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2 agosto
03 Agosto 2026 08:44:00
Un momento della commemorazione di Mauro Alganon avvenuta nei giardini che portano il suo nome [foto Billi]
Domenica mattina, ad Asti, la comunità e le istituzioni locali si sono stretti nel ricordo di Mauro Alganon, il giovane concittadino rimasto vittima della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. In occasione del 46° anniversario di quel tragico evento, che costò la vita a ottantacinque persone, le autorità e un gruppo di cittadini si sono ritrovati nel parco a lui dedicato per una cerimonia in suo onore. Tra i presenti, visibilmente commosse, c'erano la sorella di Mauro, Silvana Alganon, e la nipote Cinzia, accompagnate da Franco Ponchione, l'amico che quel giorno si trovava in stazione con Mauro e che è sopravvissuto all'esplosione.

La vicesindaca Stefania Morra con la sorella di Mauro Alganon, Silvana, e la nipote Cinzia
La vicesindaca Stefania Morra, parlando a nome dell'amministrazione comunale, ha voluto sottolineare come quella bomba rappresenti ancora oggi «una grande ferita per tutta la Repubblica Italiana». Nel suo discorso, ha voluto onorare la memoria delle vittime e l'impegno di chi continua a cercare la verità, spiegando che «commemorare non vuol dire soltanto guardare al passato, ma ogni anno difendere i valori di libertà e di pace che devono essere riproposti». Morra ha inoltre rimarcato l'importanza di tramandare questa memoria alle nuove generazioni affinché simili atrocità non si ripetano mai più.

Un momento della commemorazione di domenica mattina
Quindi ha preso la parola il dottor Giuseppe Recupero, Capo di Gabinetto della Prefettura di Asti, il quale ha evidenziato come la scelta di colpire la stazione di Bologna fosse un piano deliberato per «colpire non Bologna in sé, ma tutto il Paese», essendo uno degli snodi più frequentati d'Italia. Recupero ha però ricordato la resilienza del popolo italiano di fronte al terrore e la sua capacità di non farsi intimidire. Secondo il rappresentante della Prefettura, infatti, a quella tragedia «l’Italia ha saputo rispondere con un forte senso di unità, un forte senso nelle istituzioni e una forte vicinanza di tutta la comunità».
La cerimonia ha vissuto il suo momento più intenso alle ore 10.25, l'istante esatto della deflagrazione quando i presenti si sono raccolti in un solenne minuto di silenzio. Subito dopo la nipote Cinzia ha voluto esprimere un profondo ringraziamento a tutti coloro che ogni anno scelgono di onorare la memoria di suo fratello. Al ricordo di Alganon erano presenti gli esponenti dell'Anpi, con il presidente provinciale Mario Renosio, e dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato guidata da Salvatore Faita.

Il minuto di silenzio in ricordo di Mauro Alganon
Da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto un messaggio di ricordo che non lascia dubbi sull'atto eversivo che avvenne il 2 agosto 1980 a Bologna: «Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani - ha osservato il Presidente - Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere. Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire per impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali. Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità».
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