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Simone Nosenzo giura come Presidente della Provincia: il post-Rasero inizia tra sfide strategiche e il nodo deleghe [FOTO e VIDEO]

I consiglieri Bosia, Negro e Gamba restano all'opposizione e non prenderanno deleghe. In Consiglio entra la sindaca di Villafranca Anna Macchia

Simone Nosenzo presidente della Provincia

Il presidente della Provincia di Asti Simone Nosenzo [foto Billi]

Si è svolto oggi pomeriggio il Consiglio provinciale che ha segnato l'insediamento di Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato ed esponente del centrodestra, alla presidenza della Provincia di Asti. Dopo l'elezione di domenica come candidato unico, Nosenzo, espressione della Lega, ha prestato giuramento davanti all'assemblea dando il via a un mandato quadriennale che punta a trasformare sempre di più l'Ente nella "Casa dei Comuni".

Anna Macchia

La sindaca di Villafranca e consigliera provinciale Anna Macchia

La seduta si è aperta con la surroga del seggio lasciato libero da Nosenzo e che ha permesso l'ingresso in aula della sindaca di Villafranca, Anna Macchia. Il suo è un ritorno tra i banchi provinciali, accolto con favore sia dalla maggioranza sia dall'opposizione. Il presidente Nosenzo ha evidenziato come «le sue capacità e competenze saranno a disposizione di questo Consiglio nell'interesse del territorio».

La frecciatina di Mauro Bosia: «Chiusa la vicenda Rasero-Banca di Asti»

Non sono mancate, tuttavia, le punzecchiature politiche. Il consigliere Mauro Bosia (Uniti si può), confermandosi l'unico eletto rimasto sempre all'opposizione, ha inquadrato l'insediamento di Nosenzo come l'ultimo atto di una complessa vicenda politica: «Con oggi si chiude la vicenda che riguarda la Fondazione, Rasero e la Banca di Asti - ha commentato - Andiamo a convalidare l'elezione come candidato unico di Nosenzo, che passa da una delega molto importante a uno scranno ancora più importante. Ho sentito che qualcuno diceva che il posto da presidente sarebbe andato a Fratelli d'Italia, ho sentito di accordi romani, ma alla fine è andato alla Lega. Qualcuno mi diceva 'c'è Migliasso che si candida' (sindaco di San Damiano ndr). Mi auguro in primis che questa nomina non rompa l'armonia che c'è stata negli schemi della maggioranza fino adesso e che non si creino delle fazioni. Dall'altro spero che ci sia la consapevolezza di quanto conti ancora questo Ente, ad esempio nelle nomine in Fondazione. Ente che è stato determinante per l'elezione di Rasero alla presidenza della Banca».

Il Consiglio provinciale dopo il giuramento del presidente Nosenzo

Bosia ha poi sollevato una questione di rappresentanza territoriale, sottolineando come, con l'ascesa del sindaco di Nizza alla presidenza, la città capoluogo abbia perso peso: «Viene meno la componente di Asti, ora che non è più rappresentata se non all'opposizione, tramite me». Ma, nonostante le divergenze politiche, il consigliere ha confermato la volontà di collaborare sulle questioni tecniche e pratiche vitali per il territorio, come la manutenzione stradale.

Anche il consigliere Alessandro Negro, parlando a nome del gruppo del Partito Democratico, ha voluto chiarire la posizione dei suoi eletti, attualmente all'opposizione dopo aver rimesso le deleghe nei mesi scorsi. Negro ha ricordato che la scelta di restituire le deleghe è nata dalla delusione verso certi «giochi politici» della precedente gestione Rasero e ha confermato che il Pd non riprenderà incarichi operativi per gli ultimi mesi del mandato consiliare, in scadenza a novembre.

La replica di Nosenzo: «Nessun pacchetto preconfezionato»

Il presidente Nosenzo, che ha preso la parola dopo aver giurato sulla Costituzione, nel rispondere alle sollecitazioni ha scelto un approccio basato sul dialogo e sulla prudenza istituzionale, rifiutando di imporre scelte dall'alto. In merito alla futura squadra di governo e alla distribuzione delle deleghe, ha chiarito: «Oggi mi sembrava giusto non arrivare qui con un pacchetto preconfezionato. Nei prossimi giorni avremo tempo di confrontarci con tutti i consiglieri per capire quali saranno i futuri sviluppi». Ha inoltre lanciato un segnale distensivo sulle deleghe più pesanti, dichiarando esplicitamente: «Non ho nessuna intenzione di tenere in capo a me Viabilità e Lavori pubblici che rappresentano un incarico molto importante».

Nosenzo ha concluso ricordando la natura dell'Ente sotto la riforma Delrio: «Essendo un Ente di secondo livello, la gran parte delle attività che dobbiamo fare sono di buon senso e di buona amministrazione». Ha però tracciato una rotta come il supporto tecnico ai piccoli comuni per intercettare finanziamenti, la messa in sicurezza dei 1200 chilometri di strade provinciali tramite "accordi quadro" pluriennali, fino allo sviluppo logistico legato ai retroporti di Genova e Savona, il supporto alla crescita del turismo e dei territori Unesco.

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