanti, cresciuto in provincia. Vengo da Nizza Monferrato, nell’Astigiano, e la musica per me è nata come un’esigenza: raccontare qualcosa di vero, qualcosa che Matteo non riusciva a tirare fuori. Così è nato Ninetynine, quella parte di me che riesce a parlare, a dire le cose che mi fanno male o che mi fanno bene cose che, se non le dicessi sotto forma di canzone, forse non le direi mai nella vita normale. Sono praticamente la stessa persona, solo che Ninetynine, a differenza di Matteo, ha il coraggio di dire le cose come stanno e quello che non va. Matteo invece è l’opposto: si tiene tutto dentro e parla a stento».

Ti stai autofinanziando da solo ogni singolo passo nel mondo della musica. Quanto conta per te poterti dire completamente indipendente e che valore dà questo ai tuoi brani?

«Sì, mi autofinanzio ogni singolo passo, ma ci tengo a fare una menzione speciale al mio amico e producer Daniele Alluto, che condivide con me la stessa passione. Ci autofinanziamo tutto noi: dalla produzione ai master, dalla distribuzione ai video. Perché per noi l’indipendenza non è solo una scelta economica, è una garanzia di autenticità. Ogni decisione è nostra, e questo si sente nei brani: non ci sono compromessi imposti da altri, solo quello che vogliamo esprimere davvero. È più faticoso, ma quello che esce è al cento per cento Ninetynine & Dga. Ovviamente, come tutti, sogniamo le grandi etichette ma questa è la nostra passione a prescindere da tutto, quindi per noi l’importante è farla arrivare, in un modo o nell’altro».

Purtroppo il percorso per un giovane emergente è pieno di ostacoli e di figure poco trasparenti. Come hai superato queste delusioni e cosa ti dà la forza di non mollare e ricominciare ogni volta da capo?

«Il percorso di un emergente oggi è ancora più complesso e complicato. Partendo dal presupposto che per un emergente è sempre una spesa di soldi e mai un ritorno economico, è un ambiente pieno di persone che promettono tanto e mantengono poco, o che guardano solo il lato economico e mai quello artistico. Ho vissuto in prima persona situazioni poco trasparenti, promesse non rispettate, figure che si presentano come opportunità e si rivelano il contrario. Quello che mi dà la forza è sapere perché ho iniziato: la musica è la mia voce, e nessuna delusione professionale può togliermela. Ogni ostacolo mi ha insegnato a fidarmi di più del mio istinto e a proteggere meglio il mio lavoro. E sono sicuro che il karma, prima o poi, farà il suo lavoro con tutti, nel bene e nel male».

Ci vuoi parlare dell'ultimo "Nizza M.to"?

«Il mio ultimo progetto si chiama “Nizza M.to”, un brano dove racconto la mia infanzia e la mia città, e di come la passione per il rap mi abbia dato la forza di affrontare le cose. Per ora è uscito solo sul mio profilo Instagram, c’è una storia dietro a questo che meriterebbe un capitolo a parte, ma diciamo che sto ancora sistemando alcuni aspetti prima di poterlo distribuire ufficialmente».

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