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Aramengo
30 Luglio 2026 12:51:24
E' stata una decisione maturata con il cuore e con la voglia di dare il proprio contributo ad una tragedia immane quale è stata la strage di giovani di Crans Montana dove decine di ragazzi sono deceduti nel rogo della discoteca svizzera e molti altri, sopravvissuti, hanno ancora davanti molti interventi e terapie per recuperare la normalità.
E la decisione si è consumata in due "zac" di forbici nel negozio di parrucchiera di Simona Roccati, Studio Look, in frazione Gallareto di Piovà Massaia.
Nei giorni scorsi, infatti, Bruna Fasoglio, 50 anni, colf di Aramengo, ha dato una svolta al suo look. E che svolta.
«Porto i capelli lunghi da quando avevo 12 anni - racconta la signora Fasoglio - non li ho mai tagliati se non per qualche spuntatina di pochi centimetri necessaria alla salute dei miei ricci. Ho attraversato tutte le fasi della mia vita con i capelli lunghi che portavo sciolti, essendo molto voluminosi, oppure acconciati. Sono stati il mio segno di riconoscimento estetico per tutta la mia vita».
Poi la decisione di tagliarli, perchè?
«Un po' perché ho subito la perdita di mio fratello, qualche anno fa, per un tumore. In quell'occasione mi sono avvicinata al mondo dei malati oncologici i quali, in maggioranza, oltre al peso della malattia devono anche subire il disagio della perdita di capelli a causa della chemioterapia. Soprattutto per donne e bambini è un passaggio molto doloroso. Ma la spinta più forte è avvenuta all'inizio di quest'anno, con la strage di ragazzi di Cran Montana».
Bruna Fasoglio, come milioni di altri spettatori, ha seguito le tragiche notizie che arrivavano dalla località svizzera che ha visto la morte dei ragazzi tra le fiamme e anche il calvario che i sopravvissuti stanno continuando a vivere a causa dei danni permanenti riportati nell'incendio. Fra questi danni, per molti di loro vi è stata anche la perdita dei capelli che, bruciati quella sera, non sono più ricresciuti. Già a gennaio era partita una "raccolta straordinaria" di capelli per realizzare parrucche per questi ragazzi e ragazze ma l'emergenza non è mai finita. Sia per loro e sia per la platea, purtroppo più ampia, dei malati oncologici che attraversano lo stretto percorso della cura chemioterapica.
«I ragazzi di Crans Montana e i malati di tumore sono stati la spinta finale per cambiare completamente look e separarmi, dopo 40 anni, dei miei lunghi e ricci capelli. Ma non volevo "sprecarli" così ho concordato con Simona, la pettinatrice, il taglio e la spedizione all'associazione "Un angelo per capello", che si occupa appunto di raccogliere capelli donati e distribuire parrucche ai malati».
E così ha fatto. Nei giorni scorsi, nel negozio di Gallareto, i fatidici due "zac" che hanno sancito un momento importante per Bruna. Ne sono venute fuori due trecce da circa 42 cm che proprio stamattina sono state spedite in una scatola all'associazione.
«Sono felice di quello che ho fatto e invito tutti coloro che tagliano i capelli lunghi a fare altrettanto - conclude Bruna, che aggiunge - Mentre Simona mi tagliava i capelli, in attesa c'era una signora che aveva conosciuto il calvario della chemioterapia e quando ha saputo che avrei donato le trecce mi ha detto una cosa sola "Grazie". Mi sono commossa».
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