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Capriglio

Fufu, bolani, saku sai moo: menù etnico cucinato dai rifugiati alla gente del paese

Si avvia alla conclusione il laboratorio di cucina che vuole avvicinare i vecchi e i nuovi residenti del posto. Domenica 5 luglio il pranzo aperto a tutti

Fufu, bolani, saku sai moo: menù etnico cucinato dai rifugiati alla gente del paese

Polpa di tamarindo, datteri disidratati, mix di spezie cinesi, tapioca, coriandolo: ingredienti insoliti nel cestino della spesa al secondo appuntamento con il laboratorio Sapori senza Confini sperimentato nei locali della Pro loco di Capriglio e organizzato dall’associazione AttivaMente in collaborazione con Anna Blasco. Un’idea che vede in primo piano il Sai Alto Astigiano per l’accoglienza di rifugiati impegnato in iniziative di inclusione ed integrazione.
Il modello è semplice: un gruppo di rifugiati provenienti da varie parti del mondo insegna ai locali come si cucinano i loro piatti più comuni e tradizionali.
La cucina italiana piace molto ai ragazzi rifugiati, ma per loro è stata un’esperienza di grande orgoglio poter mostrare cosa si sono lasciati alle spalle, poter restituire alla comunità che li accoglie la condivisione del linguaggio universale del cibo.
Nel primo incontro è stato fatto un lavoro di cernita dei piatti da proporre, tenendo conto del tempo di preparazione e di difficoltà di reperimento degli ingredienti.
Nel secondo appuntamento, giovedì scorso, i ragazzi si sono cimentati ai fornelli davanti ai loro “allievi” italiani.
Tre i piatti cucinati.
Il primo è di origine africana, il popolarissimo “fufu”: un impasto a base di patate bollite che vengono ridotte a poltiglia liscia, soffice ed elastica da accompagnare a stufati di carne o verdure (come quello preparato giovedì).


Poi un piatto tipico dell’Afghanistan, il bolani, una focaccia sottile farcita con verdure e spezie e poi fritta.
Infine un piatto dolce proveniente dalla Thailandia, il Saku Sai Moo, budino di tapioca in perle e latte di cocco. Quest’ultimo piatto è stato presentato non da rifugiati ma da Angela, cittadina thailandese da moltissimi anni residente a Capriglio.
Al termine del laboratorio, gli assaggi da parte degli italiani che si sono iscritti al corso e dei curiosi che hanno avuto modo così non solo di imparare una ricetta etnica direttamente alla fonte, ma anche di avvicinarsi alle storie dei ragazzi, abbattendo quel muro di diffidenza che troppo spesso contraddistingue la convivenza con le strutture di accoglienza.
Presenti anche, ovviamente, sia Anna Blasco, chef che sovrintende anche dal punto di vista del rispetto delle norme igieniche, sia Daniela Pitzalis presidente di AttivaMente.
I tre piatti presentati faranno parte del menù che sarà servito ad una cena finale in programma per domenica 5 luglio (iscrizioni ai numeri 339/7485082 o 338/2826394).

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