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Monfrà Stories Live: Anna Rosa e il presepe che ha dato vita alle piazze

L'episodio sulla restauratrice e presepista di Aramengo, tra miniaturismo, riciclo creativo e il futuro museo ARA è in programma domenica 8 agosto

Monfrà Stories Live: Anna Rosa e il presepe che ha dato vita alle piazze

La rassegna Monfrà Stories Live ha fatto ritorno dopo il successo dell’estate-autunno 2025, che ha raccolto centinaia di curiosi sotto il grande schermo esibito nelle piazze dei piccoli paesi (Aramengo, Capriglio e Piovà Massaia), costruendo qualcosa che somiglia più a una comunità temporanea che a una rassegna cinematografica.

La seconda stagione della docuserie prodotta da Roundwood Studios, il collettivo indipendente di due giovani registi astigiani, Leonardo Medesani e Chiara Gianusso, ha proposto la proiezione in anteprima dell’episodio dedicato alla storia di Anna Rosa Nicola, nata a Torino in una modesta casa-laboratorio in Borgo Vanchiglia, cresciuta in mezzo all’arte in una famiglia di restauratori, poi trasferita nel cuore del piccolo paese di Aramengo.

Anna Rosa inizia giovanissima, come aiuto, a lavorare nell’atelier famigliare per poi dedicarsi al restauro a tempo pieno dal 1976, appena terminato il liceo, unitamente a Nicola Pisano suo compagno di banco, poi diventato suo marito. Insieme a lui è oggi titolare della Nicola Restauri, il laboratorio dove anche figlia, genero e nipote continuano a portare avanti una tradizione, giunta alla quarta generazione. Ma oltre alla passione per il restauro, Anna Rosa ne coltiva un’altra, tutta sua: quella di miniaturista e presepista.

La sua creatività, tenuta a freno nel lavoro di restauratrice, trova sfogo nel tempo in varie realizzazioni: dipinti, fiori di carta, costumi, oggetti vari. Il suo ormai famoso presepe nasce quasi per caso, nel 2005, lavorando con i bambini e ragazzi dell’oratorio di Aramengo e cresce esponenzialmente negli anni insieme alla sua passione, alimentata dall’approvazione e dal numero dei tanti visitatori, in costante crescita, che ogni anno, dal 2012, ne attendono l’esposizione presso l’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano (18.588 visitatori in meno di due mesi nell’ultima edizione).

Oggi il villaggio in miniatura si sviluppa su oltre 70 metri quadrati, conta oltre 450 personaggi, che animano botteghe, antichi mestieri e scene di vita quotidiana, con migliaia di microscopiche miniature, realizzate in cera, che ripropongono in scala ridottissima frutta, verdura, pane, salumi, formaggi e piatti tipici della cucina piemontese (e non solo).

Sorprendente è l’estroso reimpiego che Anna Rosa fa di alcuni materiali di riciclo, per ricreare fedelmente oggetti di uso comune, anche questi in scala estremamente ridotta. E da Vezzolano prestissimo le miniature e il presepe di Anna Rosa troveranno, nel futuro Museo ARA (acronimo di Anna Rosa Arte), una sede stabile e fruibile tutto l’anno.

«Sentivamo la necessità – spiegano i due registi – di una divulgazione culturale del nostro territorio più accessibile e coinvolgente, adatto ad un pubblico di tutte le età, con l’obiettivo di restituire la narrazione nel cuore pulsante dei piccoli paesi: le piazze. Ed il linguaggio del cinema fa proprio questo, perché quando vedi casa tua sul grande schermo, qualcosa cambia».

Fino a ottobre 2026, Roundwood Studios rilascerà un episodio al mese per un totale di quattro eventi pubblici nelle quattro location dove sono stati girati gli episodi: Aramengo, Cocconato, Piovà Massaia e Asti. Il prossimo evento avrà luogo a Cocconato l’8 agosto alle ore 21, con l’episodio dedicato a tecniche di agricoltura alternative e in equilibrio con la natura.

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