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La replica

Piazza del Palio, l'idea di creare un parcheggio verde polifunzionale «si scontra con la realtà economica»

Le forti perplessità di Antonio Tinozzi, presidente di Ana Ugl, che solleva interrogativi pragmatici sulla fattibilità dell’opera

Il presidente di Ana Ugl Antonio Tinozzi

Il presidente di Ana Ugl Antonio Tinozzi

Si accende il dibattito sul futuro di piazza del Palio. Da un lato c'è la visione avveniristica proposta dal gruppo consiliare Uniti si può, che mira a trasformare l’attuale distesa di 2.200 stalli blu in un modello di sostenibilità urbana. Dall’altro, emergono le forti perplessità di Antonio Tinozzi, presidente di Ana Ugl, che solleva interrogativi pragmatici sulla fattibilità dell’opera.

La proposta originale di Uniti si può nasce dall'urgenza di contrastare le ondate di calore che portano la città a sfiorare i 40°. L’idea è quella di una rigenerazione profonda: interventi di depaving per restituire permeabilità al suolo, installazione di pensiline fotovoltaiche per produrre energia e offrire ombra, e la piantumazione di alberi ad alto fusto secondo la regola internazionale del "3-30-300" (poter vedere almeno tre alberi dalla propria abitazionevivere in un quartiere con una copertura arborea del 30% e risiedere a non più di 300 metri da un parco). Una visione che guarda a successi internazionali come i "Corridoi Verdi" di Medellín o i modelli di forestazione di Nizza.

Tuttavia, questa prospettiva non convince Antonio Tinozzi. Il presidente astigiano di Ana Ugl ha espresso seri dubbi sull’effettiva possibilità di tradurre l'idea in realtà, ponendo l'accento su questioni finanziarie che definisce imprescindibili. «Quanto costerebbe realizzarlo? Quanto costerebbe mantenerlo? E, soprattutto, chi pagherebbe il conto?» sono le prime domande che pone Tinozzi il quale teme che la sostenibilità ambientale possa non coincidere con quella economica delle casse comunali.

Tinozzi rappresenta diversi operatori economici del mercato cittadino che, in parte, sarebbe interessato da eventuali modifiche sulla destinazione d'uso dell'area. Tutto questo, se e quando si aprirà mai un dibattito per valutare l'effettiva realizzazione del progetto. Un punto di attrito specifico riguarda poi i riferimenti internazionali citati dai proponenti. Secondo Tinozzi, il paragone tra Asti e città come Medellín risulta improprio: la metropoli colombiana disporrebbe infatti di altre possibilità economiche per la gestione e la manutenzione del verde pubblico, risorse che mancano nel contesto astigiano.

Per uscire dall'impasse tra visione ideale e vincoli di bilancio, il rappresentante di Ana Ugl lancia una proposta: interpellare direttamente i cittadini attraverso un referendum. L'obiettivo sarebbe quello di sondare il parere della gente su un intervento che cambierebbe radicalmente non solo il volto di una piazza multifunzionale — sede di mercati, luna park e del Festival delle Sagre — ma anche la gestione logistica della sosta in città. Il confronto comunque resta aperto tra il desiderio di una "città del futuro" e la cautela di chi chiede concretezza su costi e fattibilità.

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