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27 Luglio 2026 10:10:47
Un momento del seminario “Asti territorio inclusivo: politiche e percorsi per una società che accoglie”
«Quello di questa sera non è solo un seminario sull’inclusione, – ha esordito l’educatore Domenico Massano, presentando il convegno “Asti territorio inclusivo: politiche e percorsi per una società che accoglie”, che si è svolto venerdì alla scuola Cpia – ma vuole essere anche un momento nel quale la città si interroga sulla comunità che è oggi e su quella che vuole diventare». Parlare di inclusione significa prima di tutto parlare di persone, di storie, di passioni e di progetti di vita «e a questo proposito – ha aggiunto Massano – è prezioso il messaggio che Papa Francesco ha lasciato: 'di fronte alle migrazioni non è sufficiente una risposta emergenziale o amministrativa, occorre piuttosto costruire una cultura dell’incontro, capace di superare la paura, la distanza e l’indifferenza'. Francesco – ha concluso l’educatore - ha riassunto questo impegno in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Principi che devono diventare realtà soprattutto a livello locale».
Si è parlato di cifre e percentuali, durante l’incontro, di segnali positivi e disuguaglianze. «Partiamo dai dati della nostra provincia – ha detto Giuseppe Morabito, segretario generale Cgil di Asti – dove gli stranieri residenti risultano attualmente essere 23.665, cioè l’11,4% della popolazione della provincia di Asti mentre nel nostro comune, al 1° gennaio 2025, c’erano 8.949 stranieri residenti. Una cifra – ha commentato Morabito – che ci fa pensare come il fenomeno dell’immigrazione sia una delle principali sfide e opportunità per il nostro territorio».

Giuseppe Morabito, segretario generale Cgil di Asti
Presenti, tra gli altri, anche Loretta Bologna, assessore comunale all’Istruzione, Paolo Maccario, responsabile ufficio Migrantes, Lamine Sow, del coordinamento immigrati della Cgil, Davide Bosso, dirigente del Cpia, Mauro Bosia di Uniti si Può, Mbaye Deme, presidente Asiap, Yasmin Diaby, Italo-Ivoriana e Aida Faye Dip, Italo-Senegalese. «In Italia gli stranieri occupati sono il 10% - ha sottolineato Lamine Sow – e gli infortuni che li riguardano sono abbastanza alti, non perché queste persone non usano le precauzioni di sicurezza ma, piuttosto, perché fanno i lavori più pericolosi. Come percentuali anche a livello piemontese i lavoratori stranieri sono circa il 10%».
La comunità di immigrati locale più numerosa è quella rumena (26,4%), seguita da quella albanese (17,0%), Marocco (9,9%), Macedonia (6,0%), Nigeria (3,7%), Bulgaria (3,2%), Cina (2,4%), Pakistan (2,3%), Perù (2,0%), Ucraina (1,9%), Moldavia (1,9%), Senegal (1,4%), Tunisia (1,4%), Bangladesh (1,1%) e Costa d’Avorio (1,0%). «Il Cpia è il simbolo dell’integrazione – ha affermato Loretta Bologna – il nostro sistema scolastico è in prima linea, tutto questo ha richiesto impegno da parte dei docenti ma sta dando buoni frutti».
L’incontro è stato sostenuto da Cgil Asti, Cgil Piemonte e Cpia Asti ed è giunto a queste conclusioni e richieste: rispetto delle tempistiche nel rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, maggiore efficienza degli sportelli, certezza del diritto di soggiorno nelle more del rinnovo del permesso, aumento del personale negli uffici immigrazione della Questura, governance coordinata delle politiche di integrazione, percorsi di inserimento socio-lavorativo, servizi di mediazione culturale, valorizzazione delle competenze dei cittadini di Paesi terzi e partecipazione attiva alla vita economica, sociale e culturale della comunità.
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