eventi
Servizio idrico
24 Giugno 2026 12:33:00
Ad Asti è stato inaugurato il nuovo impianto di sollevamento del depuratore [foto Billi]
Si è tenuta questa mattina, in strada Quaglie, l'attesa inaugurazionedel nuovo impianto di sollevamento dello scarico finale del depuratore di Asti, un’opera strategica gestita dall'Asp che mette in sicurezza la zona sud della città rispetto alle piene del fiume Tanaro e garantisce più elevate prestazioni dello scarico delle acque reflue. Il momento culminante della mattinata è stato il taglio del nastro ad opera del sindaco Maurizio Rasero, seguito da una simulazione di apertura di una delle condotte dell'impianto, che ha permesso ai presenti di vedere in funzione la potenza tecnologica della nuova struttura.

Ci sono voluti anni per arrivare alla messa in funzione con un progetto realizzato nel 2015 e lavori durati circa 7 anni. Interventi che hanno dovuto affrontare un lungo iter burocratico e amministrativo, un serrato confronto con Aipo, Regione Piemonte, Ferrovie dello Stato (data la vicinanza della linea ferroviaria) e, tanto per rendere tutto ancora più complicato, la pandemia da Covid-19.
La vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Stefania Morra ha sottolineato l'importanza di aver dotato la città di questa nuova struttura: «Si tratta di un intervento atteso da tanto tempo, importante per il territorio, ma anche per i servizi offerti ai nostri cittadini - ha detto - Fin dal primo giorno del primo mandato, nel 2017, la priorità del sindaco era mettere in sicurezza tutta la zona sud della città, che nel 2016 aveva avuto parecchi problemi con l'innalzamento dei livelli del Tanaro a seguito di eventi meteorologici eccezionali sempre più frequenti». Morra ha poi ricordato come questo sia solo l'ultimo di una serie di interventi coordinati con Regione Piemonte e Aipo per la difesa del suolo.

Orgoglio e soddisfazione sono stati espressi dal presidente dell'Asp, Fabrizio Imerito, che ha evidenziato come l'azienda sia un modello di efficienza. «L'eccellenza del servizio idrico è riconosciuta a livello nazionale da Arera - ha osservato - Abbiamo un servizio idrico integrato che è tra i primi in Italia sotto più voci: qualità dell'acqua, contenimento delle perdite, smaltimento dei fanghi». Imerito ha spiegato che proprio grazie a questi risultati «abbiamo ricevuto premialità da Arera per circa 10 milioni di euro negli ultimi 5 anni, fondi serviti per fare investimenti; solo su questo impianto abbiamo investito circa 6 milioni di euro».
L'amministratore delegato di Asp, Massimo Cimino, ha definito l'opera come una tappa storica: «Il depuratore è un’infrastruttura strategica per la città di Asti - ha ricordato - Tutte le acque reflue convogliano qui e vengono restituite all'ambiente purificate. Quest'opera risolve una criticità storica: quando il Tanaro si alza, il depuratore non riesce più a scaricare e le acque allagano l'impianto e parte della città. Questo sistema aumenta la resilienza della nostra comunità».
La parola è poi passata ai tecnici che hanno curato ogni fase della progettazione e della realizzazione. L'ingegnere Simone Tollemeto, Rup dei lavori, ha illustrato la grandezza della rete idrica cittadina: «Oggi il depuratore serve fino a 95.000 abitanti equivalenti e tratta 6 milioni di metri cubi di reflui all'anno. Abbiamo 233 chilometri di rete fognaria che portano tutto qui in strada delle Quaglie». Ha quindi spiegato che in caso di piene straordinarie, come quella del 2016, lo scarico finale rimaneva ostruito, fermando l'intero impianto. Ecco perché il sollevamento rappresenta una svolta nella gestione e nella sicurezza della rete idrica.

L'ingegner Andrea Lerda, direttore dei lavori, ha invece approfondito le complessità strutturali incontrate in cantiere: «Abbiamo realizzato un "fratello grande" del sollevamento intermedio, con pompe molto più potenti. Il contesto era complicatissimo perché ci sono il Tanaro e il sistema del Rio Valmanera (vecchio e nuovo) che si intrecciano con la ferrovia». Lerda ha descritto la sfida ingegneristica come unica nel suo genere: «Abbiamo lavorato letteralmente al di sotto dei livelli del Tanaro e, durante gli scavi, affrontato almeno quattro "bombe d'acqua" e due piene ordinarie». Per scavare sono stati realizzati pali in cemento armato profondi 10 metri e sono state utilizzate pompe idrovore per togliere l'acqua dall'area interessata. La potenza installata è impressionante: l'impianto può ora contare su una serie di idrovore capaci di sollevare contemporaneamente fino a 18 metri cubi al secondo.

L'ingegner Lerda ha voluto dedicare il completamento dell'opera a due figure chiave che hanno dato preziosi contributi al tema della sicurezza della rete idrica cittadina: l'ingegner Angelo Schiavone, che ideò il piano di messa in sicurezza nel 2013, e il geometra Mario Tanino del comitato Tanaro-Borbore, che per anni aveva sollecitato l'arrivo delle nuove pompe.

La simulazione di una portata d'acqua eccezionale, mostrata a tutti i presenti, è stata la "prova" su strada a dimostrazione della bontà del progetto e dell'investimento sostenuto. L'Asp ha già annunciato che seguiranno altri interventi sulla rete fognaria cittadina, una parte dei quali già in corso, per adeguarla al cambiamento climatico che obbliga la città ad affrontare periodi di siccità prolungata a forti temporali con precipitazioni che l'attuale rete non sempre riesce a gestire correttamente.
Edicola Digitale
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058