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Asl AT
15 Luglio 2026 11:32:12
A Canelli è stata inaugurata la Casa della Comunità con l'assistenza medica primaria h24
Il taglio del nastro avvenuto in via Solferino 124 segna un momento molto atteso per la sanità astigiana, ufficializzando l'apertura della Casa della Comunità di Canelli. La struttura, già operativa dallo scorso 18 maggio e validata da esperti indipendenti, rappresenta uno dei pilastri della riorganizzazione sanitaria territoriale prevista dal DM 77 e sostenuta dai fondi del Pnrr. All'evento hanno partecipato gli assessori regionali alla Sanità Federico Riboldi e alle Infrastrutture Marco Gabusi, il Direttore Generale dell'Asl At Giovanni Gorgoni, il presidente della Provincia Simone Nosenzo e la sindaca di Canelli Roberta Giovine.
L'intervento architettonico e funzionale ha richiesto un investimento complessivo di 1.237.750 euro derivanti dal Pnrr, fondi che hanno permesso la completa riqualificazione di 410 metri quadrati dell'immobile. Lo spazio è stato concepito per diventare il punto di riferimento centrale per una popolazione di oltre 25.000 abitanti, distribuita su un territorio che comprende ben sedici comuni: Bubbio, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole delle Lanze, Cessole, Coazzolo, Costigliole d’Asti, Loazzolo, Monastero Bormida, Olmo Gentile, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Serole, Sessame e Vesime. L'obiettivo dichiarato dai vertici sanitari è quello di offrire una presa in carico integrata che riduca le distanze tra il cittadino e i servizi essenziali.
Il cuore della nuova struttura è l'assistenza medica, garantita senza interruzioni 24 ore su 24 per l'intera settimana. Questo risultato è possibile grazie alla sinergia tra un medico dedicato alla Casa della Comunità, i sette medici di Medicina Generale dell'AFT locale, il pediatra di libera scelta e il servizio di Continuità Assistenziale. Accanto a loro operano dodici unità infermieristiche, disponibili dodici ore al giorno per attività che spaziano dall'accoglienza alla gestione della cronicità e al supporto domiciliare per i caregiver.
L'offerta sanitaria si estende ben oltre la medicina di base, integrando ambulatori specialistici che coprono branche fondamentali come la Cardiologia, la Geriatria, la Diabetologia, la Neurologia, la Reumatologia e l'Ortopedia. I cittadini possono inoltre usufruire di un Punto Prelievi, dello sportello amministrativo Cup e di un Punto Unico di Accesso integrato, dove infermieri e assistenti sociali collaborano strettamente per orientare l'utenza. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla salute mentale e psicologica, con la presenza della Psicologia delle Cure Primarie e di personale del Centro di Salute Mentale.
Un'ampia sezione della struttura è dedicata alla salute della donna e dell'infanzia, potenziando l'attività consultoriale con percorsi di screening oncologico legati al programma Prevenzione Serena, supporto alla gravidanza, sostegno all'allattamento e massaggio infantile. Sul fronte riabilitativo saranno attivati nuovi spazi con due palestre dedicate alla fisioterapia, aree per il training del passo e la terapia fisica, il servizio di logopedia dell'età evolutiva e la nuova figura del terapista occupazionale, destinata ad attività di prevenzione, educazione e supporto ai pazienti e ai caregiver.

Da sinistra l'assessore Marco Gabusi, il direttore generale dell'Asl AT Giovanni Gorgoni e l'assessore Federico Riboldi
«La Casa della Comunità rappresenta il nuovo modello di sanità territoriale previsto dal DM 77: un luogo nel quale professionisti diversi lavorano insieme per garantire ai cittadini un'assistenza sempre più vicina, integrata e continua, riducendo gli spostamenti e migliorando la presa in carico delle persone, in particolare di quelle più fragili» ha spiegato il direttore generale dell’Asl At Giovanni Gorgoni.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Gabusi ha ricordato che «qui sorgeva un ospedale, donato tanti anni fa ai canellesi dagli imprenditori della città. Un ospedale che nel 1990 era stato completamente ristrutturato che però nel 2006 venne chiuso; una ferita aperta per il nostro territorio e per la nostra comunità che, almeno parzialmente, con l'inaugurazione di oggi chiudiamo. Questo edificio torna a vivere, non soltanto grazie al recupero di una porzione dell'immobile ma soprattutto grazie ai servizi che ospita. La vera differenza la fanno le persone e i servizi. E qui, dal 19 maggio, sono presenti medici ventiquattr'ore su ventiquattro, un presidio sanitario concreto, capace di offrire risposte ai bisogni della comunità».
«Oggi troviamo un’opera completata, un edificio che ha dignità dal punto di vista architettonico, che accoglie i cittadini in un ambiente bello e funzionale, un luogo in cui bellezza e salute si incontrano - ha aggiunto l’assessore alla Salute della Regione Federico Riboldi - Desidero innanzitutto ringraziare il Direttore Generale Giovanni Gorgoni, che ha assunto la guida di questa Azienda e la sta interpretando nel migliore dei modi, insieme a tutta la sua squadra. Un team numeroso e competente che ha dimostrato, con i cantieri finanziati dal Pnrr, con gli interventi di edilizia territoriale e con il grande progetto dell’Ospedale della Valle Belbo, il primo nuovo ospedale che inaugureremo nell’ambito del programma di edilizia sanitaria piemontese, di essere un gruppo affiatato e capace di raggiungere risultati concreti. Il dato più importante è che da quest’anno il Piemonte può contare su circa 170 nuove strutture operative dedicate all’assistenza sanitaria e sociosanitaria territoriale».
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