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Carenza di organici e di spazi al Cpia: raccolte 2.300 firme

Presentato l’esito delle petizioni avviate dal Comitato sindacale del Centro istruzione adulti

Carenza di organici e di spazi al Cpia: raccolte 2.300 firme

Da sinistra Mario Li Santi e Paolo Fasano

Ammontano a 2.300 le firme a calce delle due petizioni avviate lo scorso aprile dal Comitato sindacale del Cpia, il Centro provinciale istruzione adulti con sede principale ad Asti, in piazza Da Vinci, e dieci succursali nei paesi, oltre che nella casa di reclusione di Quarto.

Formato dai docenti Paolo Fasano, Piercarla Mossino e Paola Piglia, il comitato ha voluto focalizzare l’attenzione su due questioni: i problemi degli spazi e la carenza di organico.

Per quanto riguarda il secondo punto, la petizione chiede all’Ufficio scolastico territoriale «di ripristinare l’organico di diritto». «Attualmente - è stato sottolineato nella petizione - il Cpia astigiano comprende in totale 32 docenti in organico di diritto, a fronte di un fabbisogno stimato di 54 insegnanti, necessario per garantire la continuità didattica, la qualità dell’offerta formativa e la risposta adeguata alla domanda crescente».

Evidenziata anche la carenza di personale Ata, in particolare per quanto riguarda i collaboratori scolastici e per l’assenza di un assistente tecnico responsabile dell’apparato tecnologico del centro.

Al sindaco Rasero e alla sua giunta è rivolta poi la seconda petizione, inerente i locali della sede. «Chiediamo un immediato intervento degli enti locali - scrivono - che garantisca al Cpia di continuare a svolgere adeguatamente la sua funzione, nell’interesse della cittadinanza e del territorio. Riteniamo fondamentale che sia inserito il completamento del recupero dello Spazio Vinci, il complesso in cui è ospitata la sede di Asti, tra le priorità urgenti del Piano di edilizia scolastica del Comune. Chiediamo inoltre che il Comune stanzi i fondi necessari per il recupero delle ali laterali e frontale dell’edificio».

A fare il punto sull’esito delle petizioni, nei giorni scorsi, la Flc Cgil, categoria che, insieme al sindacato a livello confederale, ha supportato concretamente l’iniziativa, raccogliendo le firme nelle proprie sedi, facendo anche da “cassa di risonanza” alle due petizioni (che erano state supportate con un comunicato unitario anche dai sindacati firmatari di contratto: Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal).

Ad intervenire Mario Li Santi, segretario generale provinciale della categoria, insieme a Paolo Fasano e ad altri docenti del Cpia.

«L’istituto di istruzione adulti - ha affermato Li Santi - è una realtà in forte crescita (+44%) che conta 3.490 iscritti. Riveste una utilità sociale molto significativa. Innanzitutto è fonte di integrazione, considerata l’elevata presenza di stranieri che lo frequentano per seguire corsi di alfabetizzazione che consentono loro anche di lavorare in modo più sereno e sicuro. Quindi rappresenta un’opportunità di riqualificazione nel mondo del lavoro, in virtù dell’ampio ventaglio di corsi che propone, dalle lingue straniere all’informatica, nell’ottica della continuità educativa. Senza contare l’importante opportunità che offre a coloro che, ormai adulti, vogliono completare un percorso scolastico irregolare. Per questi motivi, e per il fatto che è l’istituto statale più frequentato della nostra provincia, necessita di risposte concrete».

D’accordo gli insegnanti presenti all’incontro, che hanno sottolineato due questioni fondamentali. «Per quanto riguarda gli organici - hanno affermato - chiediamo che venga assicurata la “quota” che ci spetta per legge. Anche se per il prossimo anno è stato aumentato di 4 docenti, è ancora lontano dal fabbisogno di 54 professori stabilito dalla normativa. Per quanto riguarda, invece, i locali, il fatto che alcune classi siano ospitate all’ex Enofila è una “toppa”: l’elevata crescita degli iscritti richiede spazi adeguati».

Le petizioni saranno consegnate al Comune di Asti e all’Ufficio scolastico territoriale.

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