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Organo parrocchiale

Il silenzio del Lingiardi e il sogno di un ritorno: la melodia di Mario Garlando che Casorzo non vuole dimenticare

Oltre metà della cifra necessaria per restaurare l'antico organo della parrocchia è già stata raccolta grazie alla degustazione solidale organizzata dalla Cantina di Casorzo con il Lions Club Viarigi Terre del Ruchè e del Malvasia

Mario Garlando

Mario Garlando all'organo Lingiardi della chiesa parrocchiale di Casorzo

Per i cittadini di Casorzo Monferrato, il suono dell’antico organo Lingiardi non era solo musica, era la voce stessa del paese. Quella voce aveva il volto e le mani di Mario Garlando, che per oltre settant'anni ha salito i ripidi gradini della scala a chiocciola della chiesa parrocchiale. Scomparso lo scorso 19 marzo a 97 anni, Garlando è stato il custode di una tradizione che oggi il paese intero sta lottando per non perdere.

Un “accompagnatore” d'eccezione

Nonostante il ruolo centrale che aveva nel paese, che ha servito anche come sindaco per 25 anni e come maestro elementare, Mario conservava un'umiltà d'altri tempi. Il figlio Vincenzo Garlando, medico e past president dei Lions Club Viarigi Terre del Ruchè e del Malvasia, lo ricorda così: «Lui amava dire: “Io non sono un organista, accompagno i canti”». Eppure, con la sua tecnica, portò la “Cantoria” di Casorzo a un livello musicale di assoluto prestigio, come le esecuzioni della Messa a tre voci di Lorenzo Perosi o le messe gregoriane della Missa De Angelis, durante le quali Mario batteva il tempo con la testa e dirigeva i cantori che lo circondavano.

Un aneddoto recente testimonia la sua caratura.  Durante un funerale nel settembre 2024, quando il Lingiardi era ormai inutilizzabile e le celebrazioni venivano accompagnate da un altro strumento, Mario, allora novantaseienne, sedeva comunque alla tastiera. Accanto a lui c'era un giovane uomo, parente del defunto, che desiderava onorare la funzione con il proprio canto. Non riconoscendolo e scambiandolo per un semplice fedele volenteroso, Garlando accettò di buon grado di accompagnarlo. «Mio padre accettò con pazienza – racconta il figlio Enzo con un sorriso - cercando di concordare un programma di massima improvvisato e premurandosi di spiegargli i dettagli tecnici e musicali per evitare figuracce dovute all'improvvisazione». Solo a funzione conclusa, il maestro si rese conto di aver appena diviso la scena con il celebre tenore astigiano Enrico Iviglia, che si sentì onorato di aver condiviso quel momento di autentica e genuina passione con lo storico organista di Casorzo.

Il tenore Enrico Iviglia con Mario Garlando nella chiesa di Casorzo, settembre 2024

 Il tenore Enrico Iviglia con Mario Garlando nella chiesa di Casorzo il 17 settembre 2024

Il silenzio e l'ultima salita

L’organo, un prezioso manufatto della metà dell’Ottocento realizzato dalla ditta pavese Fratelli Lingiardi, era rimasto muto nell’agosto 2023, quando un violento temporale aveva causato gravi danni alla struttura della chiesa, rendendo lo strumento inutilizzabile. Pochi mesi prima di morire, Mario volle tentare un'ultima ascesa alla cantoria. «Siamo ancora andati su e l'ha acceso - ricorda il figlio con malinconia -. Si è messo lì, ha provato, ha rimesso tutti i suoi accordi e ha poi concluso tristemente: “No, non c'è più nessuna possibilità di suonarlo... io quest'organo non lo suonerò mai più”».

La rinascita: un territorio che fa rete

Oggi quel silenzio sta per essere spezzato. Grazie a una degustazione solidale organizzata pochi giorni fa dalla Cantina di Casorzo in collaborazione con il Lions Club Viarigi Terre del Ruchè e del Malvasia, è stata già raccolta oltre la metà dei fondi necessari al restauro dello strumento.

Un momento della serata solidale

Un momento della serata solidale

Il successo dell'iniziativa risiede in una visione condivisa del bene comune. Michele Barbano, presidente della Cantina di Casorzo, ha detto: «La mission della nostra cooperativa e quella dei Lions sono molto simili: entrambe, in modi diversi, sono al servizio del territorio. Condividiamo la volontà di mantenere vivo questo territorio, accompagnare il ricambio generazionale in agricoltura, custodire il legame con la natura e tramandare un patrimonio unico come il Malvasia di Casorzo. Solo tutelando le nostre risorse potremo costruire il futuro».
Anche le istituzioni riconoscono il valore di questa mobilitazione. Il vicesindaco Diego Deambrosis ha detto che «questa iniziativa lascia un segno concreto e rafforza il senso di comunità», mentre Massimo Chiara, presidente del Lions Club, ha aggiunto: «Siamo riusciti a intervenire dove c’era una necessità concreta, con l’obiettivo di restituire nuova vita a un bene che appartiene alla comunità».

degustazione Cantina Casorzo

Un altro momento della degustazione alla Cantina di Casorzo

I prossimi passi

Oggi l'impegno per il restauro è diventato per Enzo una missione personale e collettiva: «Ho promosso questa iniziativa anche in onore di mio padre, certamente. Ma il successo dipende da un passaggio fondamentale: la messa in sicurezza della vetrata della facciata della chiesa, che cede a ogni temporale violento». Solo dopo questo intervento l'organo potrà essere riparato definitivamente.
Il sogno, seppur Enzo preferisca non focalizzare l'attenzione solo sulla sua famiglia, sarebbe vederlo tornare a suonare l'8 aprile 2027, giorno in cui Mario avrebbe compiuto 99 anni. Un regalo per il “maestro” che ha insegnato a un intero paese come la musica e l'impegno civile possano essere un unico, grande spartito.

organo Lingiardi

 

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