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Castell'Alfero

Conclusa la vicenda dell'insediamento rom in frazione Callianetto

Il Comune ha acquistato il terreno, spendendo 6 mila euro più costi notarili, dove farà nascere un “bosco di tigli”

insediamento rom Callianetto

Quel che resta dell'insediamento rom a Callianetto

Si chiude dopo mesi di trattative la vicenda dell'insediamento rom sorto su un terreno agricolo di Callianetto, frazione di Castell'Alfero. Il Comune ha infatti acquistato l'area e le famiglie che vi abitavano hanno lasciato il sito, al termine di un percorso di mediazione portato avanti con la Prefettura.

 Il rogito e la partenza delle famiglie

Il passaggio di proprietà è stato formalizzato nei giorni scorsi. «Il rogito l'ho fatto lunedì scorso e loro se ne sono andati praticamente ieri. Di fatto non vivono più lì», spiega il sindaco Giancarlo Fasano.

Il Comune ha riacquistato il terreno per 6 mila euro, la stessa cifra con cui era stato acquistato in precedenza dalle famiglie rom. L'operazione complessiva, però, ha richiesto circa 13 mila euro, comprendendo anche spese notarili, imposte e gli interventi effettuati sull'area. Per coprire la differenza è stata avviata una raccolta di circa 7 mila euro tra cittadini e sostenitori dell'iniziativa.

 insediamento rom Callianetto

Un percorso di dialogo

Secondo Fasano, l'obiettivo è stato raggiunto senza tensioni né interventi di forza. «È avvenuto tutto nel migliore dei modi, senza scontri, semplicemente dialogando e discutendo».

Determinante è stato il lavoro svolto insieme alla Prefettura e al prefetto Claudio Ventrice, oltre al supporto di una mediatrice culturale rom che, attraverso il Cogesa, ha facilitato i rapporti con la famiglia. Il sindaco riferisce che le persone coinvolte – tre famiglie appartenenti allo stesso nucleo – hanno nel frattempo acquistato e ristrutturato un'abitazione tra il Casalese e l'Alessandrino, trasferendosi definitivamente.

I motivi dell'ordinanza

L'amministrazione comunale aveva più volte evidenziato l'incompatibilità dell'insediamento con la destinazione dell'area. «Li ho convinti che quel posto non era adatto per viverci. In caso di esondazione del Rio Maggiolino lì non c'è scampo», afferma Fasano. Alle criticità idrogeologiche si aggiungevano, secondo il sindaco, quelle sanitarie dovute alla vicinanza del depuratore e ai vincoli urbanistici dell'area, situata lungo la Strada del Vino. 

Il futuro dell'area

Ora il Comune guarda alla riqualificazione del terreno. Secondo quanto riferito dal sindaco, il prefetto avrebbe assicurato che la pulizia dell'area sarà curata dall'Asp, mentre l'amministrazione comunale sta predisponendo un progetto per trasformare il terreno in un'area verde. «Stiamo lavorando a un piccolo bosco, probabilmente di tigli. La Regione Piemonte ci ha già dato la disponibilità a fornirci le piante necessarie».

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