Manifestazione
07 Luglio 2026 10:24:03
Un momento dell'Asti Pride di due anni fa
«L'11 luglio non sfilerà soltanto la comunità Lgbtqia+, sfileranno tutte le persone che credono in una società più libera, più giusta e più umana. Abbiamo scelto come claim di Asti Pride 2026 “Diritti alla felicità” perché crediamo che la felicità non sia un privilegio riservato a pochi, ma un diritto che può esistere solo quando ogni persona è libera di essere se stessa, di amare, di autodeterminarsi e di vivere senza paura». Così Patrizio Onori, esponente dell'associazione Asti Pride, rilancia l'invito a tutti gli astigiani di partecipare al prossimo Pride in programma sabato.
Il percorso della parata si snoderà per circa 2,3 chilometri attraverso il centro cittadino. Il ritrovo è previsto per le ore 16 in viale alla Vittoria, nei pressi del Parco della Resistenza, per poi proseguire lungo corso Einaudi, corso Matteotti, via Grassi, via Brofferio e via Cavour. Il corteo si concluderà in piazza San Secondo intorno alle 20 dove si terranno i discorsi finali. Gli organizzatori hanno spiegato di aver scelto questo itinerario, concordato con la Questura, anche per evitare interferenze con il mercato cittadino in piazza Libertà.

Come a ogni Pride, anche ad Asti ci sarà una madrina d'eccezione scelta per essersi dimostrata, con il suo lavoro e la sua vita di tutti i giorni, vicina alle rivendicazioni lanciate dalla comunità arcobaleno. La madrina di Asti Pride 2026 sarà la rapper BigMama, nome d'arte di Marianna Mammone.
Nata ad Avellino nel 2000, l'artista si è imposta come una delle voci più incisive della scena urban italiana grazie a uno stile autobiografico che affronta temi come il body shaming, le discriminazioni e l'identità. La sua presenza è stata fortemente voluta dagli organizzatori anche per il valore simbolico del suo brano “Luca è gay", presentato al concerto del Primo Maggio, che Onori ha definito «una risposta potente e necessaria a vecchi pregiudizi». Ad affiancarla nel ruolo di “resident star" ci sarà, come da tradizione, Cristy McBacon.

«Riteniamo che oggi il Pride abbia un valore ancora più profondo rispetto al passato - spiega Onori - Non è una manifestazione contro qualcuno, ma una manifestazione a favore di qualcosa: della libertà, dell'uguaglianza, della dignità della persona, della democrazia e dello Stato di diritto.
Il Pride parla certamente delle comunità Lgbtqia+, ma parla anche di donne, di giovani, di educazione, di famiglie, di contrasto a ogni forma di discriminazione e di una società nella quale nessuno debba sentirsi invisibile, sbagliato o lasciato solo. Per questo rivolgo un invito non soltanto alla nostra comunità, ma a tutta la cittadinanza, alle associazioni, al mondo della scuola, della cultura, del volontariato, alle istituzioni e a chiunque creda che il rispetto delle differenze rappresenti una ricchezza e non una minaccia». Ancora una volta Asti Pride sfilerà sostenuto da tante associazioni, ma non dal Comune di Asti che non ha dato il patrocinio alla manifestazione dal momento che gli organizzatori non l'hanno neanche chiesto.

Sono tante, infatti, le divisioni politiche e di priorità che separano chi rappresenta la comunità Lgbtqia+ dall'amministrazione comunale con la quale Asti Pride da tempo lamenta la mancanza di un confronto per attivare progetti contro le discriminazioni di genere. «Quando si parla di questioni Lgbtqia+, a questa amministrazione pare che basti organizzare premi letterari - ha osservato Onori durate la presentazione del Pride - Ci mancherebbe, vanno bene i premi letterari, ma che questo possa esaurire l'impegno di un'amministrazione in una città come Asti, che sappiamo bene avere delle criticità sul fronte dell'inclusione, è francamente ridicolo».
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