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Il caso

Il farmacista Luca Bocco Ghibaudi denuncia: «I rifiuti lasciati a terra attirano i topi: ora basta»

In corso Alba il titolare della Sanitas chiede di spostare i cassonetti “smart” che stanno creando problemi. Intanto racconta le criticità anche per l'assistenza sanitaria: «Circa 900 pazienti sono rimasti senza medico di base»

Il dottor Luca Bocco Ghibaudi, titolare della farmacia Sanitas

Il dottor Luca Bocco Ghibaudi, titolare della farmacia Sanitas

Asti, corso Alba. Davanti a un presidio sanitario per il quartiere, «la situazione ha superato i limiti della decenza». Il dottor Luca Bocco Ghibaudi, titolare della farmacia Sanitas, ha deciso di denunciare lo stato di abbandono e le criticità strutturali che affliggono la via e, più in generale, l’intera zona. Una testimonianza raccolta in primis da Roberto Marmo e Mauro Cuniberti, della lista civica Città Amica, accorsi per documentare una realtà fatta «di incuria, disinteresse amministrativo e mancanza di risposte dalle istituzioni».

Il primo punto riguarda la gestione dei rifiuti. Con l’introduzione della raccolta verticale, davanti alle vetrine della farmacia è nata una sorta di ecostazione, alcuni la definirebbero discarica, provocata dall’abbandono indiscriminato di sacchetti dell’immondizia a terra. Nonostante le proteste, i cassonetti (inizialmente posizionati proprio a ridosso dell’ingresso della farmacia) sono stati spostati di qualche metro, giusto per non oscurare del tutto la vetrina per le quale il titolare paga 600 euro all'anno di tassa pubblicitaria.

I cassonetti posizionati a pochi metri dall'ingresso della farmacia Sanitas

Ma ciò che preoccupa è altro: «È scandaloso, - spiega il farmacista - i rifiuti a terra attirano i topi che corrono tra i sacchetti anche in pieno giorno. E’ un rischio igienico-sanitario inaccettabile davanti a un presidio sanitario che deve sottostare a rigide ispezioni Asl. Chiedo che questi bidoni vengano spostati in una zona più consona perché è anche assurdo che siano stati posizionati qui davanti togliendo parcheggi, previsti, a un presidio sanitario e allo studio medico». Oltre al decoro, c’è il dramma dei servizi. Nel quartiere circa 900 pazienti sono rimasti senza medico di base dopo il trasferimento di un professionista non sostituito. Sono in gran parte di anziani con problemi di deambulazione che, non potendo recarsi in centro, si rivolgono alla farmacia per consigli. Situazione già denunciata all’Asl che, però, non può obbligare un medico a trasferirsi in un dato studio. La viabilità non è meno problematica. «La mancanza di una tangenziale convoglia tutto il traffico su corso Alba, - aggiunge il farmacista - mentre avrebbero dovuto costruire la pista ciclopedonale fino al sottopasso del cimitero. Oggi ci sono tanti anziani che si recano al cimitero camminando in mezzo alla strada perché non esistono marciapiedi».

Roberto Marmo, il dottor Luca Bocco Ghibaudi e Mauro Cuniberti

Marmo e Cuniberti, ascoltando lo sfogo del dottore, si dicono «profondamente amareggiati». Per i rappresentanti di Città Amica, la vicenda è l'emblema del «disinteresse dell'amministrazione comunale verso i problemi reali dei cittadini». «È una situazione che potrebbe essere risolta con un briciolo di buon senso, spostando i bidoni in aree idonee e garantendo la sostituzione del medico di base, ma che invece continua a trascinarsi nell'inerzia più totale» aggiungono i due esponenti della lista civica.

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