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La querelle

«Quest'anno Astimusica ha seguito un iter totalmente diverso dal passato. Ha richiesto tempo, come succede per tutte le cose nuove»

Fulvio De Rosa, direttore di Mr. Wolf, tra gli organizzatori della kermesse, interviene sul caso innescate nei giorni scorsi dai consiglieri di minoranza. La Prefettura, che coordina la Commissione di vigilanza, sta già valutando tutta la documentazione

Astimusica

Una precedente edizione di Astimusica [foto di repertorio]

Asti si prepara ad accendere il ritmo di Astimusica in piazza Alfieri. Nonostante il “clima caldo", non solo per le temperature stagionali, ma anche per il vivace confronto politico che ha animato gli ultimi giorni, il messaggio che arriva dalle istituzioni e unico: Astimusica 2026 si farà. La storica kermesse, che quest'anno promette un salto di qualità senza precedenti, è stata al centro di una querelle accesa da tutti i consiglieri di minoranza su presunte mancanze in termini di sicurezza. Mancanze sollevate a causa della presentazione di una documentazione incompleta alla Commissione provinciale di vigilanza.

A spiegare meglio l’accaduto è il Prefetto Claudio Ventrice che ha fatto il punto sulla situazione: «Non è che non ci sia l'autorizzazione - ha chiarito - semplicemente ci siamo riuniti una prima volta, ma la documentazione era incompleta. Prontamente è arrivata e la stiamo già esaminando con molta attenzione». Il Prefetto ha voluto rassicurare sul rigore dei controlli, spiegando che «la Commissione, composta da professionisti seri, valuta ogni dettaglio, dal piano sanitario agli impianti elettrici fino al corretto montaggio dei palchi». Ventrice ha poi aggiunto con ottimismo che «i tempi ci sono» per arrivare pronti al debutto.

Gran parte del merito di questo “upgrade" del festival va al nuovo modello organizzativo voluto dall'amministrazione e attuato, tra gli altri, da Fulvio De Rosa, direttore di Mr. Wolf. De Rosa ha sottolineato come il progetto rappresenti una sfida ambiziosa: un percorso pubblico-privato dove il socio privato investe oltre il 90% delle risorse, una cifra che si aggira intorno ai 2 milioni di euro. «È l'investimento più importante della nostra storia» ha spiegato De Rosa, rammaricandosi per quella che definisce una «polemica sterile nata da incomprensioni amministrative».

Secondo il direttore di Mr. Wolf, i ritardi burocratici sono figli della novità del modello adottato: «Essendo un iter totalmente diverso dal passato, ha richiesto tempo, come succede per tutte le cose nuove». Ha poi precisato che, durante la riunione preventiva della Commissione, la documentazione era «fisicamente pronta il giorno stesso», ma non era stata trasmessa digitalmente in anticipo, portando così al rinvio tecnico dell'esame.

Ma il direttore di Mr Wolf ha respinto con fermezza ogni ombra sulla sicurezza: «Pensare che siamo degli scellerati che non tengono conto della sicurezza della piazza e del pubblico è un'accusa spiacevole. Abbiamo chiesto una capienza di 6.500 persone in un'area che, legalmente, potrebbe contenerne tra le 13 e le 15 mila. Siamo ampiamente entro i margini. Se i consiglieri ci avessero fatto una telefonata prima di diramare quel comunicato, avremmo avuto modo di spiegarlo».

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