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02 Luglio 2026 18:07:00
I deputati astigiani Marcello Coppo (FdI) e Andrea Giaccone (Lega)
«La circolare dell’8 maggio 2026 non apre alcun nuovo centro migranti ad Asti. Non individua una struttura, non approva alcun progetto e non dispone alcuna attivazione. Inserisce semplicemente Asti tra le possibili sedi della rete nazionale dei Centri governativi prevista per dare attuazione al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo». Così il deputato astigiano di Fratelli d'Italia, Marcello Coppo, risponde al consigliere comunale del Partito Democratico Michele Miravalle dopo che quest'ultimo, tramite un video pubblicato sui social, ha lanciato l'allarme sulla diffusione di un documento del Ministero dell'Interno che inserisce Asti, unica città del Piemonte, tra quelle identificate per ospitare un nuovo Centro governativo per migranti, molto probabilmente nell'hub di Castello di Annone.
«Ancora una volta la Sinistra cerca di creare confusione su un tema che gli italiani hanno particolarmente a cuore: la sicurezza e il controllo dell’immigrazione. Per questo ho approfondito personalmente la circolare del Ministero dell’Interno. I fatti sono molto diversi da quelli raccontati da certa opposizione - continua il deputato Coppo - Chi oggi grida allo scandalo dimentica, o fa finta di dimenticare, che nella nostra provincia esiste già da anni una struttura inserita nel sistema pubblico dell’accoglienza, l’ex Polveriera di Castello di Annone, utilizzata in passato anche per la prima accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Parlare oggi di una novità assoluta significa raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella documentata».
Coppo, insieme al deputato della Lega Andrea Giaccone, è stato chiamato direttamente in causa da Miravalle che ha evidenziato un dubbio: «La domanda viene spontanea: - ha osservato Miravalle nel video diffuso sui social - i deputati astigiani lo sapevano e hanno taciuto? O non lo sapevano e quindi ci vien da dire che ci stanno a fare? Perché una notizia così importante deve essere scoperta quasi in maniera carbonara?».
Coppo ricorda anche il recente passato: «I Centri governativi esistono da oltre dieci anni. La novità introdotta dal Governo Meloni non è creare nuovi strumenti di accoglienza, ma trasformare un sistema già esistente in un modello più efficace di controllo, identificazione e rimpatrio, coerente con il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. L’obiettivo è rafforzare il presidio dello Stato, accelerare le procedure, migliorare il coordinamento tra le autorità competenti e rendere più rapidi i rimpatri di chi non ha diritto a rimanere nel nostro Paese. Questa riforma è parte di un cambiamento molto più ampio che il Governo Meloni ha impresso alla politica migratoria italiana. Grazie all’intensa azione diplomatica con i Paesi di origine e di transito, al contrasto delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani e al ruolo svolto dall’Italia nel promuovere un diverso approccio europeo alla gestione dei flussi migratori, gli sbarchi sono diminuiti di circa il 58%, passando da 157.651 nel 2023 a 66.617 nel 2024. Il dato è rimasto sostanzialmente stabile nel 2025 e anche il 2026 registra un ulteriore netto calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando che la strada intrapresa è quella giusta [...] Come deputato del territorio continuerò a vigilare affinché ogni eventuale decisione riguardante la provincia di Asti sia assunta con la massima trasparenza e garantisca sempre la sicurezza dei cittadini. Per Fratelli d’Italia la tutela del territorio viene prima di tutto».
Anche la risposta dell'altro deputato astigiano, Andrea Giaccone, esponente della Lega, non si è fatta attendere. «Apprendiamo come a un anno dalle elezioni comunali la sinistra astigiana si scopra securitaria e preoccupata per l'ipotesi di un presunto nuovo centro migranti nell'Astigiano. Appare abbastanza surreale che proprio chi per anni ha sostenuto accoglienza indiscriminata e distribuzione dei migranti senza alcun confronto con i territori, oggi diventi improvvisamente paladino della trasparenza e della tutela delle comunità locali. La Lega non accetta lezioni da chi ha contribuito a creare un sistema di gestione dell’immigrazione che ha scaricato sui territori e sulle amministrazioni costi sociali, economici e di sicurezza - attacca Giaccone - Giova ricordare come le politiche della Sinistra in tema migratorio abbiano fatto sì che gli anni dei governi Renzi e Gentiloni siano stati quelli con il più alto numero di sbarchi di irregolari, con un record di 180.000 persone nel 2016, mentre grazie alle politiche della Lega, nel 2019 con Matteo Salvini agli Interni gli ingressi furono poco più di 11.000 con una diminuzione del 93%».
Poi, sul caso del nuovo hotspot nell'Astigiano, l'esponente leghista aggiunge: «La verità è che al momento non è previsto nessun nuovo centro; il patto europeo di migrazione e asilo che prevede, tra le altre cose, procedure di frontiera più rapide per avere rimpatrii più veloci e coordinati in caso di irregolarità e screening obbligatori con identificazione biometrica di tutti gli irregolari, va nella direzione di maggiore controllo e deterrenza degli ingressi clandestini. La circolare ministeriale - continua - non apre nessun centro migranti nell'Astigiano, semplicemente identifica una delle possibili sedi di centri governativi nella nostra provincia, chiarendo tra l'altro ‘come l'identificazione dei siti non presupponga la presenza di strutture fisiche esclusivamente dedicate agli accertamenti di frontiera’. Per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare come fatto con i decreti sicurezza voluti dalla Lega, per ottenere una stretta sugli ingressi irregolari e veloci rimpatrii per coloro, e sono la maggioranza, che non hanno alcun diritto a forme di protezione internazionale, evitando ricadute sulle nostre comunità locali».
«Se il consigliere Miravalle è così preoccupato per gli effetti del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, - conclude Giaccone - dovrebbe spiegare ai cittadini perché il suo partito ha sostenuto per anni politiche migratorie che hanno prodotto esattamente le criticità che oggi denuncia con tanto clamore».
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