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Salute
24 Giugno 2026 07:53:00
Gruppo di conferenzieri all’incontro sul tumore dell’endometrio
L'estate rappresenta un giro di boa importante in un anno in cui la Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio è stata protagonista di primo piano nel soddisfare i bisogni di informazione, sensibilizzazione e cura vera e propria della comunità.
A novembre la grande cena di gala a Nizza per raccogliere fondi destinati all'ammodernamento tecnologico di Geriatria, del laboratorio analisi e del blocco operatorio dell'ospedale di Asti.
Un annuncio che era stato preceduto dall'inaugurazione della nuova sede, nella ex guardiola dell'ospedale Cardinal Massaia, all'inizio della rampa verso l'accesso. Un luogo fisico in cui i volontari della Fondazione sono a disposizione per chiunque chieda informazioni sull'attività e voglia fare donazioni o mettere a disposizione un po' del suo tempo.
Negli ultimi mesi, in ospedale, la Fondazione ha donato alcuni “collimatori” destinati al servizio di radioterapia insieme alle poltrone multifunzione a disposizione dei malati oncologici per dare loro maggiore conforto durante le sedute terapiche mentre alla Gastroenterologia è andato un nuovo e atteso ecografo.
Poi il grande lavoro di informazione, con il secondo ciclo di conferenze dedicato alla cittadinanza e con la partecipazione di medici specialisti di altissimo profilo. Si è parlato di prevenzione dell'infarto e delle nuove tecnologie d'avanguardia al servizio della cardiologia ma anche della rivoluzione delle cure partendo dal territorio e la presentazione del “dietro le quinte” di diagnosi e cura.
Il ciclo si è chiuso con la conferenza sul tumore dell'endometrio, uno dei meno conosciuti ma, con le sue 10 mila nuove diagnosi all'anno, una delle più diffuse fra le neoplasie femminili.
Colpisce prevalentemente donne in post-menopausa, con un picco di incidenza tra i 50 e i 70 anni, ma non sono così rari gli episodi in età fertile.
A guidare il pubblico in un percorso di approfondimento sono stati gli specialisti della Struttura di Ginecologia e Ostetricia dell'Asl AT diretta dal dottor Maurizio Di Serio.
«Questo incontro ha un significato particolare, perché giugno è il mese dedicato alla sensibilizzazione sul carcinoma dell'endometrio, una patologia che merita attenzione sia per la sua frequenza sia per il costante incremento del numero di diagnosi registrato negli ultimi anni - ha spiegato Di Serio - A differenza di altre patologie ginecologiche, come il tumore del collo dell'utero, per il carcinoma dell'endometrio non esiste un programma di screening, tuttavia, nella grande maggioranza dei casi, fino al 90%, la malattia si manifesta con un sintomo d'allarme: il sanguinamento anomalo. Per questo è fondamentale riconoscerlo, non sottovalutarlo e indagare tempestivamente ogni segnale che possa far pensare a una problematica endometriale: ciò consente spesso di arrivare alla diagnosi in una fase precoce».
Il dottor Carlo Bocci, esperto dell'équipe ha spiegato che, tra i fattori di rischio figurano obesità, diabete, ipertensione, menopausa tardiva, assenza di gravidanze e alterazioni dell'equilibrio ormonale.
Una volta confermato o fortemente sospettato il tumore, entra in funzione il percorso di cura previsto dalla Rete Oncologica Piemonte e Valle d'Aosta.
La dottoressa Michela Villa ha illustrato il ruolo del Centro Accoglienza e Servizi (CAS) che accompagna la paziente fin dalle prime fasi della presa in carico. La prima visita scatta entro 5 giorni dalla richiesta del medico curante: vengono rivalutati gli esami eseguiti, programmati gli approfondimenti diagnostici, attivata l'esenzione oncologica e valutati anche gli aspetti assistenziali, familiari e psicologici con l'eventuale attivazione di servizi di supporto. Il percorso diagnostico-terapeutico personalizzato coinvolge una rete multidisciplinare composta da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, specialisti della terapia del dolore e, quando necessario, professionisti delle cure palliative.
L'intervento chirurgico con tecniche mini invasive rappresenta nella maggior parte dei casi il trattamento principale del tumore dell'endometrio.
«La nostra missione - ha sottolineato la presidente della Fondazione Luisa Amalberto - è aiutare medici, tecnici e personale sanitario a lavorare meglio, acquistando apparecchiature e dispositivi che, pur necessari, non sono coperti dai finanziamenti nazionali: ogni astigiano può contribuire con un gesto semplice che non costa nulla indicando codice fiscale della Fondazione - 92078480057 - nella casella dedicata al 5 x 1000” in sede di dichiarazione dei redditi».
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