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Ambiente

«Cambiamo le regole della compensazione per l'abbattimento di alberi, guardiamo il valore di tutto l'ecosistema»

SEquS Asti interviene nel dibattito pubblico dopo l'annuncio del taglio di nove platani in viale Pilone

La protesta degli ambientalisti per i sette platani

L'ultimo sit in del Comitato SEquS Asti prima dell'abbattimento dei platani di corso Savona

«Gli alberi non si contano: si valuta il contributo che offrono alla qualità della vita delle persone e agli equilibri dell'ecosistema urbano». Così, SEquS Asti interviene nel dibattito pubblico dopo l'annuncio dell'abbattimento di nove platani in viale Pilone, un'operazione resa necessaria per contrastare la diffusione del cancro colorato. Il taglio delle piante inizierà lunedì e dovrebbe durare quattro giorni. Sebbene il sodalizio riconosca che la normativa imponga l'abbattimento per ragioni sanitarie, il dibattito si sposta sulla necessità di rivedere profondamente il concetto di compensazione ambientale. Secondo gli ambientalisti, non basta distinguere tra interventi sanitari e scelte urbanistiche, ma occorre interrogarsi su come venga restituito alla collettività il valore dei servizi ecosistemici garantiti da alberi maturi.

Attualmente, le compensazioni seguono un criterio puramente numerico, spesso basato sulla sostituzione di un esemplare abbattuto con uno o due nuovi alberi, un sistema che SEquS definisce troppo semplificato. Un grande platano adulto, infatti, non è un semplice elemento di arredo, poiché «la sua chioma intercetta migliaia di litri d'acqua piovana, assorbe anidride carbonica, filtra polveri sottili, produce ossigeno, attenua il calore estivo e crea ombreggiamento». Questi benefici non possono essere ripristinati nell'immediato piantando giovani esemplari, che hanno capacità ecologiche drasticamente inferiori rispetto ai giganti verdi decennali.

Per superare questo limite, l'agronomo Lorenzo Tinacci ha elaborato, all'interno della "Carta dei diritti degli alberi", un criterio innovativo fondato sulla superficie della chioma. I dati tecnici evidenziano una disparità netta: mentre un platano di viale Pilone ha una chioma con un raggio tra i nove e i dieci metri (stimata sul calcolo delle chiome dei platani di corso Savona, molto simili, abbattuti per fare posto all'urbanizzazione dell'area e al nuovo supermercato Lidl), un giovane albero appena piantato ha un raggio di circa un metro e mezzo.

Seguendo la proposta di compensare almeno il 50% della superficie fogliare perduta, emerge un dato che fa riflettere: «Per raggiungere tale obiettivo sarebbero necessarie circa 150 nuove alberature per sostituire solo i nove platani che saranno abbattuti». Una stima che, dicono da SEquS, non vuole essere una provocazione irrealistica, ma serve a dimostrare scientificamente quanto il tradizionale sistema "uno a uno" sia distante dal compensare realmente la perdita ecologica.

La questione assume anche un valore politico e amministrativo, poiché SEquS sottolinea come il Comune di Asti disponga già di un Regolamento del Verde. Questo documento è il frutto di un lungo percorso partecipativo che ha coinvolto tecnici e associazioni, ma non è mai stato portato in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. L'associazione chiede quindi che tale regolamento venga finalmente adottato, integrando al suo interno criteri di compensazione che privilegino la tutela delle funzioni ecosistemiche. L'obiettivo finale non è la piantumazione di alberi simbolici, ma l'impegno concreto per «restituire alla città, per quanto possibile, le funzioni ecologiche perdute» e garantire così un futuro più sostenibile al territorio urbano.

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