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«In Piemonte negli ultimi otto anni hanno chiuso oltre 3.000 operatori ambulanti»

I vertici nazionali e regionali di Ana-Ugl visitano il Mercato di Asti e rilanciano le proposte per sostenere la categoria in un momento definito molto preoccupante

I vertici nazionali e regionali di Ana-Ugl visitano il Mercato di Asti

I vertici nazionali e regionali di Ana-Ugl visitano il Mercato di Asti

Si è tenuta mercoledì mattina la visita istituzionale dei vertici nazionali e regionali dell’Associazione Nazionale Ambulanti (Ana-Ugl) al Mercato unificato di Asti che, alcune settimane fa, è stato parzialmente riportato in piazza Libertà e largo Saracco oltre a occupare la location di piazza del Palio. Spostamento che l'Ana-Ugl ha ricordato di aver promosso attivamente attraverso una costruttiva collaborazione con l'assessorato al Commercio.

L’incontro ha offerto l’occasione per fare il punto su una crisi di settore che appare drammatica: negli ultimi otto anni, la sola Regione Piemonte ha visto la chiusura di oltre 3.000 attività ambulanti, inserendosi in un contesto nazionale che conta ben 61.000 cessazioni dovute a pandemia, rincari energetici e concorrenza del commercio online.

Il segretario nazionale Ana-Ugl, Marrigo Rosato, ha lanciato un appello urgente al Governo per l'apertura di un Tavolo di Crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo non è l'ottenimento di bonus una tantum, ma l'attuazione di politiche attive, a partire dal blocco dei bandi legati alla Direttiva Bolkestein, giudicati dannosi per la categoria. A tal proposito, il presidente nazionale Ivano Zonetti e il segretario Rosato hanno richiesto un censimento nazionale delle concessioni sia libere sia occupate.

Tra le proposte più interessanti emerse durante l'incontro ad Asti, c'è anche l'introduzione della riscossione giornaliera del Cup (Canone Unico Patrimoniale) tramite un'apposita applicazione. A rilanciare la proposta sono stati il Presidente provinciale dell'Ana-Ugl Antonio Tinozzi e il segretario regionale Enzo Arleri: denominata "Pago se occupo", questa iniziativa permetterebbe agli ambulanti di versare il tributo solo per i giorni di effettiva presenza al mercato, azzerando di fatto le morosità e garantendo entrate certe al Comune. Tale metodologia è già stata sperimentata con successo a Torino fin dal 2021 e la proposta è quella di estenderla anche nella nostra città.

Oltre alla semplificazione dei pagamenti, l'associazione ha proposto una riduzione della tariffa del plateatico attraverso la zonizzazione delle aree mercatali. Ad Asti, lo spostamento delle aree dalla fascia 1, quella attuale e più cara, alla fascia 3 potrebbe portare a un risparmio di circa 400 euro l'anno per operatore. Parallelamente, è stato proposto un percorso di valorizzazione della storicità di mercati e fiere, sul modello di quanto già avviato nella Regione Lazio, per preservare queste tradizioni come elementi identitari della nazione.

I vertici astigiani dell'associazione, rappresentati da Tinozzi e Arleri, hanno espresso profonda soddisfazione per la collaborazione costruttiva con l'amministrazione comunale, in particolare con l'assessora al Commercio Loretta Bologna. Tinozzi ha voluto inoltre sottolineare «il buon rapporto umano e istituzionale» instauratosi con le altre sigle del settore, Anva e Fiva, in particolare con la presidente Gigliodoro: «Da questo spirito collaborativo si è giunti, dopo meno di un anno, a dare un futuro migliore allo storico Mercato di Asti» ha poi concluso. All'incontro ha partecipato anche il consigliere regionale Sergio Ebarnabo che si è detto disponibile a confrontarsi con gli operatori sulla proposta di investire nella valorizzazione storica dei mercati.

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