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La denuncia

L'assessore Boccia si scaglia contro il writer che attacca la polizia scrivendo sui muri "sbirri assassini": «Sei un vigliacco» [VIDEO]

Lo chiama in causa in un video pubblicato su Facebook da via Sant'Evasio, ma la scritta incriminata è comparsa anche altrove

La scritta "sbirri assassini" comparsa al Bosco dei Partigiani

La scritta "sbirri assassini" comparsa al Bosco dei Partigiani

Un duro attacco contro chi imbratta i muri della città e insulta le forze dell'ordine. L'assessore comunale Giovanni Boccia ha espresso, attraverso un video su Facebook, una ferma condanna nei confronti dell'autore di una scritta comparsa in via Sant'Evasio, definendo il suo gesto come un atto di pura vigliaccheria.

Al centro di tutto c'è la frase "sbirri assassini", vergata in blu su un muro della zona est di Asti. In realtà quella scritta è comparsa anche in altre zone della città, come in un muro nel Bosco dei Partigiani, sempre uguale e probabilmente sempre a opera della stessa mano. Boccia, commentando l'accaduto, non ha usato mezzi termini, descrivendo l'autore dell'insulto come un «vigliacco» e uno «stupido» e la scelta del luogo non sarebbe stata casuale: il writer avrebbe agito in quel punto proprio per l'assenza di telecamere, cercando così di proteggere il proprio anonimato.

Oltre al contenuto offensivo per i poliziotti e le forze dell'ordine, Boccia ha sottolineato la natura illecita del gesto. «Imbrattare un muro rappresenta infatti un illecito e un danno alla comunità», un'azione che va a colpire il decoro urbano e il senso civico della cittadinanza. «Perché l'hai fatto? Perché hai imbrattato il muro» ha domandato l'assessore rivolgendosi al colpevole. L'assessore ha poi lanciato una provocazione diretta all'ignoto autore della scritta, invitandolo a riflettere sulla coerenza della propria posizione: «Quando sei in pericolo e chiami il 112, come classifichi gli sbirri: assassini o tuoi protettori?».

Boccia ha concluso l'intervento con un appello alla cittadinanza affinché si schieri sempre dalla parte delle forze dell'ordine, ribadendo che chiunque scriva simili frasi dovrebbe solo provare vergogna per le proprie azioni.

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