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Monale

L'angolo del riciclone: lasci quello che non usi più e prendi gratis quello che ti serve

La singolare idea di un impresario ha preso piede: «Tutti i Comuni dovrebbero avere un posto così, antispreco»

L'angolo del riciclone: lasci quello che non usi più e prendi gratis quello che ti serve

C’è chi parla di riciclo e di antispreco e c’è chi, nel suo piccolo, lo pratica con una iniziativa del tutto personale che però funziona.
Lo sanno bene i residenti e i pendolari che percorrono ogni giorno la strada che da Baldichieri conduce a Monale e sul rettilineo prima del paese hanno visto nascere e crescere “Il Riciclone”.
Prima un angolino minuscolo, poi una piccola tettoia e uno scaffale per i libri e oggi, a distanza di poco meno di un anno, un luogo dove gli amanti del riciclo buttano sempre un occhio ogni volta che passano davanti.
Tutto su proprietà privata che costeggia la strada. L’idea è stata di Luca Pelissetti, impresario edile ma anche “sgomberatore” di case.
«Nel mio lavoro mi capita tantissime volte di dover vuotare delle case e delle cascine - spiega - e mi piange il cuore dover portare in discarica degli oggetti ancora belli e integri. Non parlo solo di pezzi di antiquariato ma anche di semplici mobiletti, pezzi di arredamento, piatti, pentolame, piccoli elettrodomestici, cestini, libri, giocattoli».
Una sensibilità alta per il riciclo che gli ha fatto nascere questa idea.
«Ho cominciato a portare a casa e selezionare gli oggetti ancora in buono stato. Poi li ho lasciati lì, a bordo strada ma sulla mia striscia di terreno con l’invito, a chi fossero serviti, di ritirarli gratis».
Nessun obbligo di alcun tipo. Uno si accosta, guarda, se trova qualcosa che piace lo carica e lo porta via. «Io sono ripagato dal sapere che quella cosa non è finita in discarica e ora è a casa di qualcuno a cui serve e che magari non poteva permettersi di comprarsela».
Nuova vita agli oggetti che ha avuto una ulteriore evoluzione.
«Così come si prende, si può lasciare. L’unica condizione - dice Pelissetti - è quella di non scaricare mobili ingombranti e, soprattutto, immondizia. Qui deve finirci solo roba in buona stato che può essere riutilizzata. Quello è lo scopo dell’angolo del Riciclone».
Un’idea semplice che è piaciuta tantissimo.
«Non ha idea di quante auto, durante la giornata, si fermano qua davanti. Chi per scaricare, chi per prendere qualcosa e spesso capita che alcune cose passino direttamente dal baule di chi le lascia a quello di chi ne ha bisogno. Tutto senza passaggio di denaro, nel puro spirito di non sprecare cose che ancora servono».
Pelissetti ha fatto una stima del materiale passato di mano in questo anno: intorno ai 400 quintali di oggetti che non sono finiti in discarica e sono andati a far contento qualcuno che li sta riutilizzando.
«E’ passato di tutto. Fra le tante cose un rasaerba a spinta che non è durato che qualche minuto, piccoli attrezzi, piatti, vassoi, tantissimi articoli per bambini. E poi l’oggetto più curioso: una sedia a rotelle portata da un ragazzo che l’aveva presa per un famigliare e non la usava più. Quasi subito è stata caricata da una famiglia che invece ne aveva un urgentissimo bisogno e non ha dovuto acquistarla».
D’inverno vanno molto anche porte e serramenti in legno lasciati lì, non fosse altro che per farne legna da bruciare.
Un discorso a parte quello della piccola libreria del Riciclone. «Sono tantissimi i libri che vengono lasciati e tutti vengono prelevati. A volte anche solo per essere letti e poi essere riportati per essere rimessi in circolo. Penso che siano transitati circa 5 mila libri nel nostro piccolo scaffale» dice Pelissetti che lancia anche un’idea ai tanti Comuni della zona: «Invece di ingolfare gli ecocentri e consegnare alla distruzione tante cose ancora utili, tutti i Comuni dovrebbero organizzare un angolo come il mio in cui la gente può lasciare e prendere quello che non usa più. Al Comune non costa nulla mentre per i cittadini sarebbe un servizio e un gran bell’esempio di riduzione di sprechi».
A fine anno, quello che rimane non ritirato insieme ad altri oggetti tenuti da parte da Pelissetti, finisce nel “mercatino dei bambini” il cui ricavato viene donato all’ospedale Regina Margherita di Torino.

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