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Cia Asti Alessandria

Tra i filari del Monferrato: l’arte del gusto a Ca’ Rusa

Lo sformato di zucchine e la fonduta di Raschera DOP come simboli della tradizione e della filiera corta

Tra i filari del Monferrato: l’arte del gusto a Ca’ Rusa

Nelle terre astigiane, dove le colline disegnano geometrie di vigneti e noccioleti, il cibo non è solo nutrimento, ma un linguaggio prezioso che tramanda la storia di una comunità.

In questo contesto di eccellenza, realtà come Cia Alessandria-Asti e Turismo Verde Cia insieme a Piemonte da Scoprire giocano un ruolo fondamentale: la loro missione è quella di agire come custodi dei saperi rurali, promuovendo il territorio e le attività agricole attraverso un legame indissolubile tra produttore e
consumatore.

Queste associazioni si impegnano quotidianamente per preservare le tradizioni contadine e valorizzare quel patrimonio di conoscenze che rischia di andare perduto, trasformando ogni prodotto della terra in un’esperienza culturale.

Proprio seguendo questo filo rosso della memoria, arriviamo a Incisa Scapaccino, dove l’agriturismo associato Cia La Ca’ Rusa accoglie i visitatori con il calore tipico delle antiche dimore monferrine. Il nome stesso, come spiegano i titolari Michela Bongiovanni con Mauro Terzolo, deriva dal caratteristico colore rosso delle mura della struttura, che spicca con orgoglio tra il verde delle colline circostanti.

Qui, la cucina è un atto d'amore verso la stagionalità e la freschezza, dove gli ingredienti passano direttamente dall'orto alla tavola.

Simbolo di questa filosofia è l’antipasto estivo proposto da Michela: lo sformato di zucchine con crema di Raschera. Un piatto che esalta la zucchina chiara, un ortaggio versatile, povero di calorie ma ricco di acqua e sali minerali, raccolto all'alba per garantirne la massima fragranza.

Ad accompagnarlo, troviamo il Raschera DOP, un formaggio che racchiude in sé la storia degli alpeggi piemontesi: originariamente prodotto in forma quadrata per facilitarne il trasporto a dorso di mulo lungo i sentieri montani, oggi rappresenta uno dei pilastri dell'arte casearia piemontese.

La ricetta

Il procedimento per realizzare lo sformato inizia con un soffritto leggero di scalogno, a cui vengono unite le zucchine tagliate a pezzetti. Dopo circa dieci minuti di cottura, il composto viene frullato insieme a profumate foglie di basilico fresco - essenziali per donare aroma e un colore verde brillante - uova, parmigiano e panna.

Un pizzico di sale completa l'impasto, che viene poi versato in pirottini imburrati e infarinati. La cottura avviene rigorosamente a bagnomaria in forno a 170° per circa 30-35 minuti, una tecnica che assicura una consistenza soffice e vellutata.

Parallelamente, si prepara la fonduta: una base di burro e farina a pioggia viene lavorata con il latte per ottenere una besciamella leggera, nella quale viene sciolto il Raschera a cubetti a fuoco lentissimo. Il tocco finale di classe, tipico degli Agrichef Cia, prevede un impiattamento curato, decorato con delicate foglioline fatte a mano con albume, farina e zafferano.

Questo viaggio nei sapori non rimane confinato tra le mura dell'agriturismo. La videoricetta dello sformato è infatti parte integrante di un ambizioso progetto di promozione della filiera corta, sostenuto dalla Regione Piemonte (Sviluppo Rurale Piemonte 2023 – 2027 – Intervento SRG07.1– Progetto di cooperazione Tour Agricoltura e Ambiente 2025). L'obiettivo è chiaro: incentivare il consumo dei prodotti locali e sostenere l'economia agricola del territorio.

Per chi volesse cimentarsi nella preparazione o semplicemente scoprire i segreti della cucina contadina, la videoricetta completa è disponibile sul sito ufficiale ciaal-at.it e sul canale Youtube Cia Alessandria-Asti.

Iniziative come questa, portate avanti con passione da Cia e dalle sue associazioni, dimostrano che la modernità può e deve camminare fianco a fianco con la tradizione, garantendo che i sapori del Monferrato continuino a raccontare la nostra terra alle generazioni future.

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