Cerca

Albugnano

Dina: «In Libia trattati meglio dei prigionieri comuni ma ora si pensi a Gaza»

Le prime parole dell'attivista astigiana durante il viaggio da Linate ad Albugnano, ancora un po' disorientata dopo un mese di detenzione

Dina: «In Libia trattati meglio dei prigionieri comuni ma ora si pensi a Gaza»

Dina Alberizia al suo arrivo a Linate

«Abbiamo avuto un trattamento migliore rispetto agli altri detenuti della prigione di Bengasi in cui siamo stati per un mese. Avevamo anche la possibilità di incontrarci e parlare fra di noi in momenti separati rispetto all'ora d'aria dei carcerati libici. Detto questo, è evidente che la preoccupazione sul nostro futuro è sempre stata tanta». A parlare è Dina Alberizia, l'attivista residente ad Albugnano atterrata ieri a Linate dopo la liberazione ad un mese dall'arresto dei miliziani di Haftar. 

«Eravamo molto isolati, questo sì e sicuramente avevate più notizie di quel che ci stava capitando voi in Italia che noi in carcere. Ci erano stati assegnati degli avvocati del posto con cui non abbiamo mai parlato. L'unico collegamento era il console italiano che, quando veniva a farci visita, ci consentiva di usare il suo telefono per dare notizie di noi alle nostre famiglie. In Libia, come in tante altre parti del mondo, i diritti cui noi siamo abituati non esistono. E' pur vero, però, che anche là dentro, fra le guardie abbiamo trovato persone che ci hanno dimostrato umanità, facendoci ogni tanto vedere qualche video sul loro cellulare per tenerci collegati al resto del mondo».

Sui particolari ancora Dina non è scesa, sentita al telefono nel viaggio da Linate ad Albugnano, ancora comprensibilmente disorientata seppur felice del ritorno a casa.

Una cosa è sicura, questa brutta avventura non farà fare alcun passo indietro alle sue convinzioni sulla necessità di mobilitarsi per Gaza.

«Anzi, se vogliamo la nostra detenzione è servita ad accendere un focus sui bisogni umanitari di quella popolazione e spero che questo spinga molti Governi, quello italiano in prima linea, a lavorare concretamente per far cessare il conflitto e per garantire approvvigionamenti e cure alla popolazione stremata. Adesso basta parlare di noi, che torniamo alle nostre comodità:  l'attenzione ritorni su Gaza e sulle continue violazioni internazionali che ogni giorno registriamo in tante parti del mondo».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133