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Associazione in festa

L'impronta del volontariato a Casorzo: Aruanà festeggia 29 anni di solidarietà senza confini

Dalla scintilla della fondatrice Rita alla nuova guida di Maria Rosa: la storia di una "ruota" che da quasi trent'anni gira per non lasciare nessuno solo

29 anni Aruanà Casorzo

La nuova presidente Maria Rosa Dell'Angelo e la fondatrice e presidente storica Pier Rita Calcagno

C’è una ruota che a Casorzo non smette di girare: è quella di Aruanà che oggi, domenica 19 luglio, ha festeggiato i suoi primi 29 anni. Tra le mura del Salone Comunale in piazza Verdi, si è respirata la storia di una solidarietà senza confini, capace di illuminare il Monferrato con la forza discreta dell'ascolto. Un anniversario che non è solo un traguardo numerico, ma l'impronta indelebile di chi ha scelto di fare del dono gratuito il proprio centro di gravità permanente.

Il "passo avanti" di una storia che non finisce

L'atmosfera è vibrante, carica di quella commozione che solo i traguardi condivisi sanno regalare. Al centro della scena, due donne che rappresentano il passato, il presente e il futuro di questa realtà. Pier Rita Calcagno, la fondatrice e "presidente storica", ha lasciato (ma mai del tutto!) la guida dopo 28 anni di dedizione. Al suo fianco Maria Rosa Dell'Angelo, la nuova presidente che risiede a Vignale, un paese vicino. Il suo coinvolgimento è iniziato quasi per gioco o, come lei stessa lo ha definito, per un "gemellaggio socioculturale e religioso" tra i due paesi, favorito anche dal fatto che condividono lo stesso parroco, John Ahlina-Atama.
Maria Rosa racconta di essere arrivata ad Aruanà insieme alla sua collega della biblioteca, Mariuccia, inizialmente solo come volontaria per rispondere al desiderio di Rita di allargare il gruppo. Riguardo al suo nuovo ruolo, racconta con un sorriso che, quando è arrivato il momento di eleggere il nuovo presidente, «tutti hanno fatto un passo indietro, io ho fatto il passo in avanti. Dalla platea al palcoscenico». Ha accettato l'incarico senza sapere quasi nulla di Aruanà a livello tecnico, ma con la predisposizione d'animo di chi ha «la mente e soprattutto il cuore aperto a questa esperienza».

Aruanà 29 anniRita e Maria Rosa con J'Arliquato

Un'impronta che non si cancella

Il nome stesso, Aruanà, racchiude una filosofia profonda: deriva da “ruanà”, il segno lasciato dalla ruota del carro sul terreno.  L’associazione spera di lasciare un segno, una traccia, “na ruanà” nel cuore di chi si rivolge a lei. Nata per aiutare chiunque avesse bisogno, gratuitamente e senza distinzioni, Aruanà ha fatto dell’ascolto la sua prima attività, fondamentale per cogliere i problemi reali delle persone, non solo a Casorzo ma in tutto il territorio circostante e oltre. «Se non riusciamo a fare qualcosa perché non siamo il Padre Eterno, camminiamo a fianco perché nessuno si senta mai solo», spiega Rita con la semplicità di chi ha fatto del bene la propria ragione di vita.

Il legame con il presidente Scalfaro

La storia di Aruanà è fatta di piccoli gesti e di grandi contatti. Rita ricorda con emozione il legame con il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, con cui scambiò un fitto e "voluminoso" carteggio. Tutto iniziò da una lettera inviata per aiutare una persona; il presidente volle incontrarla a Torino, colpito da quella donna "un po' matta" che scriveva al Quirinale per i suoi concittadini.

L'etica del dono: il rifiuto dei 20.000 euro se non per fare del bene

Ma il cuore di Aruanà batte soprattutto tra la gente comune. Un aneddoto emblematico della sua integrità riguarda una signora di Varese, che le offrì 20.000 euro affinché Rita comprasse un'auto nuova per sé, stanca di vederla usare il proprio mezzo privato per l'associazione. Rita rifiutò il denaro per uso personale, proponendo invece di utilizzarlo per la collettività. Quei soldi vennero così impiegati per stipulare una convenzione con la Croce Rossa per garantire il trasporto gratuito di persone in difficoltà verso le strutture sanitarie. Oggi quell’auto, una Doblò che porta il logo di Aruanà e il ricordo di Daniele, nipote della donatrice, continua a macinare chilometri di solidarietà.

Un parco macchine... di umanità

Non solo trasporti. Aruanà è celebre per il suo prezioso "parco ausili": deambulatori, sedie a rotelle, letti per disabili, prestati gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta. Non è un servizio che vuole sostituirsi all'Asl, ma un ponte che riempie quel vuoto burocratico tra la domanda e la risposta pubblica. Un aiuto che ha superato i confini di Casorzo, raggiungendo Casale, Valenza, Moncalvo e anche Genova.

Cosa fa Aruanà Odv

Trasporto gratuito per visite ed esami: servizio effettuato per supportare chi ha difficoltà a raggiungere le strutture sanitarie.
Incontri di prevenzione e informazione: organizzazione di sessioni informative su temi come diabete, pressione arteriosa, prevenzione dei traumi e manovre di rianimazione di base.
Prestito di ausili per non autosufficienti: fornitura gratuita di attrezzature come deambulatori, sedie a rotelle e letti per disabili, per colmare i tempi di attesa del servizio sanitario pubblico.
Aiuto a persone in difficoltà: sostegno diretto a singoli e famiglie che attraversano momenti di fragilità economica o sociale.
Assistenza burocratica: aiuto concreto nel disbrigo di pratiche amministrative, burocratiche e pensionistiche.
Socialità e aggregazione: promozione di momenti conviviali, per contrastare la solitudine e rafforzare il legame comunitario.

attività Aruanà

La modernità che resta carne e sangue

Oggi l'associazione si è modernizzata: ha un Pc, una Pec, una firma digitale e una presenza sui social come Facebook e Instagram. Ma, come ha sottolineato con forza la nuova presidente Maria Rosa nel suo discorso, il cuore di Aruanà resta «carne, sangue e amore». E la scintilla scaturita dalla volontà di Rita, o meglio da un suo sogno, che si è concretizzato nel 1997 grazie al sostegno di figure come Sergio La Terra Maggiore, ai tempi funzionario del Co.Ge.Sa e Giuseppe Pavese, allora sindaco di Casorzo, non si è mai spenta.

La festa e il futuro

La domenica è scivolata via tra le note del gruppo folcloristico J’Arliquato, che ha aperto il pomeriggio con "La Bergera", quasi un inno del Piemonte. C'erano i volontari di oggi – Bruna, Carmen, Luisa, Michela, Adele, Germana, Mariuccia – l'attivissima Pro Loco e il ricordo di chi non c’è più, come Mariangela Cotto, che «aveva dato una grossa mano» all'associazione. In un mondo che spesso corre troppo veloce, Aruanà ci ricorda che la vera felicità sta nel dono. «Per essere felici? Donate», è l'ultimo messaggio di Rita ai giovani.
E mentre la musica di Casorzo è sfumata nel tramonto, resta la certezza che questa ruota non smetterà di girare. Il 30° anno è già iniziato: se il cuore continuerà a guidare le menti, Aruanà sarà ancora lì, pronta a rispondere perché, come dicono i soci, «l'importante non è solo arrivare a destinazione, ma non lasciare che nessuno percorra la strada in solitudine».
Buon compleanno Aruanà.

 

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